venerdì, agosto 03, 2012

Un posto all'ombra/9. Il conto


Dalla finestra della cucina il Pepi fissa il muso del suo Vosvaghen del 2008, otto posti, sei beghine da pascolare a Medjugorje due volte la settimana, andata e ritorno, preghiera e meditazione, 4800 euro/mese netti e garantiti.
"Conosco un agriturismo a Quisca" dice di punto in bianco. "Una fattoria."

Il business di Medjugorje era controllato da due autisti dell'APT in pensione. Correva voce che si fossero stufati. Quella voce era tenuta in allenamento da Dorugero.
"Guadagno sicuro," aveva detto il parroco. "Donne di chiesa, autosufficienti. Gli metti su un cd di Bocelli, ti fermi ogni due ore per la pipì, perché le donne hanno il problema della pipì, che a Aidussina già gli scappa, e bòn. Sei babe due volte la settimana andata ritorno preghiera meditazione."
"Non so, mein Kommandant."
"O clemente o pia o dolce Vergine Maria. Dài Giuseppe, no sta far il mona. La accendiamo?"
"La accendiamo" aveva detto lui.
L'avevano accesa.

Quattro mesi dopo i due autisti dell'APT si erano comprati un Mercedes e avevano raddoppiato le corse, lasciando il Pepi a incrociare sguardi malinconici con il Vosvaghen dalla finestra della cucina.

"A Quisca quando chiedi il conto ti arriva un vecchio vestito da asino" dice il Pepi. "Con una pelle d'asino sulle spalle, una testa d'asino sulla cocuzza. Il vecchio segna le consumazioni a matita su un bloc notes, e intanto fa un verso, ziic, ziic, ziic. Metti che alla fine ti dice quaranta euro. Tu non devi pagare. Devi dirgli di mandarti suo figlio. Allora arriva suo figlio e lui ti dice trentacinque euro. E tu paghi. A quel punto paghi. Non prima."
"E il vecchio?"
"Il vecchio va a fare il conto a un altro tavolo. Ziic ziic ziic."
Tira su col naso e si allontana dalla finestra.
"A casa dicevano che eri cambiato per via di Medjugorje."
"Pensavo al business."
"Beve meno e va a Medjugorje, dicevano."
"Invece bevevo sempre uguale" si mette ad armeggiare con la caffettiera. "E pagavo il conto a un asino."

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