mercoledì, giugno 13, 2007

Vaghe stelle dell'URSS

– Allora, io gli ho lasciato questo dischetto, no, e poi lui mi ha detto che non lo trovava più, che gli era rimasto solo il mio post-it. Poi a un tratto mi fa "Non sarà mica questo?" e io dico sì, poi abbiamo controllato e in effetti c'era la mia roba dentro. Allora lui dice "No, perché è di una marca che non conosco".
– E che marca era?
– Ma boh, una cosa tipo Carntech.
– Li costruiscono in Carnia.
– Ma tipo. Comunque lui mi fa "Ma chi te l'ha dato questo dischetto?"
– Eh, al Qaeda.
– "Mah", dico io, "Non ricordo!"
– Brava, sempre reticente. Cosa gliene importa, a lui.
– E infatti. Bisogna essere vaghe. Poi ci siamo messi a parlare del più e del meno.
– Tipo?
– Tipo viaggi e film. Siamo lì che parliamo di un film e lui fa "Con chi l'hai visto?"
– E tu?
– "Mah, non ricordo".
– Cosa vogliono da noi, ricostruire la nostra storia sentimentale con le domande a scelta multipla?
– Appunto.
– Mi conosci, mi frequenti e poi magari ti faccio il riassunto delle puntate precedenti.
– Sì. Io faccio lo stesso quando qualcuno mi chiede di te. "Con chi ci va in Spagna, la tua amica?" "Mah!"
– Anch'io lo faccio con te, stella.
– Vaghe.
– Vaghe come agenti del KGB. È carino?
– E sì, eh. C'è solo un problema.
– Quale?
– Adesso pensa che soffra di Alzheimer.

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