martedì, agosto 22, 2006

A dangerous woman up to a point

"Have I told you lately that I love you?
Did I fail to mention there's a sword hanging above you?"
Destroyer


– E poi, ti ricordi poco prima dello scisma, quando ti eri messa ad ascoltare i Police e io per reazione avevo lasciato il progressive per i Kiss.
– Vagamente.
– Un giorno mi hai tirato da parte e ti sei messa a spiegarmi con ricchezza di particolari quello che non ti piaceva di te, e che dovevi migliorare. Aspetto, letture, carattere... Sai, hai sempre gesticolato in quel modo assurdo.
– Sempre.
– Ti ricordi?
– No.
– Be', e a un certo punto ti sei fermata e hai fissato un punto alle mie spalle, accanto al mio orecchio sinistro. Poi mi hai guardato negli occhi e hai detto: "Dei capelli invece no, di quelli sono abbastanza soddisfatta. Ora come ora".
– Ho detto così?
– Sì.
– Com'erano i miei capelli?
- Biondissimi, lunghissimi, con strani ciuffi color ciclamino. Cotonati, qua e là.
– Pensavo, sì.
– E sai una cosa? Ero convinto che tu avessi ragione.

Bisognerebbe ammazzarli da giovani, i vecchi amori.

lunedì, agosto 21, 2006

Come maltrattare Google e vivere felici/20



Per rendere dolce e breve una lunga storia: no, qui abbiamo solo treni molto lenti.

Vacanza rovinata

Cominciamo la settimana in scioltezza, con questa notizia di una decina di giorni fa: Tre israeliani esplusi dalle Fiji (via Kabobfest). Mh?
Amit Ronen, Eldar Avracohen e Nimrod Lahav avevano lasciato Israele in febbraio per un viaggio in Australia. In luglio avevano deciso di trascorrere una settimana alle Fiji. Lì, grande momento di indignazione: come ha scritto Avracohen in una vibrante lettera di protesta all'ambasciatore israeliano in Australia, all'aeroporto oltre ai passaporti hanno chiesto loro le carte d'identità.

"Abbiamo consegnato all'ufficiale i nostri passaporti, e lei quando ha visto che siamo israeliani ha chiesto anche le carte d'identità. Le abbiamo risposto che non capivamo perché fossero necessarie le carte d'identità e lei ci ha gridato: 'Però sapete molto bene come chiederle ai palestinesi umiliandoli'".

Sono stati trattenuti per diverse ore e poi rispediti in Australia. Secondo Avracohen è stata l'esperienza più umiliante della sua vita.

Ebbe', vacanza rovinata.

Nella foto, villeggianti palestinesi a un checkpoint israeliano.



domenica, agosto 20, 2006

No TAV



Noi preferiamo chiamarla "strada panoramica".
(lo so, che anche gli altri titoli non sono male).

venerdì, agosto 18, 2006

Target: USA

"I fatti, non la paura! Non la paura! Anche se usiamo la musica della paura! La voce della paura! Il font della paura! Serve solo ad attirare la vostra attenzione, per potervi dire: 'Tutto a posto, non temete'".

Per i fan del Daily Show e di Jon Stewart.

Innocents Abroad

– A ma', meno male che in Italia c'abbiamo avuto la Resistenza, sennò ci ritrovavamo il muro pure noi.

– E questa chiesa rotta? È da visitare? Ma dimmele 'ste cose, Ermanno. [passando accanto alla Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche; d'ora in poi, per me, La Chiesa Rotta]

– Ah, questo non è quello del film dell'orecchino? [davanti alla Donna con collana di perle di Vermeer]

E infine. Siegessäule, turisti in legittima allucinazione wendersiana nonostante il rumore del traffico e il tump-tump della festa in Straße des 17. Juni.
– France'!
– Cosa?!
– Se paga!

mercoledì, agosto 16, 2006

Molto, molto scettici

A proposito del complotto islamico per mettere in atto "un omicidio di massa su scala inimmaginabile", Craig Murray la pensa così:

"Questa è, credo, la verità.
Nessuno dei presunti terroristi aveva costruito una bomba. Nessuno aveva comprato un biglietto aereo. Molti non possedevano neppure un passaporto, e se teniamo conto dell'efficienza dell'Ufficio Passaporti del Regno Unito questo significa che non avrebbero potuto compiere un attentato su un aereo per un bel po' di tempo.

In assenza di bombe e di biglietti aerei, e in molti casi di passaporti, potrebbe essere piuttosto difficile convincere una giuria oltre ogni ragionevole dubbio che questi individui intendevano mettere in pratica degli attentati suicidi, per quanto possano essersene vantati nelle chat in rete.

C'è dell'altro: molti degli arrestati erano sotto sorveglianza da più di un anno, come migliaia di altri musulmani britannici. E non solo musulmani. Come me. Da quella sorveglianza non era emerso niente che indicasse la necessità di un arresto.

Poi un interrogatorio condotto in Pakistan ha rivelato i dettagli di questo incredibile piano per far esplodere vari aerei, complotto che molto stranamente non era mai emerso in un anno di sorveglianza. Naturalmente gli uomini del dittatore pachistano hanno i loro metodi per farti cantare come un canarino. Come ho potuto vedere con i miei occhi in Uzbekistan, in questo modo si possono ottenere le più straordinarie informazioni. Il guaio è che le persone tendono a dire tutto quello che si vuole che dicano, e anche di più, nel tentativo disperato di far cessare o di evitare le torture. Quello che non si ottiene è la verità.

Il signore che è stato 'interrogato' era scappato dal Regno Unito perché ricercato per l'omicidio dello zio alcuni anni fa. Si potrebbe pensare che questo metta in dubbio la sua affidabilità. Si potrebbe pensare anche che in questi rapporti ci siano di mezzo fattori non esclusivamente politici. Si è anche parlato molto del trasferimento illecito di ingenti somme di denaro. Cosa non troppo insolita nella comunità musulmana britannica, e anche se si tratta di un'attività criminale ci sono molte possibilità che non abbia niente a che fare con il terrorismo.

E poi abbiamo Bush e Blair che nel finesettimana discutono dei possibili arresti. Perché? Penso che la risposta sia semplice. Entrambi alle prese con una situazione politica interna disperata, avevano bisogno di un 'altro 11 settembre'. Le informazioni dal Pakistan, per quanto dubbie, hanno fornito loro un nuovo 11 settembre da vendere ai mezzi di informazione. E i mezzi di informazione hanno comprato all'ingrosso tutta quella spazzatura.

Poi abbiamo la spaventosa propaganda politica di John Reid, il ministro degli interni, che ci ha messo in guardia contro il male spaventoso che ci minaccia e si è rammaricato del fatto che 'alcuni non comprendano' la necessità di abbandonare tutte le nostre tradizionali libertà. Poi, racconta la sua macchina propagandistica, è stato in piedi tutta la notte a dirigere gli arresti. Non poteva esserci prova più chiara del fatto che la nostra polizia è diventata un semplice strumento politico. Come in tutti i migliori regimi, i colpi alla porta sono arrivati nel cuore della notte, alle 2.30 del mattino. Tra gli arrestati c'era la madre di un neonato di sei settimane.

[...]

Non sapremo mai se qualcuno degli arrestati avrebbe poi costruito una bomba o comprato un biglietto aereo. La maggior parte di loro non rientra nel profilo psicologico del 'solitario' che ci si aspetterebbe - una ben piccola percentuale di terroristi suicidi ha matrimoni felici e figli piccoli. Visto che si trovavano tutti sotto sorveglianza, e sicuramente erano sulle liste di sicurezza degli aeroporti, non si sarebbero corsi molti rischi lasciando che maturassero di più le loro eventuali intenzioni; con l'IRA lo avremmo sicuramente fatto.

In tutto questo, la sola cosa di cui sono certo è che la scelta dei tempi è profondamente politica. Si tratta più di propaganda che di complotto. Degli oltre mille musulmani britannici arrestati in base alle leggi antiterrorismo, solo il 12% viene accusato formalmente di qualcosa. Si tratta quindi semplicemente di vessazione di musulmani, su vasta scala. L'80% degli accusati viene prosciolto. La maggior parte di coloro - pochissimi, solo più del 2% degli arrestati - che vengono incriminati non è accusata di terrorismo ma di reati di poco conto nei quali la polizia si è imbattuta setacciando le vite devastate di queste persone.

Siate scettici. Siate molto, molto scettici".

*prima di cadere in disgrazia Murray è stato tra i giovani diplomatici più brillanti e promettenti del Regno Unito. Quand'era ambasciatore britannico in Uzbekistan denunciò le pesanti violazioni dei diritti umani da parte del regime di Karimov, finanziato dagli Stati Uniti, e fu ovviamente prima screditato e successivamente defenestrato. È autore di un libro, Murder in Samarcand, recensito dal Guardian qui.

Per dire
Alcuni trovano strano che uno dei sospetti, Tayib Rauf (il fratello dell'uomo interrogato in Pakistan), poco prima di essere arrestato sia stato ripreso da una telecamera a circuito chiuso mentre ordinava a un grossista dei dolci per l'attività di famiglia.

Suvvia
Cos'altro vi aspettavate da me. Mentre veniva sventato il complotto del quinquennio, mentre negli aeroporti venivano guardati con sospetto tutti i tipi di fluidi, liquidi e gelatine (compresi - orrore! - quelli con finalità puramente cosmetiche), mentre io stessa finivo nel mezzo di un impegnativo allarme-bomba sulla Ku'damm, si poteva ben supporre che stessi maturando un bel po' di scetticismo iperdietrologico. E ora, fondotinta.

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Make-up:
Fondotinta fluido coprente 14 ore Teint Idole Ultra (senza ritocco, senza traccia), Dream Mousse Blush, mascara Plot-Blot, kajal Koran Eyes, gloss per le labbra Lippenmake-up Granny Smith. L'allover questa volta è il Detect-Me-Please, con gradevoli sfumature metalliche.
[disclaimer: l'altra volta, quando vi ho assicurato che con l'allover Platinum Illuminator vi avrebbero visti fino in Pakistan, dicevo Pakistan per dire.]


Come maltrattare Google e vivere felici/19



Saperlo.

domenica, agosto 13, 2006

mercoledì, agosto 09, 2006

Feliaway, altro che Feliway

Quello stronzo d'un gatto non arriva a vederla, la signora Miru in scarpine ortopediche e maniche a sbuffo.

domenica, agosto 06, 2006

Riposizionamento strategico, mh?

Il dottor al-Zawahiri ha annunciato un merger con certi amichetti sua, quelli del gruppo militante egiziano Al-Jamaa Islamiya, che pure recentemente avevano deciso di metter su un sito internet per spiegare la propria rinuncia alla violenza (notizia del 20 giugno 2006, qui) e per mettere in chiaro che gli attuali leader adesso pensano che l'assassinio di Sadat nel 1981 non sia poi stato quella grande idea. Apprendo inoltre che tra i fondatori della prima versione di Al-Jamaa Islamiya c'era lo stesso Zawahiri; alcuni membri del gruppo confluirono poi nell'Egyptian Islamic Jihad, che era comandata sempre da Zawahiri e che intorno al 1998 si fuse con Al Qaeda.
Insomma, li credi tranquilli e invece stanno solo studiando il rebranding.

Però.
La cosa un po' strana è che lo scorso aprile il governo egiziano ha scarcerato 900 membri (2000 sono ancora in prigione) di Al-Jamaa Islamiya, compreso il leader Nageh Ibrahim, visto che ormai avevano ripudiato i metodi violenti. Alcuni membri hanno anche scritto dei libri, in carcere: uno di questi, pubblicato con i soldi del Ministero degli interni egiziano, si intitola La strategia degli attentati di Al Qaeda: errori e rischi, e stigmatizza il ricorso alla violenza, gli attentati e l'uccisione di innocenti. Riassumiamo: 900 scarcerati perché hanno rinunciato alla lotta armata, 2000 ancora dietro alle sbarre che si dilettano con il tombolo e il mezzo punto. E adesso chiedetevi se questo non è un altro post da fondotinta.

(C'è chi dice che il dottor Zawahiri sia uno psichiatra, chi un pediatra, chi genericamente un chirurgo. Secondo l'ipotesi più accreditata è specializzato in chirurgia oculistica. Ma allora qualcuno mi spieghi perché il Mullah Omar sta in quelle condizioni lì).

Update:
Lia ne parla, però seriamente, qui.

[Disclaimer: nessuno sciita è stato maltrattato ortograficamente nella stesura di questo post].

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Make-up:
Fondotinta Lissage Optique, sulle guance Divinora Radiant Blush, kajal ayurvedico Mullah Beauty, mascara estremo Never Give Up, rossetto Kiss Me Again, Ayman. L'allover questa volta è il "Platinum Illuminator": vi vedranno fino in Pakistan, ve lo assicuro.

venerdì, agosto 04, 2006

Cosmoagonia di un giardino

"Poli, guarda! Forse comincia a piovere, stasera non innaffiamo le piantine", commenta osservando il cielo gonfio e plumbeo attraverso il vetro. "Sarà un sollievo per loro, questo fresco", aggiunge mentre raffiche di vento si frangono rabbiose contro la portafinestra.
Sollevo il muso, perplesso. La signora Miru è il braccio violento ma ottimista della Volontà, animata da uno spirito pari al furore evangelico di un prete in Cina. Piantine? Quali piantine? Sul terrazzo sfila un mesto e lugubre corteo funebre. I verdi smaglianti soccombono al giallo opaco, i rossi si smarriscono nel bruno, gli arancioni si suicidano, i rosa si spengono. Là dove turgidi si avvolgevano i tralci, prepotenti esplodevano i fiori, carnose palpitavano le foglie ora si estendono l'arida steppa, la selvaggia brughiera, la depressa torbiera, lo sterile deserto, la desolata tundra. Ricordo ancora i vasi traboccanti di lavanda, il loro profumo greve e intenso. Nemmeno il napalm poteva ridurli così, arsi moncherini levati in segno di resa. Stenta l'ulivo, segno dei tempi. Le fragranti e sensuali scie rivelano, da qualche parte, la presenza di un gelsomino. Gli indomiti oziorrinchi resistono ancora ma le provviste di cibo ormai scarseggiano. Tutte le speranze sono riposte nel girasole, ancora in convalescenza, tratto in salvo dal corridoio umanitario che lo ha condotto dalla signora Madre.
Il signor Padre ha avviato invece una massiccia produzione artigianale di trecce in filo di rame nei cui confronti, assicurano la moglie e la pubblicazione scientifica "Focus", la zanzara tigre nutre un sacro terrore. L'arma letale giace riversa nei sottovasi mentre nugoli di zanzare (come è noto, non sanno leggere) imperversano sul terrazzo.
Non c'è rosa senza spine? Errore. Dove non giungono le intemperie, l'incompetenza, l'incuria e la sfiga arriva inesorabile la paranoia. Non posso dimostrarlo perché ho solo prove indiziarie ma nottetempo (qui tutto succede di notte: gli ozini mangiano, le zanzare tigre si avventano, la signora Miru interviene) qualcuno ha estirpato tutte le spine delle sventurate rosacee. Lei nega, ma la coda di paglia la spinge a precisare che "le spine sono pericolose perché passano il tetano". "La nonna Vittoria raccontava sempre come il bisnonno fosse morto tra atroci dolori all'ospedale dopo essere stato ferito da un'infida spina di rosa", rivela. "La prima e ultima volta che metteva piede in un ospedale", ribadisce oscuramente. Ci preoccupiamo tanto di aids e terrorismo quando invece il vero nemico è molto più vicino e reale: le spore assassine sono tra noi.
La signora Miru mi chiama dalla cucina, sta scaldando il mio pasto: gli avanzi di una torta salata che sbocconcellava da una decina di giorni, molecola su molecola, alla faccia del Food Spammer. Quella donna è disarmante. Ama i piatti quadrati e vi compone il cibo come in un quadro di Kazimir Malevič. Il problema è che le dimensioni sono tali da non consentire la rotazione nel forno a microonde. Una persona normale userebbe un piatto differente, ma lei no. Lei adora solo i piatti quadrati e quindi, a brevi intervalli, interrompe la cottura, apre lo sportello, ruota di 90° la torta, richiude e riavvia il forno. "Vuoi anche una percocca?", mi propone. Taccio. O forse preferisci una saturnia?", incalza. Se mi fingo svenuto, forse la smette. "Dai, vuoi una pesca-albicocca o una pesca pelosetta e un po' schiacciata?", insiste minacciosa. Perché non compra banali banane o mere mele? Novella Seed Saver, mi offre percocche e saturnie. Proprio lei, potenziale massima causa di estinzione dell'intero mondo vegetale.
Ora la signora Miru si aggira per casa trascinando i piedi, la schiena e le spalle curve, una mano posata sull'impercettibile rigonfiamento del ventre, neanche fosse al settimo mese di gravidanza. "Ho mangiato troppo, lo sapevo!", si lamenta con un filo di voce. Già, stavolta le ho contate: una decina scarsa di ruote rituali, qualche scaglia di pecorino e alcuni frammenti di zucchina. Le ha fissate con aria sofferente per almeno un quarto d'ora nella speranza che si smaterializzassero, prima di infilzarne una e masticarla lentamente come se stesse affrontando un copertone.
Mentre con un misurino graduato degno di un chimico dosa l'acqua per un caffè con cremina, ne approfitto per sgattaiolare, pardon, svignarmela nello studio. Mi connetto ad internet ed inserisco la chiave di ricerca cane e news: mi piace leggere una pagina a caso sull'argomento e spesso "Google News" segnala notizie interessanti.
Ecco.
Barney ha sventrato Mabel.
Il dobermann, a guardia della mostra di peluche presso le Wookey Hole Caves (Galles) ha sbudellato l'orsacchiotto appartenuto a Elvis Presley, dopo averlo decapitato con un morso. Mabel, non Elvis Presley, rapito dal KGB e deportato a Vorkuta, dove allietava le serate dei minatori. Non contento, il cane ha aggredito anche altre bestiole di pezza, accanendosi sui poveri corpi dilaniati. I danni ammontano a circa 90 mila euro. Si avvicina intanto la signora Miru, che incuriosita ha posato la tazzina di caffè sulla scrivania e legge con me. La guardia giurata Greg West non riesce davvero a spiegarsi il gesto del suo cane, con oltre 6 anni di onorevole servizio. Io sì. Fu un esattore tedesco a selezionare il dobermann, come arma di difesa dai ladri e avviso di mora. L'orsacchiotto barbaramente assassinato era nato in Germania, nel 1909. Traete le vostre conclusioni.
Il padrone di Barney azzarda altre ipotesi: forse le vittime emanavano un odore fastidioso, forse un raptus di gelosia. La signora Miru si volta verso di me e mi guarda. Io mi volto verso l'ignaro signor G. e lo guardo. Scopro le zanne in un tentativo poco rassicurante di sorriso e lo stupido gatto si innervosisce all'istante. L'unico peluche presente nella casa, saggiamente, si eclissa. Eh. Fastidioso lo è di sicuro, il suo odore. Geloso io? Chi può mai dirlo.

Il figlio del satanasso

Cosa succede nelle soap quando il bello ma malvagio di turno parte per un lungo viaggio e viene dato per morto o dichiarato disperso (di solito naufraga nel mezzo dell'oceano, precipita sull'Himalaya con il suo jet privato, finisce coinvolto in uno scontro a fuoco tra guerriglieri e truppe governative in un paese africano di fantasia)? Dopo un po' fa la sua comparsa un giovane misterioso e affascinante dalle turpi inclinazioni: il figlio del satanasso.
Questo è un grande post da fondotinta.

Il New York Post (eh) è uscito ieri con questo articolo in cui riprende una notizia pubblicata dal tedesco Die Welt: un figlio di Osama bin Laden sarebbe andato dall'Iran al Libano con la missione di organizzare attacchi terroristici contro Israele. Sì.
Saad bin Laden, 27 anni, figlio dello sceicco del terrore, è stato liberato dalla Guardia Rivoluzionaria Iraniana venerdì scorso con il compito di organizzare cellule terroristiche islamiche e di prepararle a lottare al fianco degli Hezbollah. "Sembra che Teheran conti sul reclutamento di profughi libanesi in Siria per combattere contro Israele, con l'aiuto di bin Laden".
Ora. Mettiamo da parte il fatto che con un'unica notizia di questo genere si incasinano comodamente Hezbollah e Iran (chiaramente quest'ultimo non vede l'ora di farsi invadere, e così rilascia il figlio di bin Laden e lo manda ad accoppare gli israeliani, però già che c'è lo fa sapere a un giornale tedesco). Mettiamo anche da parte il fatto che il brand Al Qaeda è costituito da estremisti sunniti e che in Iraq si è messo a massacrare con impegno e dedizione gli sciiti. E che gli Hezbollah sono sciiti.
Quello che colpisce qui è la costruzione del personaggio:

L'investitura
Nell'ottobre del 2003, Osama stesso nomina Saad erede del suo regno del terrore. In un'audiocassetta che incita all'abbattimento di Israele, dice: "Quando quel giorno verrà, nostro figlio Saad guiderà trionfalmente la nostra grande causa".

Piccoli Laden crescono
Saad è cresciuto a fianco del padre in Afghanistan e probabilmente ha combattuto con lui contro i sovietici non appena è stato abbastanza grande da imbracciare un Ak-47 (cioè probabilmente mai, quando i sovietici si sono ritirati aveva dieci anni). Viene fatto entrare in Iran dall'Afghanistan nel 2002.

Tale e quale papà
Secondo un profilo della CIA Saad, che è stato tra i membri fondatori di al Qaeda pur essendo praticamente un ragazzino, somiglierebbe al padre come una goccia d'acqua, "fisicamente e mentalmente". Inoltre la sua "prontezza a uccidere è stata un prerequisito perché fosse addestrato al comando".

Di 23 che lui ce n'haL'apprendista capo del terrorismo mondiale è nato in Arabia Saudita nel 1979 ed è uno degli 11 figli di bin Laden e della sua prima moglie, Najwa Ghanem, siriana. Osama ha avuto almeno 23 figli dalle sue mogli. Saad e la madre vanno dapprima in Afghanistan negli anni Ottanta per stare accanto a papà e nel 1989 fanno ritorno in Arabia Saudita. Lì però a un certo punto non sono graditi, e vanno in Sudan. Poi Saad torna in Afghanistan con suo padre nel 1996, a 17 anni. I due combattono le truppe britanniche fianco a fianco, poi finiscono in Pakistan. A quando pare Osama spedisce poi Saad in Iran perché era non riesce più a dirigere le operazioni dalle montagne afghane. Come dargli torto. Solo che Saad viene imprigionato dal regime iraniano.

Il resto della storia, cioè il passaggio dagli arresti domiciliari in Iran all'organizzazione di cellule terroristiche sul confine libanese per dare una mano a Hezbollah, è ancora un po' macchinoso, c'è da lavorarci su. Però il personaggio c'è tutto.

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Make-up:
Fondotinta Sensual Clone Perfect Complexion Creator No. 30 Cognac, Surrealist Mascara #01 Surreal Black con applicatore brevettato Ultra Glide, eyeliner Cia Eyes Deep Black, blush Color Statement for Cheeks #04 Whisper Ginger, per le labbra Leb Kiss #306 Gold Topaz. Per finire con il solito allover, suggerisco la Guerrilla Crazy Loose Powder color cervo che fugge.


giovedì, agosto 03, 2006

Israele contro Israele

Siamo in molti a nutrire dubbi sulla strategia militare israeliana, ma almeno il Wall Street Journal Online sembra avere le idee chiare, quando titola "Israel plans to move deeper into Israel".



via Regret the Error.

martedì, agosto 01, 2006

Come maltrattare Google e vivere felici/18



A questo proposito ho consultato il mio Food Spammer.

Senti: cosa succede se non mangio carbiodrati? Carboidrati, scusa.
 Ad esempio perdi ogni competenza ortografica.
 Rispondi.
 Che cosa c'è, sotto? Non mangi carboidrati da quanto!
 Piantala e vai con lo scenario apocalittico.
 Si perde una fonte importante di glicogeno.
 Ah, il glicogeno! E il glicogeno c'entra con i muscoli. Si disfano i muscoletti.
 Brava, ogni tanto qualcosa la impari.
 E basta, tutto lì.
 Tutto lì, un cazzo.
 Cioè, se uno non mangia carbodrati si ritrova senza muscoli. Non riesco a scriverlo, carboidrati, oggi.
 Non è così semplice. Il corpo andrà a cercare altrove fonti di energia, dentro se stesso, con gravi danni. Te l'ho detto, quello è il primo sintomo.
 Ah, ok, e qui torna la vecchia storia fegato-milza. Va bene. Parte il fegato. Parte la milza. E si muore. Non subito.
 In lenta agonia.
 Lentissima. Tipo me a gennaio? Un fascio di nervi e di muscoli molli.
 Esatto. Un pesce gatto fuori dall'acqua.
 Ok, grazie.
 I braccini flaccidi li hai ancora.
 Grazie, basta così.
 E il cervello...
 Grazie!

Come maltrattare Google e vivere felici/17



Mi rendo conto che qui siamo un po' carenti nei fondamentali.

sabato, luglio 29, 2006

Bollino giallo

Dal sito di Repubblica:

"A dare un po' di sollievo agli automobilisti in coda per dodici chilometri alla barriera di Villabona è arrivato il kit antistress della Regione Veneto, con una bottiglia di acqua minerale, una salvietta detergente, una bandana parasole, una maglietta, un frisbee e un depliant che spiega 'come si stia operando per realizzare il Passante, ponendo fine a uno dei maggiori nodi di ingorgo d'Europa'".

Un frisbee. Parliamone.

giovedì, luglio 27, 2006

Strangers when we meet

– Scudetto all'Inter, ti pareva.
– Io te lo devo dire.
– Cosa?
– Sono un po' interista.
– Eh?
– Ma sì, lo so, non mi interesso molto al calcio...
– L'hanno intuito in tanti: quando Grosso si è avvicinato al dischetto, tu hai cominciato ad accenderti la pipa.
– Però se devo tifare tifo Inter.
– La pipa. E prima di una partita chiedi "quanto dura?" come se fosse un film.
– Fin da bambino, ecco.
– Sei interista da cinque minuti e hai già vinto uno scudetto. È il culo del principiante.
– Adesso lo sai. Peccato, il prossimo anno le nostre squadre giocano in due serie diverse.
– Peccato, noi da stasera dormiamo in due letti diversi.

mercoledì, luglio 26, 2006

Come maltrattare Google e vivere felici/16

vai, gattusino, vai



Per una volta siete capitate/i sul blog giusto. Orgogliosamente al primo posto su Google, mica i soliti bagigi.

martedì, luglio 25, 2006

Apprezzamento

Nel finesettimana il presidente del parlamento iracheno, Mahmoud al-Mashhadani, aveva descritto l'occupazione degli Stati Uniti come "un lavoro di macelleria compiuto sotto la bandiera della democrazia e dei diritti umani".

Domenica il capo di gabinetto Josh Bolten ha detto di aver incontrato in privato al-Mashhadani e di ritenere che "apprezzi il sacrificio di tanti americani".

Lo apprezza così tanto che in una conferenza stampa ha poi detto: "Personalmente credo che chiunque uccida un soldato americano difendendo il proprio paese meriti che sia eretta una statua in suo onore in quel paese". E poi: "L'America non è venuta qui per il nostro bene. È venuta con obiettivi puramente sionisti".

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In effetti.
Democracy Arsenal riassume alcuni dati dell'Indice di Sicurezza Nazionale dell'Iraq, del Democratic Policy Committee:

Numero di iracheni che avevano accesso all'acqua potabile prima dell'invasione: 13 milioni.
Numero di iracheni che hanno accesso all'acqua potabile, secondo il rapporto SIGIR dell'aprile 2006: 8 milioni.
Numero delle cliniche che saranno effettivamente completate secondo il programma da 243 milioni di dollari del Genio Militare, che ne prevedeva 142: 20.
Numero dei progetti idrici e fognari che saranno completati, dei 136 previsti: 49.
Numero dei medici iracheni prima dell'invasione: 34.000.
Numero dei medici iracheni che sono stati uccisi o hanno lasciato il paese dall'inizio dell'invasione: 14.000.
Indice della mortalità infantile in Iraq: (la media del Medio Oriente è 37, dell'Africa sub-sahariana 105): 102.