mercoledì, settembre 19, 2012

Un posto all'ombra/11. La Marega




"A mio marito glielo dicevo sempre: insieme tutta la vita, ma dopo ciascuno a casa sua. Il mio povero marito, tic e tac. Quella sera avevamo visto la partita e lui forse si era un po' agitato. Dopo eravamo usciti sul terrazzo a prendere il fresco, era estate, e lui si è acceso una sigaretta. Allora io ho protestato e ho anche cercato di strappargliela di mano, e lui ha detto ancora una, lasciami in pace, ancora una. E non l'ha mai finita, quella sigaretta. Chissà, forse l'agitazione per la partita. Comunque una bella età, sa.

Il mio Ermanno, lo avevo avvertito: insieme tutta la vita, ma dopo ciascuno a casa sua. Lui invece aveva voluto costruire la grande tomba in Sicilia per tutti i fratelli e i genitori, e aveva comprato un posto anche per me. Io quel posto non lo desideravo, ma c'è da dire che un fratello non ha mai voluto pagare la sua parte. E poi la moglie di questo fratello, vede le cose della vita, è morta giovane lasciando due figli piccoli e tante preoccupazioni. Allora il fratello ha chiesto a mio marito se gliela lasciava mettere nella tomba, che poi la toglievano. Una cosa provvisoria. E mio marito ha detto sì, se poi la toglievano che poi avevamo bisogno noi. Ma non l'hanno mai tolta, i figli sono diventati grandi, il marito è morto, l'altro fratello è morto, il mio Ermanno è morto e adesso tutti i posti sono occupati.

Io l'avevo detto, a mio marito: dopo ciascuno a casa sua. Ma mia cognata sta in un posto dove non deve stare. Allora ho preso da parte mia nipote e ho detto: io dove vado? Io dove vado, ho detto. Se volete lasciarla lì almeno pagate la vostra parte, quello sarebbe il posto mio, il mio Ermanno mi voleva accanto a lui.
Invece sa una cosa, signorina? Con quei soldi io mi compro la tomba qui, magari una tomba vecchia perché dopo un po' di anni li buttano fuori, me l'ha detto il suo gentilissimo zio.

Potevo almeno stare zitta, magari la sigaretta l'avrebbe finita. E non tenergli il muso. Ma adesso ciascuno a casa sua. Bisogna fare attenzione ai parenti, pensano di essere immortali e finisce che ti rubano il posto. Provvisorio, dicono. E poi si fermano per l'eternità."

Dopo l'incontro con la Marega il Pepi è cambiato. Ci vede tutti morti prima di lui, pronti a buttarci nella sua fossa e mettere radici, in una gara di salto in lungo dentro l'ombra.
Ed è forse così che, non essendo mai stato un uomo buono né giusto e dunque partendo di molto avvantaggiato, è diventato più patetico che cattivo, più stupido che patetico, più ridicolo che stupido.

"Quando ci penso mi sembra di non vedere l'ora. Tranquilla, in un posto riparato in mezzo ai fiori, e anch'io un fiore piantato per terra, contenta. Lontano da quelli là. Wie eine Viole in Casarsa, come dice sempre il suo gentilissimo zio."

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