venerdì, febbraio 09, 2007

Braccio Destro del Tizio Nuovo: Er Benzinaro

Nome: non si sa.
Qualifica: assistente di Abu Hamza al-Muhajir (anche noto come Abu Ayyub al-Masri, anche noto come Tizio Nuovo di Al Qaeda-Iraq), nonché benzinaio per conto di Al Qaeda.
Spiegare meglio: gestiva una stazione di servizio e usava i guadagni per finanziare le operazioni delle cellule irachene di Al Qaeda.
Cosa: arrestato.
Dove: nella sua stazione di servizio a Mahmoudiya, a sud di Baghdad.
Ha confessato che: il giorno prima aveva visto il Tizio Nuovo.
Però: non sa dov'è, perché quel Masri si muove sempre.
Sapevatelo: Mahmoudiya è una roccaforte degli insorti sunniti; anche se la città è dominata dagli sciiti, le campagne circostanti pullulano di cellule di alcaida, responsabili di attentati suicidi e di attacchi contro le forze irachene e statunitensi. Dicheno.

Link

giovedì, febbraio 08, 2007

Falso Allarme per Ahi Che Male

Ringrazio Petrolio per la segnalazione in mail di questo falso allarme un po' da incubo. Dovendo combattere con un'ipocondria livello Alpha e un'impressionabilità che mi fanno scansare accuratamente tutti i serial di argomento ospedaliero, sarò delicatissima.
Signore di 48 anni cerca di entrare negli Stati Uniti, dove vuole trascorrere una breve vacanza, ma a quanto pare gli Stati Uniti sono interessati a entrare nel suo ano. Il signore in questione soffre di una fistola il cui trattamento comporta l'impiego di un setone, cioè del filo di sutura (i dettagli sono in questo articolo di Lancet - se vi annoia l'iscrizione gratuita potete ricorrere al solito bugmenot). I funzionari dell'ufficio immigrazione lo interrogano, lo perquisiscono, si insospettiscono, procedono a un esame più approfondito. Al turista viene detto che se non si fa rimuovere il setone - evidentemente parte di un complicato meccanismo esplosivo - non può entrare negli Stati Uniti; il pover'uomo accetta. Il piccolo intervento viene eseguito all'aeroporto da un medico per la prima volta alle prese con una situazione di questo tipo; il paziente dovrà ora essere sottoposto ad anestesia generale per la riapplicazione del filo di sutura.
Viviamo, a quanto pare, in un mondo sicuro. Libero, anche. Sicuro e libero.
Oggi non mi sembra giornata da ricetta di bliny, vero?

[Warning: non provateci nemmeno, a riempirmi i commenti di casi clinici. Vi banno, vi.]

[Avvertenza: nei commenti a questo post è inaspettatamente nato l'appassionante thread "Le migliori serie televisive della vostra vita". La spiegazione sembra essere: in certi giorni ci prende così :-). Partecipate.]

martedì, febbraio 06, 2007

VVP e l'arancione

"Un giorno Vladimir Vladimirovič™ Putin sedeva nel suo studio all'interno del Cremlino intento a sciolinare i presidenziali sci. All'improvviso la grande porta dello studio presidenziale si spalancò per far entrare con passo veloce il vicepresidente dell'amministrazione Vladislav Jur'evič Surkov.
- Ascolta, bratello, - disse Vladislav Jur'evič. - Ma cosa stai facendo?
- Metto la sciolina sugli sci, - rispose Vladimir Vladimirovič™, - Vado a sciare. Tanta neve, bello.
- Aspetta ad andare a sciare, - disse Vladislav Jur'evič, - Abbiamo una cosa un po' strana.
- Che altro c'è ancora? - domandò ansiosamente Vladimir Vladimirovič™.
- Nelle regioni di Tomsk, Tjumensk e Omsk è caduta neve arancione, - disse piano Vladislav Jur'evič.
- Arancione?!! - urlò terrorizzato Vladimir Vladimirovič™.
- Sembra proprio, - annuì Vladislav Jur'evič.
- Che fare? - si preoccupò Vladimir Vladimirovič™, - Avevi promesso, niente più minacce! Niente più arancione!
- Ci stiamo lavorando, - disse quietamente Vladislav Jur'evič, - Abbiamo proibito i mandarini su tutto il territorio. Chi poteva immaginare che sarebbero tornati sotto forma di neve... Adesso però la sciogliamo.
- Scioglietela! - esclamò febbrilmente Vladimir Vladimirovič™, - Scioglietela al più presto!
- La faremo sparire, - disse con sicurezza Vladislav Jur'evič uscendo dal presidenziale studio con passo veloce".

Originale: vladimir.vladimirovich.ru

lunedì, febbraio 05, 2007

Costruire un Uomo/Weekend Edition

"Son, a woman is a lot like a... a refrigerator! They're about six feet tall, 300 pounds. They make ice, and... um... Oh, wait a minute. Actually, a woman is more like a beer. They smell good, they look good, and you'd step over your own mother just to get one! But you can't stop at one. You wanna drink another woman!"
Homer Simpson


Vi ho raccontato di aver trascorso un quieto finesettimana da innocente vittima della Grande Emicrania, dedicandomi ad attività come l'arricchimento a fini pacifici dello yogurt con le fragole. In realtà ho lavorato in segreto a un progetto che mi sta a cuore dai tempi della flessione dell'Unione Sovietica. Allero avevo già tutto: l'idea grandiosa, l'entusiasmo sperimentale, la cassettina degli attrezzi. Mi mancava soltanto un manuale adeguato.
Adesso quel manuale c'è.


Costruire un uomo, di Mario La Stella, volume uno dell'Enciclopedia delle Meraviglie. 5 lire, sta scritto in copertina, ma io l'ho pagato un euro. Mi è stato di grande aiuto nello "stringere un'affettuosa e serena amicizia con l'anatomia" (op. cit., pagina 6) senza passare per l'autopsia.

Che dire dell'analogia uomo-vettura antiquata?



E se non fosse stato per questo schema adesso starei ancora lavorando alla grande circolazione:



Ma il vero gioco da ragazze è stato costruire il cervello: compito notevolmente semplificato dal fatto che l'uomo, com'è noto, non è incline al multitasking e tende naturalmente a fare e a pensare una sola cosa alla volta.



Occhio di uomo vede donna, la fissa, la proietta al cervello, cervello riconosce e ordina a organi del suono di chiamarla. Per rendergli il lavoro più facile e gradevole, mi sono limitata a sostituire "donna" con Miru. I modelli meno evoluti sostituiscono "birra" a donna; i più sofisticati, invece, riescono a elaborare il concetto di "Champions League". Noi, nel presente esperimento, non ne avevamo bisogno.

Ora, per l'istruzione del soggetto, devo solo procurarmi gli altri volumi dell'Enciclopedia delle Meraviglie: I prodigi degli insetti, Quando le cifre stupiscono e il fondamentale Questo è l'esaurimento nervoso. Ma c'è tempo, la mia meravigliosa scatola senza spigoli deve ancora imparare a infilare le cinquecento lire nel carrello, a rispondere agli sms e ad articolare semplici frasi come "Amore, ti sta benissimo; nel dubbio, però, prendili entrambi", "Lascia pure a me, tu vai a farti bella" e "Parliamo, vuoi?".

sabato, febbraio 03, 2007

Grafici

Pareggio Usa-Cina
"Una rappresentazione grafica delle forze militari internazionali, Changing world order, p. 23, ieri, dava le stesse cifre per i mezzi corazzati e gli aerei da combattimento dei marine di Stati Uniti e Cina. Le cifre si riferivano solo agli Stati Uniti e sono state copiate per sbaglio nella colonna della Cina, per la quale non era disponibile alcun dato".

Un editoriale da buttar via
"Un editoriale di ieri, The demagogic cliches of right and left can only make things worse, p. 31, si basava su un sondaggio Populus secondo il quale la maggioranza dei musulmani britanici avrebbe dichiarato di avere più cose in comune con i musulmani di altri paesi che con i non-musulmani britannici. In realtà era stata data una lettura erronea di un grafico del sondaggio, secondo il quale la maggioranza era in disaccordo con tale affermazione".

The Guardian, Corrections.

venerdì, febbraio 02, 2007

A grande richiesta

Con riferimento al post Salumi e baci, comunico che:
1. La bottiglia è questa. E lo so. Ma stava nel frigo, era lì, agitarla non sembrava davvero il caso.


2. Mi sono accorta che sul sito dei Baci Perugina c'è gente che si scambia i cartigli. Picia86 offre il cartiglio 76, tenebroso71 cerca il numero 1, amarone74 scambia i numeri pari con quelli dispari (astenersi perditempo). Non ho parole. Io l'altro giorno stavo per mangiarmelo, il cartiglio.
3. La filzetta è praticamente un salame, neanche male. Il signor G. si è avvicinato, ha annusato, ha fatto una faccia come per dire: "Un salame?" ed è andato a riprendere il lavoro interrotto (oggi tra un pisolino e l'altro mi sta smontando un battiscopa).

Diventa più intelligente con Google/2



Solitamente, con raccomandata a/r.

A(r)mericani

"Il problema del possesso di armi in America è molto dibattuto. Si discute perfino sul loro numero effettivo. La National Rifle Association (NRA) si basa sulla stima del BATFE (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives) secondo la quale nel 1999 c'erano negli Stati Uniti 215.000.000 armi da fuoco (il 50% della popolazione). Secondo la Brady Campaign (coalizione contraria alle armi da fuoco) ce ne sono 192.000.000 (il 39% della popolazione).
Questo non è un libro sulle armi da fuoco. È un libro sulle persone.
Che si tratti del 39% o del 50% degli americani, è comunque moltissimo. Ho cominciato a chiedermi chi è questa gente, com'è, come vive".
Armed America: ritratti di possessori d'armi da fuoco nelle loro case, di Kyle Cassidy.


Salumi e baci

Dopo le feste nel mio frigo sono comparsi due oggetti inquietanti (sospetto che siano sopravvissuti allo sterminio sistematico di qualche cesto natalizio).
Il primo assomiglia in tutto e per tutto a un Bacio Perugina, solo che ha la forma e le dimensioni di una bottiglia di spumante da un litro. È blu e argento e reca il consueto stucchevole motivo stellato e la scritta "Riserva Speciale di Dolci Messaggi". Sai quell'aria disperata da avanzo, "sono dolcissimo, scadente, faccio tante bollicine, ho un retrogusto di solvente per smalto e probabilmente anche il tappo di plastica"? Ecco.

E ora chiedo scusa ai vegetariani per quello che sto per scrivere.
Il secondo mesto rappresentante della diaspora postnatalizia è un insaccato a me sconosciuto. Si chiama filzetta. Per fortuna ho il Food spammer, che di queste cose ne sa. Gli dico "Ascolta, da un mese ho una cosa in frigo che si chiama filzetta e c'è scritto suino 100%". E lui, il sublime intenditore, "Ma tu sei matta, è buonissima, aprila immediatamente". Immediatamente: erano le cinque del pomeriggio. High tea, proprio, altro che cucumber sandwiches.
– Guarda che non è tanto bella da vedere.
– Sei una dilettante.
– Sembra una pastetta sovietica.
– Mica si spalma.
– È morbida.
– È praticamente filetto.
– Mah.
– Cosa volevi che fosse, grana misto porcini?
– Qualche altro animale.
– Il maiale non ha il filetto, forse?
– Lo so, io?
– Il filetto è il vitello di 8 mesi, per lei.
– Ma tu lo sai che metto il sale fino nell'acqua della pasta?

Così vado in cucina, apro il frigo e comincio a fare tup tup tup sulla superficie del salume. Guardiamo in faccia la realtà: la filzetta che ho cercato su Google Images non assomiglia per niente alla mia. Al Food spammer però non dico nulla, magari se ne dimentica.

E invece, giorni dopo:
– Scommetto che stai ancora tastando la filzetta.
– Sì.
– Cosa aspetti ad assaggiarla?

Cosa aspetto. Magari esistono anche filzette infelici, dal colorito indeciso, con i nodini di grasso, come la mia.

Ormai il pellegrinaggio nel frigo è diventato un rito serale. Si fa tup tup tup, si annusa, si scuote il capo rassegnate e ci si versa un bicchiere di latte.

Ieri mentre prendevo il latte sono riuscita a far cadere la bottiglia Perugina. E sapete una cosa?
1. Era di plastica, con fondo svitabile.
2. Non conteneva spumante per alcolisti.
Da un mese e mezzo convivevo con una quantità di Baci in grado di risolvere qualsiasi emergenza emotiva di livello Alfa-Bravo, e la tenevo nel frigo accanto all'Idrolitina.
Padroni del Cioccolato, fate confezioni meno ambigue: scatole rosse a forma di cuore, diciamo, o quelle rettangolari con i due tizi che si baciano appassionatamente. I tubi già no, con i tubi tendo a pensare "Guarda, un caleidoscopio" oppure "Conterrà forse un piccolo poster?"
Ma la bottiglia. Quella bottiglia è la vittoria dell'equazione nonserveauncazzo=forsesimangia sull'utile=bello. Inutile che ci scriviate sopra "Riserva Speciale di Dolci Messaggi" (blink blink blink), io penserò comunque che si tratti di spumante scadente con tappo di plastica e perlage orizzontale.

giovedì, febbraio 01, 2007

Falso Allarme per Robottino che Sbarluccica

Dove: Boston.
Cosa: una serie di falsi allarmi che hanno paralizzato la città.
La causa: dei pannelli elettronici luminosi disposti qua e là.
Sono stati scambiati per: bombe.
Invece servivano a: promuovere un cartone animato per adulti della Turner Broadcasting System.
E funzionavano a: pile.
Questo si chiama: guerrilla marketing.
Creativi arrestati: due.
Un po' stronzi, però: e certo.
Il sindaco di Boston si è: molto ma molto incattivito.
I pericolosi dispositivi raffiguravano: un robottino con la faccia scema e il dito medio alzato.
Erano stati disseminati in: dieci città. Boston, Los Angeles, Chicago, Atlanta, Seattle, Portland, Austin, San Francisco e Philadelphia.
Questo dimostra che: gli americani sono nervosi, ma quelli di Boston di più.

[Pling plong! Questo falso allarme ci è stato gentilmente offerto da: Sgrigna. Ce ne sono stati altri, oggi, ma questo era imbattibile.]


mercoledì, gennaio 31, 2007

Polonio a colazione

"- La Fata Turchina è un mercenario che agisce sempre da solo, un outsider internazionale della professione. Si pensa che possa essere una donna, ma neanche questo è sicuro al cento per cento. La Fata è invisibile, un fantasma. Spunta all'improvviso e scompare altrettanto misteriosamente. Riceve gli ordini in modo molto complicato, chiede cifre esorbitanti, è infallibile e riesce a stare a galla almeno da dieci anni. In questa professione è quasi un record.
- Un killer? - domandò Pavel.
- Non solo... Non si occupa semplicemente di liquidare le persone, ma anche di spionaggio industriale e di altre cose, purché ben pagate.
- Come fai a sapere che c'entra con l'omicidio Litovčenko?
- Ad agire è stata una sola persona, legata al giro criminoso di un uomo d'affari... Alcuni uomini molto ricchi interessati a sistemare la questione avrebbero potuto contattare la Fata per togliere di mezzo Litovčenko e i suoi documenti compromettenti...
- Allora è stata la Fata?
- No... - Vlad sospirò prima di continuare, - Come ho detto la Fata è una persona solitaria, non si fida di nessuno, usa metodi semplici e tradizionali... pallottole, lame, veleni. E i veleni che usa sono classici, come il cianuro e gli alcaloidi. Il Polonio-210 usato in questo caso è l'esatto opposto: per chi non sia legato a un'organizzazione potentissima è praticamente impossibile da trovare, e non è difficile rintracciarne la fonte. Quindi non è opera sua. E poi la Fata Turchina ha un alibi: quando Litovčenko è stato avvelenato, secondo informazioni affidabili stava lavorando negli Stati Uniti per il cartello dei narcotrafficanti colombiani".

Ebbene sì, nel giallo Colazione al polonio, buttato giù in tutta fretta dai prolifici Aleksandr e Natal'ja Tankov (autori di 85 polizieschi scritti con lo pseudonimo "Natal'ja Aleksandrovna"), Litvinenko diventa Litovčenko, Boris Berezovskij diventa Il'ja Borzovskij, il suo nuovo nome da Platon Elenin muta in Anton Milenin (e la moglie da Elena a Milena, per sicurezza).
Il Polonio-210 invece è proprio il Polonio-210, ma non vale.

Link

lunedì, gennaio 29, 2007

Spetsnaz, Bersagli, Polacchi e Ancora Polonio: Riassumendo

Prima o poi dovremo separarci dai nostri Litvinenko Round-Up.
Non oggi, però.

Solite cose
: Scotland Yard saprebbe chi è l'assassino, la teiera usata per avvelenare Litvinenko sarebbe stata trovata, Lugovoj e Kovtun restano in Russia e Berezovskij a Londra (forse però si fa uno scambio), l'ex-KGB e ora agente dell'MI6 Gordievskij rilascia interviste in cui dice di saperne una più di Scotland Yard e che l'assassino ha tre anni di vita (che si fa, ci si mette seduti con dieci chili di bagigi e si aspetta?). Inoltre è stato trovato un video risalente a un anno fa in cui Litvinenko appare insieme a Scaramella e dice che qualcuno ha minacciato di uccidere suo figlio e che gli hanno perfino gettato in casa una bomba dalla finestra. Date un'occhiata al servizio di NTV, non fosse altro che per la faccia di Scaramella e per la straordinaria acconciatura della giornalista (ti aspetti che da un momento all'altro alle sue spalle sbuchi il comandante Straker, dando l'ordine di armare gli Skydiver).

Rivelazioni sparse: il Generale Ovčinskij, ex capo dell'Interpol in Russia, ha dichiarato in un'intervista di aver conosciuto personalmente Litvinenko. L'incontro risale al 1995, quando Ovčinskij era l'assistente del ministro degli interni russo Kulikov. Solita storia: Litvinenko era un tipo strano che voleva denunciare episodi di corruzione nel ministero. Però non c'erano le prove, e a peggiorare la situazione Litvinenko si era trovato in mezzo a un paio di scandali, uno dei quali aveva a che fare con Berezovskij.
Ovčinskij racconta poi che quando era già a capo dell'Interpol Litvinenko gli telefonò per dirgli che a Parigi in un certo albergo stava per essere ucciso un uomo d'affari. La minaccia sembrava concreta, i russi contattarono i colleghi francesi e mezz'ora dopo la polizia locale fece irruzione nell'albergo solo per trovarsi di fronte a un normale incontro di lavoro. Uno degli uomini d'affari dichiarò esultante: "Cosa vi avevo detto? Mi basta fare un fischio e dopo venti minuti la polizia arriva!"
Ecco, quella volta fu lo stesso Ovčinskij a minacciare Litvinenko: "Se cerchi di entrare ancora nel ministero degli interni io ti uccido!"
Link

L'ultimo a dichiarare di temere per la propria vita è: il coautore del libro Blowing up Russia, Jurij Fel'štinskij.
Link

L'ultimo a dichiarare di non essere stato lui è: ancora Andrej Lugovoj, a SkyNews.
Link

L'ultimo a dichiarare di aver subito un tentato avvelenamento è: il presidente della Corte europea per i diritti umani Luzius Wildhaber. Il fattaccio sarebbe avvenuto ovviamente in Russia nell'ottobre del 2006, condito da pressioni e minacce da parte dello stesso Putin. Cosa vi devo dire.
Link russo e originale tedesco.

Cinque anni
: sarebbero quelli che restano da vivere allo sventurato barman del Pine Bar, Noberto Andrade. Questa è la cattiva notizia. La buona notizia è che la fonte è il britannico The Sun.

Membri della famiglia Litvinenko parlano: la madre gli aveva detto di starsene tranquillo, di lasciar stare il Cremlino e di mettersi a fare il tassista per mantenere la famiglia. La signora per un po' ha voluto convincersi che fosse tutta una messa in scena, con finta morte e intervento di chirurgia plastica.
Ora, guardiamo in faccia la realtà: se Litvinenko fosse vivo ce l'avrebbe fatta a tacere così a lungo (nessuna intervista, neanche un piccolo ricatto, niente di niente)? No. A meno che non abbia preso le sembianze di Oleg Gordievskij. Allora si spiegherebbero molte cose.
Link

La notizia che ho tenuto per ultima è: il presunto scoop del giornale polacco Dziennik, che ha scoperto un centro d'addestramento a pochi chilometri da Mosca in cui come bersaglio per le esercitazioni di tiro veniva usata una fotografia di Litvinenko. Il giornale è riuscito a procurarsi un video e anche delle fotografie. Ed ecco il video.
Insomma, la notizia è: i membri dei corpi speciali "Vitjaz" facevano pratica sparando alla foto di Litvinenko. Il filmato risalirebbe all'ottobre 2003 (un giorno dopo l'accacco al teatro Dubrovka), le fotografie allo scorso ottobre. Ovviamente le immagini sono state rimosse dal sito internet, ma: grazie, cache di Google.
Il colonnello Vasilij Pančenkov dell'ufficio stampa del ministero degli interni nega categoricamente: si tratta di una provocazione dei media polacchi, che avrebbero confuso il centro d'addestramento privato "Vitjaz" (che si occupa della preparazione di uomini che lavorano nel settore della sicurezza privata) con le truppe speciali "Vitjaz": queste si esercitano su sagome normali, mica sulla foto del Litvinenko.
Il comandante del corpo speciale invece ha detto: quelli erano semplici manifesti, nessuno ha sparato a Litvinenko, e poi non è neanche lui ma uno che gli somiglia. Certo che gli somiglia proprio tanto. Piccolo motivo di imbarazzo: il signore alle cui spalle si intravede la foto del "sosia" di Litvinenko è il presidente del Consiglio della Federazione Russa Sergej Mironov.

E per deludere il bambino di sei anni che è in noi: il polonio serve a tante cose, ma non a far bollire l'acqua per il tè.

Googled Up

Questo è uno dei motivi per cui tendo a sconsigliare Google Translate English-Russian Beta.



venerdì, gennaio 26, 2007

Lotta di glasse

La catena americana di supermercati Wegman's accetta ordinazioni via e-mail: non è solo possibile scegliere il tipo di torta, ma anche spedire il messaggio personalizzato da stampare sulla glassa.
Un giorno capita che il messaggio sia in friulano, che il sistema non riconosca il linguaggio html proprietario (eh, insomma, avete capito), che i dipendenti non si accorgano del pasticcio, e questo è il simpatico risultato:



Questo il link originale.

Dimenticavo: tanti tanti auguri alla polentona di Ciseriis anche da parte nostra.

giovedì, gennaio 25, 2007

Il Giorno del Bradipo

– Ehi, Mats? Giù, dai.
– Lo vedi cosa abbiamo qui?
– Spaghetti per te!
– E dai.
– I cetrioli che ti piacciono tanto.
– Scendi, fallo per noi.
– Fallo almeno per la scienza.
– Ti porteremmo una bradipa, se riuscissimo a farla scendere dall'altro palo.
– Bene, come vuoi. Magari domani, no?

A quanto pare gli scienziati dell'Università tedesca di Jena hanno passato tre anni a cercare di far scendere un bradipo da un palo (cosa non facile, come è ben noto a chi sa di bradipi).
Il tentativo di smuovere l'animaletto a metabolismo ridotto faceva parte di un "esperimento sul movimento umano". Esperimento fallito: dopo aver tentato tutte le lusinghe si sono arresi e l'hanno rispedito allo zoo.
"È evidente che Mats non voleva avere niente a che fare con il progresso scientifico", ha detto la portavoce dell'università.
Ora Mats e il suo palo vivono felici allo zoo di Duisburg.

Link, via collision detection.

Question Time

– Ehi.
Rumori di fondo, nessuna risposta.
– Mi senti?
– La pianti di fare tutte quelle domande?
– "Mi senti?" è troppo personale?
– Eh sì, eh.

[Spiegazione successiva: "Non l'ho fatto apposta, mi è venuto così. Al momento non sembrava tanto assurdo. E anche tu, con tutti quei..." "Tutti quei cosa?" "Tutte quelle domande!".
Non è mica vero che gli uomini vengono da Marte: questo è uscito da un pacchetto di patatine.]

mercoledì, gennaio 24, 2007

Ryszard Kapuściński (1932-2007)

"Sa che sono qui per lo sciopero dei minatori. La sua miniera l'ha sospeso, ma ce ne sono altre che continuano. Se voglio, possiamo andarci. Ci tuffiamo nel mare di tenebra, nella neve, nel ventaccio gelido, reggendoci l'un l'altro perché una raffica non ci rovesci a terra o ci separi uno di qua e uno di là.
A Vorkuta ho sentito per la prima volta il gelo non come un senso di freddo penetrante e intenso ma come un vero e proprio dolore fisico. La testa mi scoppiava dal male, mani e piedi mi dolevano al punto da non poterli neanche sfiorare.
Nella tormenta fitta e impetuosa baluginavano qua e là ombre umane, silhouettes dai contorni vaghi rannicchiate su se stesse, quasi piegate in due.
'Sono quelli del secondo turno', mi ansimò all'orecchio Gennadij Nikolaevič. 'È il secondo turno che rientra a casa'.
Incrociavamo persone che non vedevano la luce del sole per mesi interi. Andavano in miniera col buio. Rientravano dal lavoro in mezzo alle tenebre. Erano come la ciurma di un sottomarino, che solo l'orologio, la stanchezza crescente, la fame e il sonno avvertono del tempo che passa.
La miniera Komsomolskaja: pareti ghiacciate, costruzioni ghiacciate, qualche luce fioca, un bagnaticcio nero sotto i piedi. Donne che smistano carrelli, spostano leve, assi, longarine.
'Vuoi parlarci?' mi chiede Gennadij Nikolaevič. Parlarci? E di che? Con quel freddo, quel buio, quella tristezza? Con tutto il da fare che hanno, la stanchezza accumulata, i dispiaceri, il dolore fisico? Non potendo far nulla per loro, decido di risparmiargli se non altro uno sforzo in più, sia pur minimo, come il rispondere a qualche domanda di routine".
ImperiumRyszard Kapuściński (1932-2007)

martedì, gennaio 23, 2007

Fermenti galattici

Ieri era il compleanno ortodosso della signora Miru, secondo il calendario giuliano. In origine il programma prevedeva una sobria cerimonia di sepoltura sotto il piumone, con adeguata riserva di "mandarini senza ossetti" (volgarmente detti clementine), ma poi ha cambiato idea e si è alzata presto per farsi bella. Cinguettava per la casa uno dei canti amati dai Giovani Pionieri sovietici, con i capelli vaporosi come un Deutscher Zwergspitz:

Odo la voce di una dolce meta lontana
Nella rugiada argentata del mattin
Odo la voce e la strada mi invita
E come su una giostra mi sento turbinar
Dolce meta lontana
Non essere crudele
Non essere crudele
Non esser sì crudel
Da questa origin pura
Verso la dolce meta
Verso la dolce meta
Il viaggio mio comincerà

Odo la voce da una dolce meta lontana
Che mi chiama verso un magico avvenir
Odo una voce che mi chiede
Che il mio oggi possa il domani diventar

Dolce meta lontana
Non essere crudele
Non essere crudele
Non esser sì crudel
Da una fonte pura
Verso la dolce meta
Verso la dolce meta
il viaggio mio comincerà

Giuro di diventar buono e migliore
E che un amico mai abbandonerò
Odo una voce e mi affretto
Sulla strada che segnata ancor non è

Dolce meta lontana
Non essere crudele
Non essere crudele
Non esser sì crudel
Da questa origin pura
Verso la dolce meta
Verso la dolce meta
Il viaggio mio comincerà*


Se la Grande Epopea Spaziale del Colonnello Jurij Alekseevič Gagarin, novello Giasone, e dei suoi Cosmonauti costituiscono il fulcro della personale Mitologia Sovietica della signora Miru, i Giovani Pionieri sono la porta d'accesso a questo mondo leggendario.

vsegda gotovi
Ambizioso dipinto murale sovietico raffigurante
Giovani Pionieri attorno a un falò ("Poli, questo mi
ricorda un altro celebre inno, 'Levate in alto i vostri falò!'").

La signora Madre conserva ancora le numerose istanze e la corposa documentazione allegata che la petulante bambina regolarmente le chiedeva di spedire.
Prima di partire per la dolce meta lontana la signora Miru mi ha rivelato, pensando forse di rendermi felice, che la sera avremmo cenato alla russa: salat "zdorov'e" (insalata "salute"), foršmak (aringa tritata), bliny, pel'meni siberiani, sudak o belom vine (luccioperca al vino bianco), per chiudere con macedonia di frutta "Yalta" e una strana torta con tre soli ingredienti che la signora Miru ha imparato a fare al tempo della perestrojka. Pasticcio di Radicchio alla Goriziana, avrei voluto, altro che pel'meni e luccioperca! Ma è la sua festa e solo il suo foodtrainer personale gode del diritto di veto. Ho potuto invece rifiutarmi di accompagnarla a comperare gli ultimi ingredienti, era abbigliata in maniera davvero imbarazzante: camicetta bianca di popeline, gonnellina celeste, calzini immacolati, tufli-baleriny ai piedi e fazzolettone rosso carminio al collo. Nel frattempo ho potuto nasconderle sotto il cuscino il mio regalo, un paio di calzini con suola anti-scivolo e una fantasia di matrioški.

vsegda gotovi
Altro ambizioso dipinto murale raffigurante Giovani Pionieri
("Poli, che dici, è un missile intercontinentale quello lì?").
Al centro, il motto dei pioneri: "Vsegda Gotov!" ("Sempre pronto!")


"Da oggi comincia una nuova vita", ha proclamato al ritorno, "una vita senza scrupoli, no more scruples. Hello takeiteasy, goodbye scruples!". Non ho compreso bene il proposito, ma aveva un'aria decisa. Contenta lei... a me basta una ciotola di gulasch, acqua e un grattino dietro le orecchie. Attraversa un periodo strano, è evidente. Ha cominciato il 2007 all'insegna del bianco: ingolla quantità industriali di latte, yogurt e svariate altre cose bianche. Al supermercato può fissare incantata gli stracchini per un quarto d'ora. Spero che non si tratti di uno dei suoi piani quinquennali, ormai in questa casa è bandito perfino l'arricchimento del pane con farina integrale o semi. E io ho lo stomaco in continuo fermento lattico.
Anche il signor G. attraversa un periodo particolare, credo che somatizzi la signora Miru. Quei due sono simbiotici, un vero lichene. Chi sia il fungo e chi l'alga, non è importante stabilirlo. Dunque, dicevo che anche il signor G. non è in lui. Tanto per dire: in che cosa sono bravi i gatti, rispetto a noi cani? Nel saltare, ma soprattutto nell'arrampicarsi. Se non fosse così, li avremmo già sterminati da un pezzo. Saltare, il signor G. se la cava ancora. Arrampicare, un disastro. Perde la presa, scivola, soffre di vertigini. E invece di concedersi una pausa, di rifondare alle basi la sua essenza felina, osa sempre di più. Non lo puoi perdere di vista un momento che subito senti il tump tump tump del gatto che precipita dalla libreria, sbatacchiando come un'auto dalla scogliera in un film poliziesco. E alla fine, mica la solita, morbida flessione sulle zampe e l'elegante allontanamento con l'espressione da "Tutto calcolato, che cosa credi?". No, ora abbiamo tump tump tump SPLAT! A pelle di leone, cade. Come se un ciclista si dimenticasse di mettere il piede a terra allo stop.
Secondo me, vive una specie di adolescenza, con un rapporto ambiguo nei confronti della stessa signora Miru. Ho smesso perfino di tormentarlo, ha già i suoi problemi. Alterna momenti di estrema affettuosità, alimentati generosamente dalla sua sdolcinata padrona, a momenti di auto ed etero-distruzione. La signora Miru se ne è accorta da una decina di giorni, ma per quanto ne sappiamo ci lavora da tempo. Sta lì e lavora, lavora, lavora. Si gode una piccola siesta, torna al lavoro interrotto e ricomincia a trafficare. Svita le viti, viola il comodato d'uso del ricevitore Sky affilandosi le unghie sulla griglia di raffreddamento, sbadiglia rumorosamente e rutta ("non rutta, digerisce", puntualizza la signora Miru). Se fosse dotato di pollice opponibile, avrebbe già distrutto la casa. Quando il signor G. è sveglio ma non visibile, è certo che sta tramando qualcosa. Ti passa davanti con la sua faccia da poker e un attimo dopo è in camera col piede di porco. Quel gatto è da manuale psichiatrico. L'altro giorno ha demolito la propria cassettina igienica e, lamentandone la perduta idoneità, ha orinato nella vasca da bagno. Ora il signor Elio ne deve approntare una d'emergenza e io ho suggerito una colata unica di ghisa o una pressofusione di acciaio. Con il signor G. e tutto, possibilmente. Nel frattempo, si potrebbe somministrare la fluoxetina.

*karaoke per tutti (su youtube, qui). Firmato: la signora Miru.



lunedì, gennaio 22, 2007

Il Lungo Letargo

Non faccio che lamentarmi del fatto che non dormo quanto mi piacerebbe (cioè un cumulo di ore ingiustificato), che mi manca la giusta dose di sonno, che la mia attività onirica ha bisogno di tempi tolstojani, che i neuroni sbadigliano all'unisono, che i ritmi circadiani inciampano, che da grande avrei voluto fare la collaudatrice di materassi. Forse ho esagerato.
Il regalo di mia madre: crema contorno occhi, 5 maschere antistress, crema notte.



OTTO ORE DI SONNO IN UNA CREMA. Il primo prodotto cosmetico in grado di riprodurre la piega del cuscino che mi resta stampata sulla guancia fino alle due del pomeriggio.
Roba da Accademia delle Scienze dell'Unione Sovietica.

Falso Allarme per Ragazzino Stufo e altre amenità

L'impresa
Eroe del giorno: Semaj Booker.
Altezza: 1,50 m.
Peso: 36 chili.
Il suo problema: come dice sua madre, "he just hates here", "odia questo posto".
Questo posto è: Lakewood, Tacoma.
L'impresa, parte prima: ruba un'Acura del 1986 e scappa a 150 chilometri all'ora. Poi fonde il motore e finisce contro un albero. Si rifiuta di scendere, quindi la polizia deve rompere un finestrino ed estrarlo a forza. Era il terzo furto con fuga in un mese.
L'impresa parte seconda: il giorno dopo si alza di buon'ora, esce di casa di nascosto e va all'aeroporto internazionale di Seattle Tacoma, a un'ottantina di chilometri da casa sua. Questo significa che ha fatto autostop, oppure ha rubato un'altra macchina. All'aeroporto però non ha una prenotazione né i soldi per un biglietto.
Primo livello di sicurezza: lo supera dicendo di aver perso la carta d'imbarco.
L'agente lo accompagna al banco della Southwest Airlines.
Secondo livello di sicurezza: Semaj racconta di dover raggiungere sua madre all'area di imbarco e fa il nome di una passeggera del volo per San Antonio. Ottiene una carta di imbarco e prende l'aereo per San Antonio.
Il problema: a San Antonio usa lo stesso trucco per salire su un aereo per Dallas, ma non è altrettanto fortunato.
Fine della fuga.
Il commento del rappresentante democratico di Washington Norm Dicks: "Abbiamo speso milioni di dollari e provocato disagi ai passeggeri cercando in tutti i modi di rendere sicuri i voli. Se un ragazzino di 9 anni riesce a passare attraverso questo sistema di sicurezza dobbiamo proprio rivedere un po' di procedure".

La maglietta
Va all'aeroporto di Melbourne per prendere un volo per Londra, ma la Quantas gli dice di togliersi la maglietta, che rappresenterebbe un potenziale rischio per la sicurezza e per la tranquillità degli altri passeggeri. La maglietta reca l'immagine di Bush e la scritta "World's number 1 terrorist". Troppo didascalica, a quanto pare.
Personalmente, continuo a preferire "If you can read this, you are not the President", "Yeehaw! Is not a foreign policy", "Quiet! The President is trying to think" e la sempre valida "Somewhere in Texas a village is missing its idiot".

Il giochino definitivo
"I giudizi sul gioco sono, diciamo, contrastanti. 'È piuttosto stupido', scrive uno. 'È il miglior gioco del mondo!' si entusiasma un altro. Io dirò semplicemente che è abbastanza stupido e che richiede buoni riflessi e la capacità di adattarsi a regole che cambiano in modo assurdo e arbitrario.

Proprio come accade oggi negli aeroporti".

Così Robert Sharkey descrive sul New York Times il gioco flash online Airport Security di Ian Bogost.
Bene, noi possiamo tranquillamente adottarlo come gioco ufficiale di questo blog.
Eccolo qui.