mercoledì, aprile 30, 2008

VVP e le Meraviglie della Russia

Un giorno Vladimir Vladimirovič™ Putin sedeva nel suo studio all'interno del Cremlino intento a escogitare nuovi modi per svillaneggiare il presidente della Georgia Michail Nikolaevič Saakašvili.
Davanti a Vladimir Vladimirovič™ sedeva il vice capo della sua Amministrazione presidenziale, Vladislav Jur'evič Surkov, che lo aggiornava sugli affari correnti.
- Oh, e poi - disse Vladislav Jur'evič, - Si è concluso il concorso sulle sette meraviglie della Russia
- Sette? - si stupì Vladimir Vladimirovič™, distratto dalle sue riflessioni presidenziali.
- Sette, - annuì Vladislav Jur'evič, - Ci sono El'brus, la Madre Patria di Volgograd, la fortezza di Vovnuški
- Vovnuški? - si stupì ancora di più Vladimir Vladimirovič™, - Cos'è, mica una roba dedicata a Lenin?
- Non lo so, - Vladislav Jur'evič si strinse nelle spalle, - Io di questa fortezza non ho mai sentito parlare.
- Neanch'io, - disse Vladimir Vladimirovič™, - Come può essere una delle meraviglie della Russia se nessuno ne ha mai sentito parlare?
- Mah, sta in Inguscezia, - sospirò Vladislav Jur'evič, - Bisogna...
- Sì, ma almeno cecena, dico! - esclamò Vladimir Vladimirovič™, - Con questi risultati fate ridere tutto il multinazionale popolo russo! Che poi, scusa: lo sanno tutti, quali sono le nostre meraviglie!
- E quali? - domandò Vladislav Jur'evič, preparandosi ad appuntarsele.
- Ma è inteso! - si infervorò Vladimir Vladimirovič™, - Al primo posto, io. Al secondo posto, Dima Medvedev.
- E al terzo, Ramzan? - domandò Vladislav Jur'evič.
- Ma quale Ramzan! - tagliò corto Vladimir Vladimirovič™, - Ne bastano due, di meraviglie. Su, adesso via... devo riflettere.
E Vladimir Vladimirovič™ si immerse nuovamente nei suoi presidenziali pensieri.

Originale: vladimir.vladimirovich.ru

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martedì, aprile 29, 2008

Come J.R. ha vinto la Guerra Fredda (sì, vi piacerebbe)

... non so rendervi il senso di liberazione che Dallas ebbe dalla morale progressista. Si fottessero le balene, la pace nel mondo, la giustizia sociale, la solidarietà, voglio la macchina con le corna di mucca davanti.
(Fjodor, aprile 2008)


- Lina.
- Elio.
- Sii la mia Suerli, sarò il tuo Geiart.
(Dal Grande Libro della Famigliamir, 1982 ca.)


Pomeriggio un po' così. Tempo, un po' così.
È una di quelle settimane che finiscono di mercoledì.
Stai lavorando stancamente al computer.
Caffè: già preso.
Pausa sigaretta: andata.
Sito di Repubblica, comprese Gallery: guardato.
Ti stai dicendo che in questo momento ci vorrebbe un blog, magari anche di sinistra, però astenersi arcobaleno. Confinario, bene. Filorusso, perché no. Magari anche quel pochino anarchista. No lit, un po' chick, lievemente žižek, ma che non si noti troppo.
Che ti facesse il riassuntino di un pezzo platealmente celebrativo del Washington Post su Dallas. Intesa come serie televisiva: J.R., quel povero gnampolo di Bobby, le strane proporzioni di Lucy, le sbronze di Sue Ellen, il fisichetto di Victoria Principal, la definitiva consacrazione delle spalle imbottite e del pantalone a vita alta che fecero di noi comparse inconsapevoli di un brutto film sulla vita in un circo.

Fermati. Quel blog sono io.

Domenica scorsa è uscito questo pezzo di Nick Gillespie e Matt Welch, "Come Dallas ha vinto la guerra fredda". Riassumo.
Un minuto di silenzio per il trentesimo anniversario di un fondamentale e ingiustamente dimenticato punto di svolta nella lunga lotta tra il comunismo e il capitalismo. Un evento in tutto e per tutto importante quanto i discorsi di Reagan e la fuga a Ovest di Smirnov: il primo episodio di Dallas, la soap opera che fece tremare il mondo.

Nell'aprile del 1978 gli Stati Uniti volsero per la prima volta il loro amorevole sguardo a Southfork Ranch e al genio diabolico di J.R. Ewing (Larry Hagman): una caricatura tutta sesso e alcol della libera impresa e di uno stile di vita executive che si dimostrò irresistibile non solo per gli americani stagflazione-consapevoli ma anche per gli spettatori di mezzo mondo, dalla Francia all'Unione Sovietica alla Romania di Ceausescu.

Dallas non era semplicemente un programma televisivo ma una forza culturale in grado di cambiare il clima dell'epoca. Durò quasi quanto il secondo fegato di Larry Hagman e contribuì a definire gli anni Ottanta come il "glorioso decennio dell'avidità", aprendo la strada all'epoca del capitalismo fico, peraltro turbata da una serie di dilemmi morali. Dallas divenne il primo o il secondo programma più visto negli Stati Uniti per mezzo decennio: fece capolino nelle canzoni degli Abba e nei video di Ozzy Osbourne, partorì lo spin-off California e ispirò analisi accademiche come Homère et Dallas: Introduction à une Critique Anthropologique, di Florence Dupont.

Dopo tutta una serie di icone controculturali poco ironiche Dallas creò un nuovo archetipo dell'antieroe che amavamo odiare e odiavamo amare: un magnate che non fa che manipolare uomini politici, tradire la moglie bevandela e combinarne di cotte e di crude alla sua famiglia ostinatamente leale. E per quanto i vari traduttori sottolineassero la cattiveria di J.R. e del suo ambiente sociale ("Dallas, universo spietato!" diceva il testo della canzone francese), gli spettatori dei quasi 100 paesi che divorarono la soap - compresi quelli del Patto di Varsavia - si convinsero che anche loro meritavano di possedere auto grandi come barche e una piscina delle dimensioni di un piccolo castello.

Si narra che Stalin abbia fatto proiettare in Unione Sovietica il film americano del 1940 Furore per mostrare i danni del capitalismo sulla vita delle persone. I russi però guardavano le scene finali del film e si meravigliavano che negli Stati Uniti anche i poveri possedessero automobili. Dallas funzionava in modo simile.
E qui, citazione cult:
"Penso che siamo stati direttamente o indirettamente responsabili per il crollo dell'impero [sovietico]", ha detto Hagman alla Associated Press una decina d'anni fa. "Vedevano quei ricconi degli Ewings e dicevano 'Ehi, non non ce l'abbiamo, tutta quella roba'. Penso che sia stata la cara vecchia avidità a portarli a mettere in discussione il potere".
Vabbe', ma allora, se dobbiamo tirar fuori Ceausescu:
In Romania Ceausescu era convinto che Dallas fosse abbastanza anti-capitalistico da poter essere mandato in onda. Quando cambiò idea era troppo tardi: aveva già comprato tutto il ciclo. Nel frattempo il programma forniva un'alternativa lussuosa a un comunismo che costringeva le persone ad aspettare più di dieci anni per acquistare un catorcio di macchina.
Dopo l'esecuzione del dittatore e di sua moglie, il Natale del 1989, il pilot di Dallas - nel quale era stata ripristinata una scena di sesso precedentemente censurata - fu uno dei primi programmi stranieri trasmessi dalla tv romena. Negli anni successivi Hagman divenne il testimonial di varie compagnie come la russa Lukoil ("La scelta di un vero texano").

Ancora oggi è possibile visitare un perfetto ranch "SouthForkscu" nella speduta cittadina romena di Slobozia. O il set originale di Plano, Tex., frequentato almeno quanto il Deposito di Dallas dove Lee Harvey Oswald si nascose per sparare a Kennedy nel 1963.
Bene, adesso passiamo alla visione delle masse:
L'impatto di Dallas sulla visione delle masse ci ricorda che la cultura popolare "volgare" che gli accademici di destra e sinistra amano odiare è importante quanto la politica impegnata nel produrre i cambiamenti sociali: i prodotti culturali usa e getta influenzano la cultura in modi incontrollabili e imprevedibili.

Questa lezione è più che mai rilevante in un mondo sempre più globalizzato. Nonostante tutto questo parlare di boicottaggi e di bombe, se gli Stati Uniti sono interessati a diffondere i valori e la cultura americani, un po' di tivulandia può fare ben più dei carrarmati.

E non dimentichiamo come Dallas ha contribuito a plasmare il nostro mondo. Sarebbe troppo dire che ha reso possibile l'ascesa di George W. Bush, ma è certo che ha contribuito a spostare il centro della cultura americana dalle coste all'interno, decentralizzando le élite del potere sociale e politico. I presidenti texani possono essersi dimostrati catastrofici per il paese, ma rappresentano un paese meno ingessato e stratificato.
Esiterei a vantarmene, comunque eccovi la lezione del self-made man nella terra del big oil e dei cappelli a tesa larga:
Dallas aggiornava al presente l'autobiografia di Benjamin Franklin, offrendo un bella guida su come andavano davvero le cose e mettendo nuovi desideri alla portata delle masse. Demistificando la produzione della ricchezza - con abbastanza sesso, scandalo e whisky da annegare il comunismo, qui e all'estero - Dallas stimolò la nostra economia politica nazionale almeno quanto i tagli alle tasse reaganiani.
Purtroppo, come Gorbačëv, Dallas non sopravvisse alla fine della Guerra Fredda che contribuì a produrre, uscendo di scena con l'ultimo primo ministro sovietico nel 1991. Però ci ha lasciati più ricchi di quanto abbiamo mai osato sognare.
Dicono loro. Ho usato i rientri perché non pensiate che siano idee mie.
Ora: che Dallas abbia avuto moltissimi fans nei paesi del Patto di Varsavia che lo acquistarono (da autentici sprovveduti) è vero. E il fatto che il suo antieroe fosse così ironicamente spietato poteva farlo sembrare una critica al capitalismo, vero anche questo.

Ciò detto: perché i due autori dell'articolo hanno l'aria fiera, sgaia e consapevole di quelli che hanno appena costruito il Canale di Suez? Dallas avrà anche dato una spinta decisa alle ambizioni consumistiche di mezzo mondo città di G. compresa (i machinòni! le babe!), ma l'idea che la cultura popolare sia un efficace mezzo per veicolare e diffondere valori o stili di vita (mica solo quelli del libero mercato) non se la sono mica inventata loro. (Non solo la cultura popolare, tra l'altro, ma anche - e in modo consapevole e organizzato - quella accademica e 'alta': negli anni della guerra fredda gli Stati Uniti destinarono grandi risorse al finanziamento di istituti, musei, biblioteche, conferenze, mostre, concerti: era la strategia della guerra fredda culturale che è stata ben documentata da Frances Stonor Saunders nel suo Gli intellettuali e la CIA).
E comunque, signori del WaPo, guardate che gli ex-sovietici hanno tutto un patrimonio di citazioni e riferimenti a un sistema altro di espressione popolare (cinema, fumetti, musica) altrettanto pervasivo, non meno sentito e non esclusivamente propagandistico. Finisce sempre che mi pensate in piccolo.

Dallas vi avrà cambiato la vita a voi, per il resto (cioè, modestamente, il disastro) sarebbero bastati una buccia di banana, oppure del chewing-gum sotto le nostre povere suole di plastica, o anche solo i soldi della CIA.

p.s. Voi ve lo ricordate quel motivetto da balera che era la sigla italiana delle prime serie: "Com'è grande l'A/com'è grande l'A/me-ri-ca! ehi ehi ehi ehi/".
Ve lo ricordate?
Al mio tre, dimenticatelo.
Uno.
Due.
Tre.
Liberi.

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VVP e la Messa di Pasqua

Un giorno Vladimir Vladimirovič™ Putin, l'eletto ma non ancora in carica Presidente della Federazione Russa Dmitrij Anatol'evič Medvedev e il Patriarca di Tutta la Russia Alessio II si trovavano nella Cattedrale del Cristo Salvatore per celebrare la messa di Pasqua.
- Nel nome del Padre... - cantò con voce flebile il Patriarca.
Vladimir Vladimirovič™ sorrise.
- Del Figlio... - cantò il Patriarca.
Sorrise anche Dmitrij Anatol'evič.
- E dello Spirito Santo, - concluse Alessio II.
Vladimir Vladimirovič™ e Dmitrij Anatol'evič guardarono con rispetto il Patriarca.
- Gazprom sia con voi. - disse il Patriarca facendo dondolare il turibolo.

Originale: vladimir.vladimirovich.ru

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lunedì, aprile 28, 2008

I Simpatici Rimedi della Morozova/2

Eravamo rimasti a sciami di vespe e ipnosi per l'alcolismo e al total black per l'insonnia ostinata.

Imja moej toskì*
Ora, c'è questa bella parola russa, toskà: che è ansia, angoscia, depressione, ma anche struggente nostalgia, melanconica disposizione d'animo, spleen, noia. Toskà zelënaja è la noia mortale, letteralmente noia verdastra (come la bile o certi golfini infeltriti di Kurt Cobain).

Per la Morozova diventa "angoscia, uno stato nervoso dell'anima" che "assilla il malato specialmente la notte, senza particolari motivi, e può durare anni con brevi tregue e finir male: il malato perde gradualmente le energie, compaiono insicurezza, dolori nevralgici alla schiena e alle gambe, disturbi sessuali e spesso, di conseguenza, una quieta pazzia".

Morte no, tranquilli.
Succede, a dipingere di nero la camera da letto.

* cit. Akvarium, Psi, 1999.

Ma ora passiamo a un problema completamente diverso: la malaria. (Fermi! Attenti allo spigolo del comodino! Eh, lo so, qua è tutto dipinto di nero).

Rimedi simpatici per la malaria
1. Portare al collo una collanina di vera ambra gialla.
2. Prendere una comune aringa, lavarla, asciugarla, spinarla, eliminarne la testa. Tagliarla per il lungo in due parti. Prenderne metà, fasciarla a una pianta del piede nuda con la parte superiore in corrispondenza del calcagno. Prendere l'altra metà e fare lo stesso con l'altra pianta del piede. Restare così tutta la notte e al mattino lavarsi i piedi come sempre. Talvolta la malattia passa al primo tentativo.
3. Prendere un uovo di gallina freschissimo (meglio se di quelli bianchi con il guscio sottile), sgusciarlo facendo molta attenzione a non danneggiare l'involucro interno che contiene il tuorlo e l'albume. Poi fare un piccolo foro sull'involucro interno e far uscire con grande cautela il tuorlo e l'albume. L'involucro non va lavato. Allargando un po' il forellino, calzare l'involucro sul dito medio della mano sinistra fino alla seconda falange.

Aringhe sotto i piedi, collanine d'ambra, uovo sul dito medio: a noi amici della Morozova l'anofele ci pettina ma abbiamo qualche piccolo problema di socializzazione (sembra di stare in una canzone di Destroyer, sembra).
Adesso avete la certezza che a Semipalatinsk non si facevano solo gli esperimenti con le bombe nucleari.

[continua, direi]

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venerdì, aprile 25, 2008

In piedi

Quale nemico? Ognuno è nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non è mai finita.
Primo Levi, "Partigia".

Buon 25 aprile.

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giovedì, aprile 24, 2008

I Simpatici Rimedi della Morozova

Un blog russo poco tempo fa ha pubblicato alcuni estratti da un prontuario medico scritto da O. A. Morozova, allora presidente della Croce Rossa di Semipalatinsk (da quelle parti c'era il poligono nucleare sovietico, non può essere un caso). Anno 1991 (sì), tiratura 100.000 copie (sì).
La copertina, innanzitutto: un ragazzino sorridente ma provato circondato da Archimede Pitagorico, Ci(o)p e Zio Paperone. Archimede mesce un intruglio verde e ha l'aria angosciata, Ci(o)p si sta spolmonando terrorizzato e Zio Paperone è evidentemente scontento (forse delle lastre del piccolo incurabile), mentre dei cubi colorati compongono la parola lečebnik, manuale medico. Viene da chiedersi cos'abbia il ragazzino da sorridere, soprattutto tenendo conto del plateale ittero.
Poi si capisce, ve lo assicuro.
La Morozova, dopo il Lipson, si sta sistemando con calma nel mio Olimpo personale.
Intanto, un paio di brani.

Alcolismo e ubriachezza

Perdere l'abitudine di bere è molto difficile, bisogna desiderarlo moltissimo e avere una grande forza di volontà. Del resto l'alcolismo indebolisce fortemente la volontà. Se però l'alcolizzato viene severamente punto da vespe, capita a volte che in seguito egli guarisca dal suo vizio.
Il disgusto per l'ubriachezza può anche essere suscitato dal consumo costante di mele acide.
È possibile guarire completamente dall'alcolismo con l'ipnosi: il malato smette effettivamente di bere, ma solo finché è viva la persona che l'ha ipnotizzato. Se questa persona muore, ecco che anche l'effetto della sua ipnosi viene a cessare, e il malato ricomincia a bere.
Rimedio per ubriacature non gravi: bere un bicchiere di acqua minerale con due gocce di soluzione d'ammoniaca. Per indurre il vomito, somministrare del caffè nero con il sale al posto dello zucchero.
Se si desidera far passare immediatamente la sbornia, bere caffé con limone, giacché il limone nel caffè e nel tè uccide l'alcol.
A proposito, le sbronze peggiori sono causate dalla mescolanza di vodka e di vari tipi di vino. A causa di questa mescolanza si sta ben peggio che se si assumesse una grande quantità di un solo alcolico. Inoltre, se quando si è un po' ubriachi si esce all'aperto e fa molto freddo, per effetto dell'aria ci si ubriaca rapidamente e del tutto, talvolta fino a perdere conoscenza.
Il mattino dopo una forte ubriacatura bisogna bere un bicchiere di birra e passarsi del ghiaccio su faccia, petto e schiena. Oppure semplicemente farsi un bagno. Se la testa duole molto, bere un bicchiere di salamoia di cetrioli. Se la sera prima la persona non ha solo bevuto troppo ma anche esagerato con il cibo, il giorno dopo non dovrà mangiare niente e restare stesa a lungo con una borsa di acqua calda sulla pancia.

[Disclaimer: ammoniaca, ipnosi, sciami di vespe, non provateci. Posso solo confermare la birra e la miracolosa salamoia di cetrioli, cioè il famoso rassol].

Insonnia grave
Per persone con il sistema nervoso estremamente dissestato, quando non dormono da settimane pur aver tentato tutti i rimedi, si può ricorrere a questo:
fargli un letto tutto dipinto di nero: lenzuola, federe, coperta, camicia da notte, tutto nero. Se possibile, dipingere di color nero (ma non a olio) le pareti della sua stanza. Ciò dà straordinari risultati, facendo addormentare persone che soffrono di insonnia persistente.
Rimedio simpatico: mettere sotto il cuscino delle frasche di betulla.

[Il Nosferatu Home Design invece potete tranquillamente provarlo. Mille interrogativi si affacciano alla mente, lo so. Continua].

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martedì, aprile 22, 2008

Buon compleanno, però adesso per favore svegliati

Prioritety
Tanto per risistemare le priorità e riassestare la scala dei valori, nella rete russa l'argomento più discusso di oggi è l'anniversario della nascita di Lenin.



Lenin e il rublo
Oggi a Ekaterinburg un servizio di taxi offre ai propri clienti la possibilità di pagare in valuta sovietica. Slogan: Lenin rubl' berežët! (dal detto kopejka rubl' berežët, equivalente di "a quattrino a quattrino si fa il fiorino").
Il cambio però non è noto.


"Lenin ancor oggi è più vivo dei vivi!"
© Sergej Repëv

Questa vignetta, realizzata da Sergej Repëv nel 1990, fu rifiutata dalla rivista satirica Krokodil perché parlare di Lenin con leggerezza era ancora considerato un po' tabù.

Lenin in Polonia: anekdot
Un giorno Brežnev decide di commissionare un ritratto dal titolo "Lenin in Polonia" per onorare il cinquantesimo anniversario della Rivoluzione. Il problema è che gli artisti sovietici, cresciuti alla scuola del realismo socialista, non sanno come dipingere una scena che non è mai avvenuta.
Così l'ultima risorsa di Brežnev è un vecchio pittore ebreo, Levy. Va bene, dice Levy, è mia abitudine dipingere soggetti reali ma lo farò: per me è un onore.
Così Levy comincia a lavorare al ritratto.
Arriva il giorno della cerimonia ufficiale: Brežnev presenta il ritratto come un dono al popolo russo per commemorare la visita di Lenin in Polonia e celebrare la Rivoluzione. Toglie il drappo che copre il quadro. Silenzio attonito: il dipinto raffigura un uomo e una donna. A letto.
- Chi è quest'uomo, Levy?
- Be', compagno Brežnev, quello è Trockij.
- E... la donna?
- Quella è la moglie di Lenin, compagno Brežnev.
- Ma dov'è Lenin?
- È in Polonia.

Il nostro Il'ič'
"A partire dagli anni Cinquanta la forma e lo stile della propaganda visiva sovietica divennero sempre più standardizzati e centralizzati. Un esempio di questa evoluzione fu l'immagine di Lenin. Alla fine degli anni Sessanta, durante i preparativi per il centesimo anniversario della nascita di Lenin nel 1970, gli artisti del Laboratorio di Arti Visive e Arti Decorative di Leningrado furono ricevettero una circolare del Comitato Centrale di Mosca in cui si diceva che ormai poche persone ricordavano l'aspetto di Lenin da vivo, e che dunque andava trattato 'più come un simbolo eroico che come un uomo comune'. Lenin fu così ritratto con una corporatura più alta, più giovane, più robusta e con uno stile fisso e maggiormente ripetitivo, in un numero più ristretto di contesti e di pose, con un numero inferiore di tecniche e di materiali e colori, nonché con elementi visivi ricorrenti.
Il nuovo stile divenne una norma, il numero di possibili rappresentazioni figurative diminuì e alle nuove immagini formalizzate fu assegnato un nome ufficiale: 'Il nostro Il'ič' (Naš Il'ič), Lenin come uomo comune; 'Lenin con gli occhi socchiusi' (Lenin s prišurom), cioè un Lenin arguto; 'Lenin e i bambini' (Lenin i deti), bonario; 'Lenin il capo' (Lenin vožd'), cioè il superuomo; e 'Lenin in clandestinità' (Lenin v podpol'e), il rivoluzionario.
Per il numero limitato di variazioni e lo stile codificato di queste raffigurazioni, tra loro gli artisti vi facevano riferimento in gergo professionale usando i numeri assegnati ai cliché. Si poteva allora sentir dire 'Ho appena finito un cinque [pjatero
čku]'. C'erano anche due immagini di Lenin intento a scrivere: 'Lenin nel suo studio", noto come 'il sei' [šestërka], e 'Lenin nello studio verde' [v zelënom kabinete, cioè mentre si nascondeva dalla polizia zarista in una foresta], noto come 'il sette' [semërka]. Nel sei sedeva su una sedia, nel sette su un tronco d'albero".
Da Everything Was Forever, Until It Was No More. The Last Soviet Generation, di Alexei Yurchak.

Il quattro di Seattle
Se tanto mi dà tanto, il Lenin gigante di Seattle è un numero quattro.
Il Lenin di bronzo alto cinque metri creato dallo scultore bulgaro slovacco Emil Venkov su commissione del governo cecoslovacco, viene completato e sistemato a Poprad poco prima della rivoluzione di velluto del 1989. Quietamente rimosso qualche mese dopo, è notata dal signor Lewis E. Carpenter, un insegnante di inglese di Issaquah, Washington, che se ne innamora e nel 1993 riesce ad acquistarlo per 13.000 dollari. La statua viene tagliata in tre pezzi e trasportata negli Stati Uniti: per pagare i costi Carpenter si è ipotecato la casa.
Nel 1994 Carpenter muore in un incidente stradale e la statua resta abbandonata nel suo cortile di casa. Poi la famiglia riesce a farla sistemare nel quartiere di Fremont, dove attende ancora che qualcuno si decida a comprarla e si presta alle installazioni dell'artista originale di turno.

La nostra via
Un grazie a sgrignapola per questo balsamico numero quattro.
Come dice il proverbio, budet i na nasej ulice prazdnik: un giorno sarà festa anche nella nostra via.
Solo che avremo già traslocato.
E noi lì saremo. Non fate caso alle lacrime.

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mercoledì, aprile 16, 2008

Granzo de Kabaeva/Post Poolparty

Tu chiamale se vuoi proiezioni
Telefono staccato. Tv spenta. Pc spento. Facce così così. Perfino il signor G. è sotto tono, con esitanti incursioni ("non ricordo: perché io e uomo avevamo litigato?") seguite da arruffati ripieghi ("con permesso").
- Cosa starà succedendo, in questo momento.
- Non lo so. Il PdL vinceva ovunque, anche alla regione.
- Ma son proiezioni, no?
- Son anche le undici di sera.
- ...
- ...
- Hai letto che Putin sposa una modella?

Ora.
Si dice che Putin abbia un tramaccione di proporzioni sarkoziane con la Kabaeva e io devo venirlo a sapere da Calavera?

Sento la necessità e chiedo il permesso di farne un post poolparty in aggiornamento.

[continua]

Madre Badessa Mode On
L'articolo su Voffa e la ginnasta nonché deputata di Russia Unita alla Duma sta su Repubblica: lui avrebbe divorziato già due mesi fa, si sposa il 15 giugno a San Pietroburgo, ecc. ecc. La fonte è la Karnaval-Stil' 91, società specializzata in allestimento eventi e in gara per organizzare le future sfarzose nozze putiniane.
Karnaval-Stil 91': una ragione sociale, una cifra stilistica, una data infausta.
Il suo direttore generale, Sergej L'vovič, nega tutto. Ma è un uomo, perché credergli.

Io non so. Lo segui ovunque, gli stai accanto nei momenti difficili, quando lui lavora giorno e notte come uno schiavo in una galera, mentre sta su fino all'alba a costruirti la verticale del potere, e invece di portarti fuori ripete il discorso di Monaco davanti allo specchio per la trentacinquesima volta. Mentre tu avresti una gran voglia di uscire, diciamo. Ma lui ti guarda con quelle occhiaie stanche e capisci che va bene così.
Quello che voglio dire è: chi ci pensa, ai sentimenti del labrador Connie?

[continua]

Tutti così
- Tutti così, siete. Ma guarda che non mi freghi, tu con le tue sciampiste.
- Beh, mi inventerò qualcosa.
- Tipo?
- Aveva i capelli rossi come i tuoi.
- Eh.
- Mi ricordava te.
- Lo so io cosa mi dirai: "Mi ricorda tanto te perché ha l'esatta metà dei tuoi anni".
[Ride]
- E io ti chiederò: "Quale, metà?".

[continua]

Gli esteri
Poi si scoprono cose buffe. Tipo che alcuni siti di informazione russi titolano "Gli italiani hanno sposato Putin con la Kabaeva": perché a quanto pare siamo stati quelli più interessati alla notizia, benché la fonte - il Moskovskij Korrespondent - non sia proprio la RIA Novosti. Newsru cita La Repubblica, Solospettacolo.it e La Gazzetta dello Sport.
No, è che se vi ricordate ieri era fondamentalmente una giornata povera di notizie, e noi italiani siamo fatti così. È la nostra pagina degli esteri.
Ho l'impressione che ci scherzano, sapete.

[continua]

Se non ci fossero i tedeschi
I giornali di Germania osservano quello che Agente Betulla in negazione continua a ripetere da iersera: è stranino che per una notizia come questa ci sia solo una fonte (e che fonte) e che in rete tutti i link rimandino esclusivamente a quella. Secondo Der Spiegel si tratterebbe di una piccola manovra per rinfrescare la popolarità di Putin, e dunque puro piàr (da PR, pubbliche relazioni; in russo c'è anche il verbo, piarìt').
Secondo Die Welt, invece, potrebbe trattarsi di un pesce d'aprile messo in circolazione da...

suspense.

[continua. non avrei scommesso due copeche, su questo poolparty. e invece]

Indizi: bionda, dentona, occhio ceruleo, modaiola, robustina, sposata con tizio importante, piccoletto, con la faccia da promotore finanziario.

Svetlana Medvedeva, dai. Direbbe Die Welt.

[continua]

La fonte
Il proprietario del Moskovskij Korrespondent, Aleksandr Lebedev (membro del partito Jabloko e azionista anche della Novaja Gazeta), oggi in un'intervista a Echo Moskvy non esclude che il suo giornale possa chiudere dopo aver pubblicato la bufala sulle future nozze Putin-Kabaeva. No, ma lui questo giornale l'aveva sempre considerato un progetto, dice. Poi l'impresa è in perdita e costa meno chiuderla che venderla. Eh, sì. Già già già.
La fonte.

[continua]

Ma allora
Ma allora, se il MosKor chiude, come farò a sapere che fine ha fatto l'ex-tastierista dei gloriosi Mašina Vremeni (trad. la Macchina del Tempo)? Non risponde al telefono, non si fa trovare, le ultime sue parole sono state "vado a scrivere le mie memorie", ma soprattutto a casa sua ormai ci vivono altre persone, dei tizi del Caucaso.
E se il MosKor chiude, dove leggerò altre didascalie come questa: "Aleksandr Zajcev, evidentemente, è partito per un viaggio sulla macchina del tempo".

[continua]

Il giurista
Già mi manca, il MosKor. Per esempio, guardate che razza di giurista mette a disposizione dei lettori. Eh?



Camicia bianca ben sbottonata, catena vistosa con ciondolo, sguardo fiero, braccia conserte: potrebbe fare il dj resident in un club privè di Nova Gorica. O il sommelier in un'azienda agricola di Madonnina d'Oslavia. Mi piace.

Bufale e paperelle
УТКA, f, 1. Anitra, anatra. 2. (Ложный сенсационный слух) (coll) voce, falsa, bufala.

Il MosKor ha fatto marcia indietro: il problema, dice, è che quando abbiamo telefonato alla Kabaeva lei non ha voluto parlare con noi. E così abbiamo pubblicato. Conclusione: "A dire il vero, neanche noi ci credevamo". E comunque era un po' che non si vedeva una marchetta così pàppapparaparappappàra: di solito le fonti sono anonime, lì della Karnival-Stil' 91 (91, cazzarola!) mancava solo la brochure illustrativa. Il proprietario del giornale ha preso le distanze e ha parlato di utka, bufala, la querela è già partita. In copertina adesso c'è Paris Hilton che mangia un ghiacciolo all'amarena: titolo "Paris Hilton ha mostrato chi comanda nel glamour moscovita".
E con questo sono a posto anche le pagine degli esteri di domani.

[MC, so che l'hai fatto per traghettarmi fuori dal tunnel brutto Berlusconi-Tondo e salvarmi dal colpo di sonno. Sai cosa mi manca, qui? Una bella, sentita, vibrante e leggermente lamentosa mail di protesta a Repubblica].

[e comunque, perché non continuare il poolparty? ci si aggiorna?].

[sì. riecchime]

Voffa, perché?
Si comincia con un falso allarme da poco:
L'aereo della delegazione presidenziale finisce fuori pista a Olbia per le cattive condizioni del tempo. Poi Cremlino smentisce. Poi smentiscono tutti. Non era l'aereo della delegazione russa.
Successo niente successo niente.

Ma torniano a noi: sono anni che anch'io mi chiedo quali siano gli elementi che tengono insieme Putin e Berlusconi e rendono l'alchimia indimenticabile.
La Sardegna e le donne?
L'Alitalia e l'Aeroflot?
Il gas, il greggio, i soldi?
Lo stesso sarto?
La convinzione che il nero sfila un casino?
Affari per l'uno, prestigio (o almeno presentabilità) per l'altro?
Il pony Vadik?
Gli amici in comune, tipo:
- Oleg Deripaska, re dell'alluminio vicino al Cremlino e frequentatore delle coste della Sardegna con il suo super yacht da 72 metri "Queen K"?
- Rustam Tariko, l'oligarca della vodka (la Russkij Standart) al quale Veronica Lario nel 2004 vendette Villa Minerva con mobili e tutto, pianoforte compreso?
Oppure prosto tak?

Per ora vi dico solo che a cercare informazioni compromettenti su Voffa e Silvio ci si imbatte in cose mica tanto belle e per niente utili. Tipo la notizia che Berlusconi fa sempre il bagno ignudo (con foto della mercanzia, astenersi perditempo).

[continua, avoglia]

Bisnis is bisnis
Affari, dice il Financial Times: Putin arriva dalla Libia (wink wink) dove ha firmato begli accordi, Gazprom ed Eni sono partner in South Stream, Enel ed Eni insieme sono soci di Gazprom nello sfruttamento deli asset petroliferi Jukos, Enel ha una quota di controllo della compagnia russa di generazione OGK-5 e intende investire 2 miliardi di euro in Russia. E questo è solo il settore dell'energia: anche se l'Italia non può competere con la Germania nel livello di investimenti e di scambi commerciali, la Russia resta il partner più affidabile e allettante.
Dice. Financial Times si chiama, del resto.
Una cosa che vi volevo dire: mi sa che in Russia non si stupiscono mica tanto di questi strani compagni di gasdotto. L'atteggiamento verso i legami di Putin con il signor faccioilbagnonudo potrebbe essere riassunto nell'espressione "mica mona".

VVP e SB

Un giorno Vladimir Vladimirovič™ Putin e il primo ministro italiano Silvio Berlusconi erano seduti in un piccolo caffé della costa sarda.
- Io ho avuto sempre un atteggiamento negativo verso coloro che con naso colante e con le proprie fantasie erotiche in testa cercano di infilarsi nella vita altrui - disse Vladimir Vladimirovič™.
- A cosa ti riferisci? - Silvio Berlusconi non capiva.
- Abbiamo un programmista, - rispose Vladimir Vladimirovič™, - Un certo Špil'kin. Si è infilato nel sito della commissione elettorale centrale e ha scoperto che le cifre non corrispondono. Ma, dico io, gli ha chiesto qualcuno di infilarsi lì dentro? Cosa, stavano lì per lui, queste cifre?
- Come ti capisco, - disse il primo ministro scuotendo il capo, - Ma dai, non preoccuparti. Come vedi, ritornare si può. Ritornare è bello.
Vladimir Vladimirovič™ fissò il mare e fece un impercettibile sorriso.

Originale: vladimir.vladimirovich.ru

[continua]

Ciao ciao, MosKor
Nu, ciao ciao Moskovskij Korrespondent. Chiuso dalla proprietà, la Nacionalnaja Mediakompanija di Aleksandr Lebedev, per problemi di soldi e divergenze sulla conduzione del giornale (in seguito alle quali il direttore si era licenziato).
Non saprò mai che fine ha fatto l'ex tastierista dei Mašina Vremeni.

Come ti risciacquo la notizia
E adesso, riflessione.
L'articolo sul giornale scandalistico MosKor è uscito venerdì scorso, più o meno in contemporanea con la nomina di Putin a presidente di Russia Unita, il partito di maggioranza russo.
È stato ripreso dalla stampa italiana martedì, citando come fonte il MosKor.
Martedì sera era già la seconda notizia più discussa della blogosfera russa, secondo i numeri di Yandex.
Mercoledì i siti e i blog russi citavano ampiamente la notizia attribuendola a La Repubblica. A quel punto il MosKor prendeva già le distanze perché querelato dalla Kabaeva e già in cattive acque di suo, ma ormai il tramaccione era in circolo e girava sui giornali europei.
Poi visita in Italia, Berlusconi, bagaglinata, conferenza stampa, gesto del mitra sottolineato dalla stampa italiana ma praticamente assente su quella russa, ciao ciao MosKor, eccetera.

Oleg Panfilov, direttore del CJES (Centro per il giornalismo in situazioni di pericolo) sul suo blog ha appena fatto un'osservazione interessante. Reduce dall'ennesima telefonata di un giornale inglese (il Sunday Times) a proposito della credibilità e del seguito del Moskovskij Korrespondent, ricorda che di žëltaja gazeta si tratta, cioè di un giornale scandalistico. Noi ci siamo abituati, dice. Come tanti si sono abituati alla Komsomol'skaja Pravda, tanto da non considerarla neanche più scandalistica. Ma improvvisamente in Russia si è risvegliato questo enorme interesse, molto simile a quello della stampa occidentale a grande diffusione per la vita privata e le piccole o grandi debolezze degli statisti (le donne di Sarkozy, i capelli tinti di Schroeder).
Ed è qui che sta la differenza, secondo Panfilov: una cosa molto comune in Europa, in Russia - dove non è poi così comune - è diventata la notizia numero uno. Allora la stampa deve attraversare un momento di profonda crisi se perfino l'indiscrezione pubblicata da un giornale scandalistico diventa tema di discussione comune e presunto motivo della sua chiusura.
Link.

È una cosa triste, come dice Panfilov?
No, è soprattutto istruttivo e interessante il giro che ha fatto la notizia: il risciacquo attraverso la stampa italiana e poi europea le ha attribuito una credibilità e un rango che obiettivamente non avrebbe avuto.

[continua]

Anekdot
Il capo di stato maggiore Vasilevskij presenta a Stalin una serie di denunce contro il generale Černjachovskij, accusato di avere troppe donne.
- E adesso cosa facciamo, compagno Stalin? - domanda Vasilevskij.
- Cosa facciamo? Cosa facciamo? Lo invidiamo!

Non se ne esce
Perché dovremmo uscire da questo poolparty, dopo tutto?
Possiamo sempre telefonare le pizze. Io prendo una margherita con patatine fritte a parte.
"Oggi è lunedì" (cit. Fjodor).

E comunque
Conoscete qualcuno che possa offrire un lavoro a un giurista biondo esperto in codice civile russo?

MosKor non crede alle lacrime
(E anche questo titolo: fatto!)
Stamane, cauto ottimismo: si è saputo (qui, dove è in preparazione anche un'intervista al direttore pro tempore) che la redazione sta lavorando ancora a pieno ritmo per il prossimo numero.
Poco fa, miracolo: il sito è riapparso, il MosKor vive, lotta e mente per noi. La notizia è ancora quella sensazionale di qualche giorno fa, "Ian Fleming non era una spia ma un donnaiolo", ma diamogli tempo. E pensare che avevo svogliatamente considerato l'ipotesi di uscire da questo poolparty.

Il buco in prima pagina
ХУЙНЯ, f., volg., sciocchezza, cazzata (cf. ХУЙ, volg., pene).
Sul forum di Litprom (sito letterario serio), poi ripreso da vari blog e da Kompromat.ru, è uscita una particolareggiata spiegazione di come sono andate le cose. L'autore è Lev Ryžkov, collaboratore di Litprom e membro della redazione del MosKor, che si è deciso a mettere un po' di puntini sulle i.
Riassumo.
Sì, dice Ryžkov, io lavoro per il MosKor, il giornale che ha pubblicato la bufala. Sono ormai sei mesi che mi occupo della sezione arte e cultura, cioè dalla sua fondazione fino alla fine ingloriosa. Dico subito che questo giornale, che all'inizio era praticamente un foglio pornografico per contenuti e forma, negli ultimi tempi era migliorato molto. Ci lavoravano alcuni giornalisti davvero bravi.
Io della notizia ho saputo per ultimo. Ero in ferie, impegnato a scrivere il mio romanzo: non guardo la televisione, ho dato un'occhiata a internet ma mi sono tenuto ben lontano dal sito del giornale. Sì, avevo letto di Putin e della Kabaeva di sfuggita, e mi ero limitato a pensare "Ben per loro". Ma non avevo seguito il link. Stavo in ferie.
Solo martedì ho saputo come stavano le cose.
Ed eccovi la storia delle nozze di Putin.
Il giornale è un quotidiano. Ha ventiquattro pagine. Ventiquattro pagine da riempire ogni giorno sono tante. Restano sempre dei buchi da riempire, e di solito li si riempie di cazzate, хуйни, cose prese da internet.
Quella sera mi risulta che ci fosse un buco da riempire. E le stelle dello show business non andavano bene, per il semplice fatto che il buco stava proprio all'inizio del giornale, dove vanno le notizie politiche. Capirete che lì non potevano starci i fattacci di Dima Bilan e di Filipp Kirkorov.
Non so come a qualcuno possa venuta l'idea di sposare il presidente con la ginnasta. Sinceramente. Ufficialmente gli autori sono due, ma non è stata una loro pensata.
E comunque è così che è andata: hanno tappato il buco con Putin.
Quando sono tornato al lavoro, la redazione era euforica: "Ci siamo fatti pubblicità! Ci conoscono tutti!"
In effetti il sito registrava accessi da record: diecimila visite al giorno.
All'inizio ero euforico anch'io.
Ma quella sera il capo ha deciso che la storia doveva avere un seguito. Allora ho visto i miei colleghi telefonare all'amministrazione del presidente e alla povera Kabaeva per chiedere commenti sulla bufala. La segretaria della Kabaeva ci ha mandati a fanculo.
Lo sottolineo ancora una volta: ti inventi una cosa falsa e poi telefoni agli interessati per sapere cosa ne pensano.
Per quanto mi riguarda, io ero stato via solo due settimane e al ritorno avevo scoperto che i miei colleghi erano impazziti: avevano cominciato a credere alla bufala che si erano inventati.
Poi però l'euforia è svanita. In redazione sono arrivati dei tizi. Forse erano davvero dell'FSB, non lo so.
Da quel giorno il direttore si è visto sempre meno.
E veniamo al direttore, Grigorij Nechorošev. Età, più o meno cinquant'anni. Alcolismo cronico, schizofrenia cronica. Ricoveri periodici, il cui motivo era noto a tutti. All'inizio di marzo è stato nuovamente ricoverato, sospetto per una riacutizzazione delle crisi. Poco prima aveva tagliato lo stipendio di alcuni giornalisti: diceva che lavoravano male. Una volta dimesso ha ridotto ulteriormente gli stipendi, ha licenziato cinque dipendenti, ha ripreso a bere e poi c'è stato quel delirio su Putin e la Kabaeva. Non è certo che l'abbia inventato lui, ma è certo che l'ha autorizzato.
A me non piace lavare i panni in pubblico. Però ho lavorato per tanti padroni, e mai mi sono imbattuto in tanta stupidità.

Dice Ryžkov, che è pur sempre uno che su Litprom si fa chiamare con il nick LoveWriter: l'opinione del giurista residente a questo punto avrebbe il suo valore, sarete d'accordo con me.
Intanto però avete imparato una nuova parola russa: chujnjà! (iniziale ben aspirata). Vi servirà.
Modi di dire preferiti: Хуйня война, главное манëвры! Chujnjà voinà, glàvnoe manëvry ("la guerra è una cazzata, quello che conta sono le manovre").

E vissero
felici e contenti fino a dopodomani
Ieri nella redazione del mio tabloid preferito è poi scoppiata una rissa tra Ryžkov e Sergej Topol', autore della bufala. I due si incrociano in corridoio. Oh, Leva carissimo, dice Topol'. E giù sberle. Beccati questa, brutto porco. Così. (fonte: Komsomol'skaja Pravda).
Ryžkov licenziato per le rivelazioni di ieri pomeriggio.
Topol' licenziato per la rissa.
Il direttore della Nacionalnaja Media-Kompanija Artemov ha cancellato il suo blog.
E poi, la cosa più grave.
Il proprietario della baracca, Lebedev, ha comunicato che il MosKor diventerà un giornale per persone intelligenti.
Il giurista residente ha ancora un lavoro.
La Kabaeva continuerà a ridacchiare in parlamento, Putin a innamorarsi diplomaticamente di tutte le belle donne russe e italiane e a coltivare amicizie di dubbio gusto, il labrador Connie a correre felice sui prati e la signora Ljudmila a conservare l'aria impassibile di una abituata a cavarsela con sole tre cose (soda caustica, un badile e un fazzoletto di terra appartato). Bisognerà prima o poi fare qualcosa per i denti di Svetlana Medvedeva, ma la perfezione non è di questo mondo.

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lunedì, aprile 14, 2008

Abbiamo vinto (in Nepal)/Post Poolparty, via


(foto Afp)

E con il titolo siamo a posto.

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Canzonaccia poolparty delle 16.04. Se sostituite "heart" con "vote", perfetta.



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Il tomtom
Io e mia moglie stiamo andando a dare il nostro contributo. In questi gg, nel mio piccolo, ho sostenuto il nostro illustre Berlusconi telefonando a parenti ed amici facendo loro ascoltare la voce di Berlusconi pre caricata sul mio tomtom che dice: "siamo arrivati giusto in tempo per le elezioni". Spero di aver dato un segno nella maniera più simpatica. Dai che ce la faremo!! Dalla mia famiglia sono assicurati VOTI 8. Se fosse stato possibile io ne avrei dati un miliardo.

I vecchietti di sinistra
Il mio consuocero si era ben convinto, gli avevo spiegato per bene le cose, e mentre si avviava arzillo alle urne deciso a dare il suo voto a Berlusconi, durante il tragitto tra casa e seggio, è stato avvicinato da un vecchietto che ha sempre cercato di fargli cambiare idea. Non riuscivamo più a torgliercelo di torno: All'uscita dal seggio non ci ha più salutati. Questi sono i vecchietti di sinistra.

Ufi, probabilmente
Presidente Berlusconi, sulla scheda non ho trovato il simbolo di Forza Italia! Cosa e' successo?

Ecco perché mi odiano
CARO SILVIO IN FAMIGLIA MI ODIANO TUTTI PERCHè SON DUE ANNI CHE TI SCRIVO MA NON IMPORTA L'IMPORTANTE è RIPORTARE AL MIO PAESE LA SERENITà E LA LEGALITA NEGATACI DA P

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Tubi!
Intanto, un bell'OT. Fuori l'Austria da South Stream, Gazprom studia una nuova rotta per arrivare in Italia, e cioè passando per la Slovenia. Questo significa allegri tuboni gialli sotto casa. Scusate, vado a spostare il Pando.
Link del Kommersant', in inglese perché oggi sono buona.

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Dal sito di TGCom (grazie Andrea):



(Ma anche no)

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Basta
E comunque almeno basta con la Sinistra Arcobaleno.
Perché, ve lo volevo sempre dire.
Vi ricordate l'inno di Rifondazione? Quello che faceva:

Rifondazione
liberazione
rivoluzione
[lettereameincomprensibili]erà

Rifondazione
liberazione
rivoluzione
[eppuredevessereunverboimportante]erà

Rifondazione
liberazione
rivoluzione
[nnsicpscnczz]erà

Ve lo ricordate?
Perché adesso sono sicura che non c'era, il verbo: era davvero un incastro di lettere a caso.

Comunque quella volta ho poi votato Diliberto. Così, tanto per sicurezza.

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Musica?
Musica.



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Lha gyalo!

Risultato ribaltato nella Repubblica Popolare Cinese, con Uolter al 55,223%!

(Grazie bratello tonii, ti saluto con mia faccia sotto tuoi infradito)



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E per chi oggi si sente un po' moldavo: Invidia! (YouTube)

Guardo negli occhi gli americani
Guardo negli occhi gli inglesi
Guardo negli occhi i francesi e i tedeschi
E guardo anche i giapponesi

Loro guardano nella mia anima
E vedono una cosa sola
Guardano nella mia anima
E sentono una sola cosa
Guardano nella mia anima
E c'è una sola cosa
Sono invidiosi perché non sono moldavi italiani.


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Il dubbio di uno scrutatore



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venerdì, aprile 11, 2008

Il buco con la scheda intorno: PdL flash

PER FAVORIRE IL VOTO DELLE PERSONE ANZIANE DOVREMMO PREPARARE UNA SCHEDA DELLE STESSE DIMENSIONI DI QUELLE ELETTORALI CON UN BUCO IN CORRISPONDENZA DEL NOSTRO SIMBOLO.

[Scusate scusate scusate]

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giovedì, aprile 10, 2008

Mettiamoci una crocetta sopra: The PdL Round-up/2

Sondaggi
Sono stato intervistato da un sondaggio elettorale.Nella lista di partiti che mi hanno elencato per sapere quale avrei votato. IL PDL non era elencato!!!!!!!!!!!

Chi semina anchio raccoglie apostrofi
grazie alla mia professione che mi permette di spostarmi nel centro sud D'Italia, sto seminando anchio affinchè non ci si debba piu umiliare lavorando per pagare le

Tra l'altro
Bisognerà ritoccare anche i libri di storia, tra l'altro!

Moj adres Sovetskij Sojuz
La rai estero, sembra come trasmessa da Mosca.

Gelati
HO PROMESSO DI NON MANGIARE GELATI PER UN MESE SE VINCE BERLUSCONI! E' L'UNICA NOSTRA SALVEZZA.KE CE NE FACCIAMO DI UN PAPPAMOLLE COME VELTRONI?

Mai così
Mai, così in sintonia con Silvio. Specie in queste ultime ore. Grazie.

Esercitazioni
NON 1 SOLO VOTO VA PERSO:distribuiamo i facsimile e insegnamo tecnicamente come votare.ESERCITIAMOCI E FACCIAMO ESERCITARE CHIUNQUE:allenati e vigili STRAVINCEREMO!!!!

Tvb
SALVE SONO DI SILVIO VOLEVO DIRE CHE LA SINISTRA HA ROVINATO L'ITALIA, HAMESSO IN GONOCCHIO NAPOLI CARO SILVIO RALZACI TU FORZA SILVIO TVB

Paniere
Come aiutare ALITALIA? mettendo in moto il turismo con paccetti VOLO-HOTELS loicamente il volo con l'ALITALIA con un buon paniere di prezzi.

Soprattutto

AMICI DEL P.D.L.!IN QUESTI GIORNI SILVIO E' TORNATO IL LEONE CHE TUTTI CONOSCEVAMO ! AIUTIAMOLO E CONTATTIAMO TUTTI GLI EVENTUALI INDECISI, SOPRATTUTTO A ROMA E LAZIO

Bel Mondo
La Cina ci affama e gli integralisti Islamici ci vogliono ammazzare a tutti noi occidentali bel Mondo o ci svegliamo o saranno guai agli imprenditori NO CINA GRAZIE

La Cina ha rotto
la Cina ha rotto ora basta non si può avvallare le nefandezze di una Nazione che affama l'Occidente, fa abortire, fa processi sommari, è la più potente dittatura bast

Lettera
mi ha fatto molto piacere ricevere la lettera del Presidente

Venti anni
per ripare cio ch'èstato distrutto in pochi mesi occorrono venti anni per rimattere e riprndere il progresso votate bene attenti a non sbagliare il simbolo

Slogan
Che ne dite di diffondere q. slogan al fine di evitare l'annullamento di schede elettorali: "Metti la crocetta a Berlusconi"

Controllori puntini puntini
Controllori della Democarzia ... registriamoci come controllori ... perdiamo 2 giorni per controllare che le cose ... vadano bene

Casinò
Cari amici io ho sempre sostenuto e votato Berlusconi. Perchè Silvio non si occupa della apertura di nuovi Casinò , potremmo contare su tanti voti in più Monte.Taor

Abbiamo capito
Presidente, ho ricevuto la Sua lettera, non si preoccupi qui abbiamo capito molto bene come votare!!!A presto Presidente del Consiglio!!!!un abbraccio

Speranzuoli
AVREI PREFERITO VOTARE SOLO L'ON BERLUSCONI.VOGLIO SPERARE CHE POSSA FAR FRONTE AI SUOI ALLEATI CHE LI VEDO COME TANTI SPERANZUOLI E POSSA SALVARCI DA QUESTO DECLINO

Acetilene
nel comune si Sovicille (Siena) i manifesti di uolter son stati saldati con l'acetilene ai cartelloni quelli di Silvio&Lega con lo sputo. KOMPAGNI DEMOCRATICI A CASA

Avvistamenti
UN LEADER CHE ALLA MATTINA è IN UN LUOGO POI VERSO MEZZOGIORNO è IN UN ALTRO POI NEL POMERIGGIO IN UN ALTRO ANCORA PER FINIRE IN BELEZZA VERSO SERA UN NUOVO LUOGO DITE

Donne incinte
per frenare l'immigrazione bisogna dare la cittadinanza x ius sanguinis non x ius solis:altrimenti saremo invasi da donne incinte!

Droga segreta
Ma come fa il nostro grande Presidente ad avere tutta quella carica di energie? Forse la sua droga segreta siamo tutti noi!!! FORZA SILVIO, TI VOGLIAMO TANTO, TANTO BENE!!!

Sguarnito!
nel 2006 ho dato la mia disponibilità per difendere il voto... non sono stata chiamata... il mio seggio era sguarnito!

La sega a denti grossi
caro presidente: siamo alle ultime battute tiri fuori la sega con i denti grossi e tagli di brutto certi personaggi indigesti.

Arrivano, i ns?
Per strada,negli uffici,alla metro,ecc. si vedono solo attivisti del Pd che distribuiscono volantini elettorali.Ma i ns dove sono finiti???????????????????????

In banconote da piccolo taglio
ZIOSILVIO SONO UN PICCOLO IMPREN. DELSUD, AL TUO RICHIAMO SU ALITALIA SONO DISPOSTO A INVES UNA SOMMA € 200,00 SE LO FARANNO UN PO TUTTI ALIT RESTA ITALIANA VIVA L'I

Triste
Questa sera Silvio Berlusconi è ha Pescara ed io sono triste perchè non posso andare mi dispiace tanto

La minaccia fantasma
A Savona c'ero anch'io:SILVIO insuperabile,ringrazio le forze dell'ordine per aver stoppato i comunisti senza che noi ci accorgessimo della loro presenza minacciosa

Stringevono
NON SI TRATTA CON COLORO CHE I PATTI LE STRIGEVONO CON IL KGB

I brasiliani
sconfitta del nazi-fascismo… noi siamo stati liberati dagli americani, inglesi, brasiliani, …caro Veltroni…al quale porgo l’invito a riflettere sul come mai, a 60

Camperisti
CAMPERISTI DI TUTTITALIA NON SEGUITE LE INDICAZIONI DELLE LETTERE INVIATE AI CITTADINI PER INCITARLI A VOTARE PER LA PARTE POLITICA DEI SOLITI COMUNISTI CAMUFFATI IN A

Non siamo polacchi
Spero che Berlusconi non vada a Pechino.Ma mi illudo.Non siamo polacchi,noi.

4 punti
1. VELTRONI = PRODI 2. VELTRONI: tasse, immigrati, comunisti, Cina. 3. Vigilare nei seggi 4. Far votare TUTTI I NOSTRI

La gente sono stanchi
Spoglio elettorale: é vero, tutte le schede votate venivano rovesciate su un tavolone e tutti i membri della commissione vi mettevono mano.Sono stanchi e hanno fretta

Tenerife
Attenzione, molti miei amici italiani, residenti a Tenerife, non hanno ricevuto il plico per votaredal Consolato di Madrid, hanno reclamato, ma è la seconda volta ch

Poche ore
UN RAPPRESENTANTE DI LISTA DELLE SCORSE ELEZIONI. CHI VUOLE FARLO NON NECESSITA' PRESENZA SEGGIO CONTINUO, + IMPORTANTE PRESENZA SCRUTINIO. POCHE ORE.

Come mai
Come mai nella rassegna stampa del TG 5 mattina leggono solo un titolo del Giornale, non presentano quasi mai Libero, mentre danno ampio spazio ai titoli contro il PDL

Voglio ànchio
Ho visto il bellissimo braccialetto usb del partito delle libertà..come fare per ottenerlo?

La gente sono pecora
nn lo nascondo, queste sono elezioni che mi fanno paura. la maggiorparte della gente è così pecora! Nn ragiona e si fa abbindolare da 1 specchietto! Sono con te, SILVI

Imbocca
carissimo Silvio, mi imbarazza darti del tu visto il grande varco di età che ci divide...sono una ragazza di 18 anni, volevo darti un grosso "imbocca" al lupo per queste elezioni...non smetto di credere nel tuo coraggio e nella forza di noi elettori di destra... spero un giorno di poter entrare in politica, seguendo i tuoi valori e le tue idee progressiste, liberali, concrete. con affetto sincero e sentito ADRIANA 90

Atytenti
ATTENZIONE A SAN GIUSEPPE VESUVIANO PROVINCIA DI NAPOLI (80047) NON C'è NESSUNO CHE PROTEGGE I NOSTRI VOTO MUOVIAMO CI ATYTENZIONEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

La serpe nel doppiopetto
Si vede che la riconoscenza non è di questo mondo, la peggiore serpe che ci ritroviamo è pure Socio del PPE, ma serpe rimane. Cosa gli ha fatto di male il Presidente .

Silvio, inventa
IN PIEMONTE MOLTI ELETTORI CHE IN PASSATO HANNO VOTATO PER FI VOTERANNO LEGA SILVIO INVENTATI QUALCOSA

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martedì, aprile 08, 2008

We Demand a Reprint: The PdL Round-up

[Dal Muro Parlante a Spazio Azzurro, ovvero la Grande Ricaduta del Capo Capone]

Mano ferma
Ho guardato bene le schede sul sito di FI, è sono veramente orribili. Se mi davano 100 Euro gliele disegnavo io con Power point e venivano meglio. Sono appicicate, non sono ben centrate nel foglio. Andavano messe in verticale, visto che non si scrivono le preferenze Penso che per votare bisognerà disegnare una croce piuttosto verticale in modo da non andavare ad invadere il simbolo vicino. Ci vorrà mano ferma e occhio da cecchino.

Va ridetto
SARA' STATO GIA' DETTO, MA VA RIDETTO: VOTARE UNA SCHEDA PER VOLTA.UNA VOLTA RICHIUSA,APRIRE L'ALTRA SCHEDA,VOTARE E RICHIUDERLA.NON SOVRAPPORRE MAI LE SCHEDE.

Pochi, grandi e chiari
Io ho già votato! e bene!!!!! le nostre schede non sono confuse come quelle in Italia e non dovrebbero creare problemi. I simboli sono pochi, grandi e chiari.

Nelle porte delle aule
ATTACCARE NELLE PORTE DELLE AULE LE SPIEGAZIONI PER VOTARE REGOLARMENTE è NECESSARIO AIUTARE PIù POSSIBILE I CITTADINI CHE DEVONO SEGNARE I SIMBOLI IN MODO CORRETTO PE

Pettorine
per le ELEZIONI POLITICHE se non èpossibile cambiare LE SCHEDE ELETTORALI date in dotazione ai rappresentanti dei partiti delle pettorine da indossare con indicato do

A posta
Caro presidente silvio Berlusconi io penso che i sinistrini lo fanno a posta a taroccare le schede elettorali Perche vogliono far andare avanti i partitini

Timbro
X EVITARE MALINTESI, SU OGNI SHEDA BIANCA O IN QUELLE NON USATE METTERE UN TIMBRO ALL'INTERNO CHE LE ANNULLI

Tutti e bene
DOBBIAMO VOTARE TUTTI E BENE NON SOVRAPPORRE LE SCHEDE CROCE ENTRO IL SIMBOLO NO SCHEDE BIANCHE SONO A RISCHIO RIEMPIMENTO COMPATTI PER IL PDL

Non uscite dal quadrato
Per chi non avesse ancora capito, la croce deve consistere in due rette equivalenti alle diagonali del quadrato in cui è inserito il simbolo. Non uscite dal quadrato.

Il centro della croce
E' il centro della croce che conta quando si marca il simbolo del partito alle elezioni! Se un tratto straborda (meglio di no) non comporta annullamento.

Debordare è lecito
Se un segno deborda,non mette in discussione la chiara volontà dell'elettore.L'annullamento sarebbe contrario alla legge.I rappresentanti di lista non lo permettano!

Vale il centro
Va inviata subito ai Presidenti dei seggi una circolare che, in caso di segno debordante il simbolo, vale il centro della croce come volontà espressa dall'elettore.

La circolare
Insisto sull'esigenza d'invio di una chiara circolare del Ministero degli Interni ai Presidenti di seggio; se non dovesse essere emessa sarebbe il caos interpretativ

Mai
Avviso ai rappresentanti di lista presenziare i seggi ricorrere ai turni x andare a pranzo MAI lasciare da soli loro xkè invalidano voti buoni e validano schede bianch

Tutti uguali
In effetti la scheda elettorale non è un granchè, con tutti questi simboli tutti uguali... non si poteva fare quello del PDL più grande?

Una sola
ATTENZIONE ! MI RACCOMANDO,UNA CROCE SOLA (PDL) SU UNICO SIMBOLO E CHE NON ESCA DAL QUADRATINO!X LORO OGNI SCUSA PER ANNULLAMENTO è BUONA! VINCEREMO!!!!

Bella marcata
ragazzi un solo segno, una sola croce bella marcata cosi' non possono contaffarla. non dobbiamo farci fregare un'altra volta

Tipo
PRESIDENTE HO VISTO IN TV UN PROGRAMMA DOVE MOSTRAVANO COME VENIVANO EFFETTUATI I BROGLI,TIPO PUNTA DI MATITA INSERITA NELL'UNGHIA O DITA SPORCHE DI ROSSETTO ECC

È un paese per vecchi
I NOSTRI VECCHI SONO + SVEGLI DEI LORO, IMPORTANTE SONO I RAPPRESENTANTI SEGGIO, PER ANNULLARE SE ERRORE, ANCHE LORO VOTI.

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giovedì, aprile 03, 2008

Uomini e isotopi (il titolo che mi mancava)

Eravamo rimasti che stava dappertutto: nel tè, nella tazzina, nella teiera, nella lavastoviglie, addosso ai camerieri, in un sushi bar di Soho, in un locale di lap-dance, in quattro alberghi, in un ristorante di Mayfair, su tre aerei, nelle sedi di due società, nell'ufficio di Berezovskij, in varie auto, in uno stadio, ad Amburgo e perfino a casa di una suocera.
Neva bin lonli.

È lui, il polonio-210: quello che aveva un'emivita spericolata di 138 giorni circa e tutti se li è goduti.

Eravamo anche rimasti che la Gran Bretagna aveva chiesto l'estradizione del suo sospettato numero uno, Andrej Lugovoj, e Mosca aveva risposto che la Costituzione russa non consente l'estradizione. E poi reciproche espulsioni, colpi bassi, deterioramento delle relazioni tra i due paesi: quelle diplomatiche, perché come dice Medvedev gli affari vanno bene. (Lo dice qui, in questa intervista lunga lunga; dove a proposito della chiusura delle sedi del British Council in Russia aggiunge: "Non c'è nulla di sorprendente, perché questi tipi di organizzazioni sono tradizionalmente usati per la raccolta di informazioni". Bella la nostra diagonale del potere santa).

Ma.
Questa famosa richiesta di estradizione, su quali prove si basava?
Referto dell'autopsia, analisi di laboratorio, impronte digitali, video di sorveglianza?
Cosa hanno fornito i britannici ai russi che potesse convincerli a chiudere un occhio sulla violazione della Costituzione (come lasciò intendere l'ambasciatore britannico a Mosca Brenton)?
E soprattutto, cosa non hanno fornito?
E perché? Solo per non bruciare fonti dei servizi segreti?

Con i giornalisti dei paesi del G8, il 4 giugno scorso, Putin affrontò la questione con la consueta morbidezza:

"E ora parliamo della richiesta di estradizione vera e propria. Ho sentimenti molto contrastanti al proposito. Se le persone che hanno mandato questa richiesta non sapevano che la Costituzione russa proibisce l'estradizione di cittadini russi in paesi stranieri, bisogna certamente interrogarsi sul loro grado di competenza. Generalmente chi lavora a questi livelli dovrebbe sapere queste cose. Se non le sa, il suo posto non è ai vertici delle autorità giudiziarie ma da qualche altra parte. Al parlamento, per esempio, o nel giornalismo. Se invece chi ha fatto la richiesta era al corrente di questo, allora si tratta semplicemente di una mossa propagandistica. [...]
Se non lo sapevano sono incompetenti e allora abbiamo seri dubbi su quello che possono aver combinato. E se lo sapevano e l'hanno fatto lo stesso, è pura politica. Entrambe le opzioni sono negative".

Bene.
State pensando che ormai il caso si trova in una situazione di stallo, che non sarà mai possibile sapere cos'avevano in mano i britannici e che non conosceremo mai la verità, e insomma cosa voglio da voi.
Vero.

C'è però un giornalista americano piuttosto bravo e tenace, Edward Jay Epstein, che non si capacitava proprio. Dopo mesi di ricerche è andato a Mosca e ha chiesto di vedere i documenti con cui i britannici avevano motivato la richiesta di estradizione.
I russi hanno accettato, e lui ha scoperto varie cose molto interessanti. Per esempio, che mancavano il referto autoptico, le foto del cadavere, i dati sui livelli di radiazione, eventuali impronte digitali, i video delle telecamere di sorveglianza.

Il 19 marzo scorso sul New York Sun è uscito un articolo in cui Epstein ricostruisce la vicenda Litvinenko (sintetizzandola con molta precisione) e soprattutto parla delle famose prove presentate (o meglio omesse) dalla Gran Bretagna e ne trae delle conclusioni molto interessanti.
Pare che non ne sia parlato moltissimo: eppure, parola di Agente Betullina, è finora quanto di più utile, nuovo e fondato sia mai capitato di leggere su questo caso.

Epstein è tra i pochi a soffermarsi sul proverbiale elefante nella stanza, quello messo in ombra dal plot bondesco: il polonio-210, che era sì ovunque ma che però tra le altre cose potrebbe stare nell'innesco di una bomba nucleare.
Se trovate* un isotopo radioattivo anche abbastanza raro ed enormemente costoso nel corpo di un tizio, la prima cosa che pensate è "il primo caso noto di terrorismo nucleare perpetrato contro un singolo", come scrisse il New Yorker?
Non è che vi chiedete cosa ci faceva a Londra, a parte la bella emivita? Chi l'ha prodotto? Chi l'ha portato lì? Perché? Insomma, le solite domande da vecchia scuola di giornalismo: "chi", "dove", come", "quando", "perché", e "ma questo a te chi te l'ha detto?".

L'avrò tradotto, l'articolo del signor Epstein, no?
Mica starò qua a contarmi gli isotopi.
Lo spettro che aleggia sul caso Litvinenko, di Edward Jay Epstein.

*Prima indossate una tutina integrale, però. Eh, lo so che vi ingoffa.

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Girovita

"Pubblicità cretina dell'Activia alla tele. Una tipa giovane dice che il girovita le è aumentato di due misure, e allora le consigliano di prendere l'Activia. Mia moglie, a mezza voce, rivolta al televisore: 'compra un test, scema!' Così adesso me ne sto seduto qua e penso: ma a casa mi dicono tutto?"

Fonte: bash.org.ru

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mercoledì, aprile 02, 2008

VVP, DAM e la diagonale

Un giorno Vladimir Vladimirovič™ Putin e l'eletto ma non ancora in carica presidente della Federazione Russa Dmitrij Anatol'evič Medvedev sedevano sul tetto del Cremlino, guardavano la Piazza Rossa e facevano piani per il futuro.
- Adesso che divento presidente, - disse Dmitrij Anatol'evič, - Compro un pullmino, mi faccio fare un bel completo cangiante, e... a Soči!
- Ma quale Soči? - si stupì Vladimir Vladimirovič™, - Tu devi pensare al paese! A Soči adesso ci vado io.
- Pensare al paese, bisogna, - sospirò Dmitrij Anatol'evič, guardando finanche con un pizzico d'odio i turisti giapponesi che passeggiavano per la Piazza Rossa, - Anzi, pensavo: come farmi ricordare, come entrare nella secolare storia della Russia?
- E cosa ti saresti inventato, sentiamo? - sorrise Vladimir Vladimirovič™, accarezzando con gli occhi il suo successore.
- Allora, senti qua, - rispose Dmitrij Anatol'evič, - Tu sei passato alla storia per aver costruito la verticale del potere. E io invece ho deciso che costruirò la diagonale del potere!
- La diagonale? - si stupì Vladimir Vladimirovič™, - Quale diagonale?
- Questa qui, - disse Dmitrij Anatol'evič tracciando nell'aria una linea obliqua con un gesto deciso delle braccia.
- E perché? - Vladimir Vladimirovič™ non capiva, - Se esiste già la verticale.
- La verticale è instabile, - spiegò Dmitrij Anatol'evič, - bisogna puntellarla con qualcosa. Ci penserà la mia diagonale.
- Sei tu che sei instabile... - bofonchiò pensoso Vladimir Vladimirovič™, guardando attentamente Dmitrij Anatol'evič, - Vuole puntellare, lui... con la diagonale... No, mio caro, non devi costruire nessuna diagonale.
- E allora cosa posso costruire? - Dmitrij Anatol'evič era confuso.
- Ma è chiaro, - rispose Vladimir Vladimirovič™, strizzando gli occhi al sole, - Una parallela, devi costruire. La parallela del potere.
E Vladimir Vladimirovič™ fece un gran sorriso.

Originale: vladimir.vladimirovich.ru

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martedì, aprile 01, 2008

Il Febbrone Maltese

- Come sta F.?
- Male, ha ancora la febbre a quaranta!
- Ma sono sette giorni!
- Non mi dire, sono disperata.
- La guardia medica l'ha visitato?
- Sì, io però in quel momento ero a fare la spesa.
- Ma F. cosa ti ha detto?
- Che il tizio ha una Mercedes spider!
- Tipico suo. E?
- "Continuare con tachipirina".
- Boh.
- Cosa sarà?
- Non lo so.
- Polmonite? Blocco renale? Mononucleosi?
- Ma no!
- Morbo del legionario? Qualcosa di subdolo?
- Ha sudato e preso freddo, c'era una bufera di neve.
- Allora polmonite. Me lo ospedalizzano?
- No. Stai tranquilla, adesso arriva il medico e sentiamo.
- Come sta, coso?
- Non benissimo, ultimamente. Dice che si fa sentire.
- Digli che se vuole tra due ore mi trova sul Rilke. Io sono quella con la pietra al collo.

Un'ora dopo.
- Tonsillite, dice il medico.
- Oh, bene. Che spavento. Ormai ci mancava solo la peste e l'aviaria con salto di specie.
- Mia madre se n'era uscita con la febbre maltese. Cazzo è la febbre maltese?
- Qua c'è scritto che è una malattia che colpisce soprattutto il bestiame.
- Beh.
- E chi vive accanto al bestiame.
- Allora no.
- Non credo che basti una visita al museo di storia naturale.
- No.
- Se vuoi bombardiamo Malta.
- Ma no, grazie, lascia stare.
- Bene. Niente Rilke per oggi?
- Niente Rilke, devo vivere per assisterlo. Ah, dì a coso.
- Eh.
- Che "mi faccio sentire" lo dice anche il mio dentista, e poi non si fa sentire mai.

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