sabato, maggio 29, 2010

Nel Nord selvaggio solitario se ne sta

Nel Nord selvaggio solitario se ne sta
di Sergej Gandlevskij

Nel Nord selvaggio solitario se ne sta
uno scrittore con il collo non rasato e un tic
alla guancia, lì lì per mettersi a piagnucolare.
Solo soletto esce per la strada,
le periferie ascoltano Dio,
conversano le stelle; chiudere le virgolette.

Стоит одиноко на севере диком, 1994

Traduzione: Manuela Vittorelli.


Il primo verso riecheggia la traduzione di Lermontov della poesia di Heine "Ein Fichtenbaum steht einsam", "На севере диком стоит одиноко..." (1841):

Nel Nord selvaggio solitario su una desolata vetta
Un pino se ne sta
E dorme cullandosi
Sotto la bianca coltre di gelo e neve

E sogna che nelle distese lontane
Nella terra del sol nascente
Cresce una bella palma
Triste e sola su un dirupo ardente.


[Le traduzioni al solito sono mie, il correlativo visivo del Nord selvaggio è di Sten,
il rumore che sentite è Lermontov che si rivolta nella tomba della famiglia Arsen'ev.]

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