martedì, settembre 16, 2008

War Nerd: La Georgia e i falchi americani da salotto

[Questo lo postiamo di qua, un po' perché il War Nerd è il War Nerd, e un po' perché c'entra con il post precedente e i relativi commenti. Insomma, di sprizzamenti by proxy si parla].

War Nerd: La Georgia e i falchi americani da salotto

di Gary Brecher

Adesso non vorrei proprio essere nei panni della Georgia, tanti sono i cosiddetti esperti americani che fanno progetti per i georgiani e concepiscono piani brillanti per spedirli in guerra contro i russi. “Ecco cosa dovreste fare...” Sembra di sentire le chiacchiere da bar di un ubriaco che tenta di convincere un pivellino di 45 chili a battersi nuovamente con l'energumeno che l'ha appena messo al tappeto. Guarda caso non hanno molta voglia di provare queste teorie sulla propria pelle.

Questi falchi da salotto hanno cominciato presto. Il 16 agosto, a una settimana dall'inizio dei combattimenti tra Russia e Georgia, la rivista neocon Weekly Standard pubblicava un cinguettante articolo che elencava tutte le armi che potevamo spedire ai georgiani per aiutarli a combattere una bella, lunga e sanguinosa guerriglia.

Era tutta roba classica alla Tom Clancy, basata sull'idea che le guerre si fanno con la roba, non con le persone. Questa gente non vuole guardare in faccia la realtà che per la guerriglia l'arma fondamentale, la sola che conti, è la gente. E che cominciare una guerriglia significa condannare la maggioranza delle persone che conosci a una gran brutta morte.

Adesso abbiamo Sarah Palin, la mamma cecchina che tutti amano, che si offre volontaria per fare la guerra alla Russia per l'Ossezia del Sud.
Per quanto ne so io, la Palin non ha mica intenzione di andare in guerra di persona. A lei piacciono i bersagli che non ti sparano addosso, tipo gli alci. Ma ecco cosa hanno in comune tutti questi allegri volontari: nessuno di loro andrà davvero lì a combattere i russi, e per quanto ne so nessuno ha mai nemmeno pensato di chiedere ai poveri georgiani che ne pensano dell'inferno di una possibile guerriglia. Tutto ciò che volevano i georgiani era entrare nella NATO, fare un po' di soldi e magari comprarsi un'auto usata. Sono come quei tizi che entrano nell'esercito per beccarsi una borsa di studio e si ritrovano al fronte: solo che loro nella NATO non ci sono neanche entrati. Li offriamo volontari, li sacrifichiamo senza neanche averli fatti entrare nel club.

La dimostrazione più folle d'entusiasmo belligerante sta in un articolo di DoD buzz scritto da Greg Grant, che cita una fonte anonima del Dipartimento della Difesa ansiosa di trasformare i georgiani in novelli Hezbollah. L'anonimo guerrafondaio di Greg è stato ripreso con fin troppo entusiasmo da Noah Schachtman, che scrive per una cosiddetta rubrica di guerra chiamata “The Danger Room” su Wired. Il suo articolo,“La Georgia come l'Hezbollah del Mar Nero?” sembra sottintendere una risposta favorevole: “Ma chiaro! E vai!”. Domanda sbagliata, risposta decisamente sbagliata. Sono sicuro che se lo chiedessimo ai georgiani loro strillerebbero: “Agh! No! Non vogliamo vivere come gli Hezbollah, rintanati nelle nostre casupole sotto i continui bombardamenti, ad allevare bambini senza altre prospettive che non siano il martirio!” Ma i neocon non l'hanno chiesto, ai georgiani. Tranquilli nei loro salotti, pensano che sarebbe perfetto se la Georgia, un paese piccolo, poco bellicoso e molto classe media, cercasse di imitare gli sciiti libanesi che compongono le squadre suicide di Hezbollah. La cosa più strana di questi articoli è che trasudano ammirazione per Hezbollah. È stranino scoprire che questi guru della difesa americani tutto a un tratto si mettono a fare i complimenti a Hezbollah. Io ho lodato il braccio militare di Hezbollah per anni e ne ho ricevuto in cambio solo un sacco di insulti.

Quando Israele ed Hezbollah si sono scontrati nel 2006, tutti gli esperti militari assicuravano all'America che Israele avrebbe presto cacciato Hezbollah dal Libano del Sud. Neanche per sogno, dicevo io, e adesso, senza neanche ammettere che loro avevano torto e io ragione, hanno cambiato idea. Adesso adorano Hezbollah, vogliono che i nostri poveri alleati georgiani imitino Hezbollah.
Ma questi Rambo della domenica non capiscono. Non si può prendere un georgiano pacifico, classe media, e trasformarlo in un guerrigliero Hezbollah. Bisogna cominciare con il giusto tipo di persone, perché la guerriglia – sono costretto a ripetermi – è fatta di persone. La guerriglia non è fatta di aggeggini tecnologici, o di astute strategie. Non è un episodio di McGyver. La guerriglia significa essere disposti ad accettare un livello di sofferenza e di morte che l'americano medio non riesce neanche a immaginare. E che non immaginerà mai. Ecco quello che ci vuole. Ecco perché sapevo che gli Hezbollah avrebbero vinto la guerra del 2006 contro Israele: perché sono passati attraverso decenni di sofferenza, di bombe a grappoli che piovevano sui loro poveri villaggi, di bombardamenti conto terzi dell'Esercito del Libano del Sud, e attraverso tutto questo Hezbollah ha svolto il lavoro lento e noioso di organizzare gli sciiti, di fornire i servizi di base, soffrendo con loro e preparandoli al combattimento finale. È questo che crea un buon esercito di guerriglieri: povertà e sofferenza incanalate in un'organizzazione di stampo paramilitare. È questo che ha permesso agli sciiti di cacciare gli israeliani dal Libano e poi combatterli fino a condurli allo stallo quando hanno cercato di ritornarvi nel 2006: il fatto che avevano vissuto duramente, nella povertà e nella disperazione per tanto tempo, e che quella sofferenza li aveva resi pronti a morire. È questa la parte meno divertente ed eccitante della guerriglia: i guerriglieri subiscono un numero di perdite tanto ma tanto maggiore degli eserciti che li combattono.

E non si tratta solo delle morti tremende: sono gli anni di disperazione che conducono a quelle morti. Forse questi guerrafondai che vogliono che i georgiani si mettano a fare la guerriglia dovrebbero fermarsi un momento a immaginare cosa significhi attraversare quell'inferno. Cominciamo con roba relativamente all'acqua di rose. Se sei una famiglia che vive in una comunità di insorti, la prima cosa di cui ti accorgi è che non hai più l'elettricità né l'acqua corrente. È pratica comune della contro-insorgenza bombardare le fonti d'acqua e di elettricità. Di solito quando leggiamo i giornali saltiamo questa parte per passare alle cose più “serie”, tipo il numero di vittime. Me non è una cosa poi così stupida, se hai provato a vivere senza acqua né elettricità, soprattutto quando cerchi di prenderti cura dei bambini. Non bombardano la centrale elettrica per caso, o perché sono cattivi. È pratica comune della contro-insorgenza rendere la vita intollerabile ai civili che appoggiano la guerriglia. Il nemico peggiora le tue sofferenze, giorno dopo giorno, tagliandoti i rifornimenti di farmaci, l'elettricità e l'acqua, colpendo con l'artiglieria o gli attacchi aerei chiunque si avventuri a uscire per procurarsi un pezzo di pane. Poi arrivano i rapimenti, le rappresaglie, i massacri. Ancora una volta non si tratta di “atrocità” casuali, ma di pratica militare comune. Le cifre della guerriglia dicono che per ogni soldato ucciso i guerriglieri possono aspettarsi di perdere dieci persone della loro comunità. Ma è una stima per difetto. Può salire di molto. È molto più facile ammazzare i civili che appoggiano i guerriglieri che catturare questi ultimi. È così che i britannici hanno convinto i boeri a negoziare: non potendo prendere i guerriglieri hanno messo la popolazione civile boera nei campi di concentramento a morire di tutte le malattie africane che passavano di lì. Ha funzionato proprio bene: il 25% dell'intera popolazione boera è morto e i guerriglieri boeri nel veldt sono impazziti dal dolore e hanno rinunciato a combattere; e militarmente stavano vincendo. Pensate a tutti quelli che conoscete, alla vostra famiglia, e fate una croce su un quarto delle loro foto nel vostro piccolo album di famiglia.

Questo è il prezzo che la Georgia pagherebbe se fosse tanto stupida da dare retta a Wired. È pura, macabra aritmetica: dimensioni della popolazione civile che appoggia la guerriglia, suo tasso demografico, dimensioni e tasso demografico del nemico. Sotto questo punto di vista per la Georgia si mette malissimo. In Russia ci sono più di 140 milioni di persone e Mosca non ha problemi a reclutare mercenari, kontraktniki. L'hanno fatto così bene in Cecenia che sono riusciti ad ammazzare quasi la metà dei maschi ceceni in età militare. Sono cose che riescono bene con le popolazioni piccole. Lo abbiamo fatto noi per interposta persona nel Salvador, un bel paese di piccole dimensioni, ed è quello che farebbero i russi in Georgia se i georgiani fossero davvero così stupidi da mettersi a girare un remake di Alba Rossa con loro.

Ecco cosa significherebbero i sogni degli ammiratori americani di Hezbollah per un civile georgiano in una rivolta anti-russa: ti sfondano la porta alle 3 del mattino e ti entra in casa una squadra di mercenari che sparano a tutto spiano. Se tu e i tuoi familiari non morite già nei vostri letti è perché ai kontraktniki servite in qualche modo vivi. I possibili usi sono lo stupro di gruppo nel caso delle donne e delle ragazzine, il ricatto se in casa girano un po' di soldi e l'interrogatorio se siete stati abbastanza sfortunati da crescere con qualche esponente della guerriglia. A loro non importa se sei pacifista, se hai passato la vita a scansare le teste calde. Ti tortureranno comunque, e che parli o no alla fine ti uccideranno, il più delle volte aiutandosi con i trapani o la benzina, perché anche questa è pratica comune della contro-insorgenza. E anche quando sei morto non hanno finito. Il mattino dopo scaricano il tuo cadavere nel fango davanti a casa tua, così tua madre e tua sorella possono vedere esattamente quello che ti hanno fatto. Gli Hezbollah sono stati in grado di resistere alle sofferenze della guerriglia per tante ragioni, ma nessuna di queste si applica alla Georgia. I sostenitori di Hezbollah sono musulmani sciiti ridotti in povertà, capaci di martirio, privi di tutto, e con un tasso demografico molto alto. Può suonare brutale, ma un tasso demografico molto alto è fondamentale per la guerriglia, per la semplice ragione che saranno in tanti a essere massacrati: decine dei tuoi per ogni soldato nemico ucciso dai guerriglieri.
Il tasso demografico georgiano è molto basso, 10,87 per mille. Poco meglio di quello tedesco (9,35) e circa la metà di quello libanese, e la popolazione sciita ha un tasso molto più alto rispetto a quello del Libano in generale. I ceceni sono un'altra popolazione con un alto tasso demografico, il più alto tra i popoli dell'ex Unione Sovietica. Ma contano anche le dimensioni totali della popolazione. La popolazione cecena è abbastanza piccola da consentire che i russi si limitassero semplicemente a uccidere la maggior parte dei giovani maschi pronti a combatterli: perché ci sono (o c'erano) circa 1,5 milioni di ceceni. Anche la Georgia è un paese molto piccolo, con una popolazione totale di 4,6 milioni di persone. I georgiani non sono quel genere di comunità povera e disperata che può sostenere una guerriglia. I georgiani sono stati sempre buoni imprenditori. Volevano solo entrare nella NATO e avere una vita dignitosa, e non certo passare quello che hanno passato gli sciiti o i ceceni. Non sono abbastanza disperati, giovani o folli per una guerriglia, ed è una fortuna.

Mi sono chiesto perché i cosiddetti “esperti” non comprendano quale inferno sia la guerriglia. Penso che uno dei motivi sia il fatto che consideriamo la rivoluzione americana come un esempio classico di guerriglia. Be', non è un esempio classico. È stata la semi-guerriglia più pulita della storia. Fatta eccezione per il sanguinario Tarleton [Banastre Tarleton, uomo politico e ufficiale britannico noto per la sua spietatezza, responsabile del massacro di Waxhaw e soprannominato dai rivoluzionari americani “Ban il sanguinario” o “Il macellaio”, N.d.T.] i britannici combatterono in modo relativamente pulito contro di noi, per la semplice ragione che i ribelli erano protestanti anglofoni bianchi al cui fianco le giubbe rosse avevano ballato fino a pochi mesi prima. Non è così che gli eserciti combattono gli insorti. Chiedetelo ai kikuyu, o ai boeri, perfino agli scozzesi. Nella guerra civile inglese entrambe le parti si batterono con una certa correttezza finché si trattò di inglesi contro inglesi, ma quando l'esercito di Cromwell si diresse a nord per soffocare la ribellione scozzese i prigionieri furono molto pochi. E quando gli inglesi passarono in Irlanda, be', questo scommetto che non volete neanche saperlo.

I russi, cioè il nemico contro i quale questi guerriglieri da salotto vogliono scagliare i georgiani, non si fanno troppi problemi neppure quando si tratta di massacrare la loro gente, figuriamoci civili insorti di un paese straniero. Si dovrebbe pensare che sia ormai un fatto noto, dopo quello che è accaduto in Cecenia per 14 anni. I ceceni hanno dichiarato almeno 100.000 morti nella sola prima guerra cecena. Nessuno sa per certo quanti siano i morti della seconda guerra cecena. Però sappiamo che sono morti in modi orribili, perché questa è stata una guerra tra squadre della morte, squadre della morte russe e cecene alla ricerca di chiunque si ritenesse schierato da una parte o dall'altra. Queste persone sono state prese, sono morte in modo spaventoso, e poi non sono mai state trovate oppure sono state gettate dove i loro familiari potevano trovarle, per il semplice orrore che poteva derivarne. E poi ci sono le sofferenze dei sopravvissuti. Lo stupro è una strategia fondamentale in questo tipo di guerra, come incendiare le case e cacciare la popolazione civile dalle proprie abitazioni. Almeno un terzo della popolazione cecena ha dovuto scappare di casa almeno una volta. Dopo anni di guerra contro i russi i maschi ceceni in età militare sono così pochi che gli insorti hanno dovuto rinunciare alle norme islamiche e lasciare che le vedove si offrissero volontarie per missioni suicide, come il gruppo che ha occupato il teatro di Mosca nel 2002. Quando una “vedova di guerra” è pronta a prendere un teatro di Mosca e a sistemare bombe accanto alle uscite ha visto molto più della morte del marito. È passata attraverso esperienze che non riusciamo nemmeno a immaginare. Anzi, i tizi come questi cosiddetti esperti di Wired sembrano mettercela tutta per cercare di non immaginare cosa succederebbe ai georgiani se seguissero i loro consigli. Ci si diverte molto di più, suppongo, sforzandosi di non pensare troppo a ciò che si pretende da queste persone.

Originale: alternet

Articolo originale pubblicato il 13 settembre 2008

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Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e fonte.

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