sabato, dicembre 19, 2009

Ancora uno, l'ultimo testo in versi

ancora uno, l'ultimo testo in versi,
diciannovesimo tra i più recenti. In fila
si allontanano da me in una prospettiva vacua: zitti,
attendono pazienti l'uno accanto all'altro,
esangui, deboli, accigliati profughi bambini
in coda allo sportello: ecco che si apre, e l'Esercito della Salvezza notturno
comincia nel mezzo dell'abisso
a distribuire pane e lacrime.

quello sportello dà sull'altro lato: laggiù,
oltre le distorsioni della nebbia, c'è la patria presunta.
quando sento un suono, lo schiocco di una corda che si spezza nel mio cuore,
allora so: là, a casa,
un altro lettore e amico, che si fidava,
mi ha dimenticato per sempre. e poi ancora un altro.
e un altro ancora.

Originale: "Еще один, последний стихотворный текст", Снятие Змия со креста, 2003.

Sergej Gennad'evič Kruglov, nato nel 1966 a Minusinsk, nella regione di Krasnojarsk, ha studiato giornalismo a Krasnojarsk e ha poi lavorato come reporter nel giornale locale Vlast' Trudu. Scrive poesie dal 1993. Nel 1999 è stato ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa russa. Vive in Siberia. È sposato e ha tre figli. Nel 2008 ha ricevuto il premio Andrej Belyj. Ha un blog: http://kruglov-s-g.livejournal.com/ (rus)
Traduzione di Manuela Vittorelli.

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