venerdì, maggio 29, 2009

Avremmo potuto vivere senza pensieri

La mosca
di Mark Šatunovskij

il torso della mosca tutto lanoso
avvolge il suo sistema nervoso.
coi muscoli a matassa attorno al ventre
appesa al muro sta, le zampe penzoloni.

porta con sé pensieri semplici
e forse grandi sentimenti
come consumata da domande
sul senso di una vita dura e scialba.

risiede sotto la sua pelle
della dissenteria un germe.
tra sé dibatte a lungo, assorto,
questioni di igiene alimentare.

così tu e io coabitiamo
con questa mite mosca e il saggio germe
però noi fin da piccoli sappiamo
di esser più di loro intelligenti.

eppure tu che sei magnifica,
quasi trascendentale e splendida,
guardi la mosca con aria nervosa
benché non sia affatto pericolosa.

poi afferri il giornale di ieri
pieno di casi in decomposizione
e ammazzi questa mosca
con tutti i suoi presagi e i suoi pensieri.

all'improvviso un treno irruppe nella stanza
metallico frastuono sullo scambio
avremmo potuto vivere senza pensieri,
del tutto inutilmente, e lievi.

"муха", из жизни растений.

Mark Šatunovskij è nato a Baku (allora URSS, oggi Azerbagian) nel 1954. Ha scritto tre libri di poesia, Oščuščenie žizni (La sensazione della vita), Mysly Travy (I pensieri dell'erba) e Iz žizni rastenij (Dalla vita delle piante). Vive a Mosca. [Ha ottenuto una borsa di studio dell'USIA, United States Information Agency, il che probabilmente significa che è un agente di quegli altri. Ma oggi non siamo qui para boxear.]


Traduzione: Manuela Vittorelli

Cortocircuiti acchiappamosche:



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Le mie due figlie si assomigliano solo perché sono corrotte tutt’e due. Vivian è viziata, esigente, svelta e senza riguardi. Carmen è la bambina che si diverte ancora a staccare le ali alle mosche. Direi che hanno tutti i vizi più ovvi, e inoltre qualcuno che si sono inventate loro.
L’anziano generale Sternwood (Charles Waldron) a Philip Marlowe (Humphrey Bogart) nel Grande sonno (Howard Hawks, 1946).
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— Dio ne è testimone, ho visto quella cosa… È incredibile! Non dimenticherò mai quell’urlo, per tutta la vita!…
— Ti sei macchiato di omicidio proprio come Hélène. Tu hai ucciso una mosca dalla testa umana, e lei ha ucciso un uomo con la testa di una mosca. Se lei è colpevole, allora lo sei anche tu!
— Lo so… Ma chi ci crederà? Ci prenderanno per pazzi!
E invece no: perché l’ispettore Charras (Herbert Marshall) e lo scienziato François Delambre (Vincent Price) non sono in manicomio, ma nell’Esperimento del dottor K (The Fly, 1958) di Kurt Neumann.
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Porco saraceno! Cane spartano! Prendi questo! E questo! Mucca romana! Serpente russo! Mosca spagnola!
Non ho proprio idea di quel che racconti veramente l’agente segreto interpretato da Tatsuya Miyashi mentre prende a calci un suo connazionale nel film di spionaggio giapponese Kokusai himitsu keisatsu: Kagi no kagi (Senkichi Taniguchi, 1965). Purtroppo dispongo solo della versione in lingua inglese, rititolata What’s Up, Tiger Lily? e doppiata da Woody Allen, dove il personaggio si chiama Phil Moskowitz.