sabato, dicembre 12, 2009

Un giorno Iosif Brodskij

Un giorno Iosif Brodskij

di Sergej Kruglov

Un giorno Iosif Brodskij,
impronta culturale di un'epoca, sua coscienza stanca
ma anche noto letterato,
mi disse dal suo ritratto in bianco e nero
qualcosa come: «Finché la lingua
russa è morta, si può evitare
la poesia». Ricordo che allora ero d'accordo; però
con il trascorrere degli anni, nel susseguirsi impercettibilmente,
irreparabilmente uguale delle diverse immagini di fondo stagionali
su questa nostra stessa pagina fitta di monologhi e di marginalia,
mi sono convinto che l'arte di evitare la poesia
è abbastanza complicata, e accessibile solo a esperti
d'alto livello. In Russia, dio ti ringrazio, non ce ne sono
e dubito
che ne spunterà qualcuno: il tempo passa, l'età vaneggia con sospetto
di un lirismo delicato,
sulla foto di Brodskij, come una macchia di colore, appare
il bubbone della malattia del secolo: la giovinezza; e la lingua russa
non muore, la poesia
continua a riempire il mondo fino all'orlo, tanto che quello
è illividito fino a scoppiare
e ormai esplode.

E ben gli sta! non mi dispiace. Questo sentire,
naturalmente, entra in contrasto con le nuove religioni,
con i comandamenti di tristi premi nobel morti –
però, senza timori per la vita dell'anima immortale,
io resto quasi calmo: che il mondo affoghi pure
nella poesia, nelle convulsioni che precedono la morte
pronunciando con voce roca di densa saliva slava
preziosi ma già incoerenti anglicismi ebraici.

Originale: "Однажды Иосиф Бродский"(inedito)


Sergej Gennad'evič Kruglov, nato nel 1966 a Minusinsk, nella regione di Krasnojarsk, ha studiato giornalismo a Krasnojarsk e ha poi lavorato come reporter nel giornale locale Vlast' Trudu. Scrive poesie dal 1993. Nel 1999 è stato ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa russa. Vive in Siberia. È sposato e ha tre figli. Nel 2008 ha ricevuto il premio Andrej Belyj. Ha un blog: http://kruglov-s-g.livejournal.com/ (rus)
Traduzioni: Manuela Vittorelli.

[Grazie a Sten per il ritratto.]

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