domenica, gennaio 07, 2007

Di reggiseni, pallottole e cattiva pubblicità

Probabilmente avrete letto la notizia sui siti e sui quotidiani italiani. Ecco come l'ha riportata Repubblica nella sezione Esteri: "Una donna a San Pietroburgo è stata salvata dalla spallina del reggiseno. Debbie Bingham, 46 anni, residente ad Atlanta, si trovava nella città russa in visita presso alcuni parenti. Nel giorno di San Silvestro è stata colpita da un proiettile, sparato probabilmente per festeggiare il nuovo anno, che ha raggiunto la sua spalla sinistra: il proiettile è stato tuttavia rallentato dalla spallina del reggiseno".
Mh, San Pietroburgo: criminalità, città natale del losco agente del KGB Putin, pallottole vaganti. La povera turista americana in visita da parenti. Il miracolo.
Il primo sospetto è nato quando mi sono resa conto che della notizia non si parlava neanche di sfuggita sui giornali e sui siti russi. Per citare Bill Watterson, i finesettimana non contano se non li passi facendo qualcosa di completamente inutile: questa sera, in un momento d'ozio, mi è venuto in mente di digitare in russo la query "reggiseno+turista+Pietroburgo" nella sezione novosti di Jandex. Nulla. Ho provato su Rambler. Nulla.
A questo punto ho cercato "Debbie Bingham" su Google News. Signori, sveglia: è successo a St. Petersburg, Florida. Ecco la notizia su CNN International.

Update: oggi Repubblica.it ha pubblicato la versione corretta.
Questa invece è quella che ha fatto incavolare noi pietroburghesi dentro.

Sapete qual è l'ironia? Che lo scorso dicembre Pietroburgo ha lanciato la sua prima massiccia campagna di promozione turistica diretta al mercato straniero. Lo slogan è: "No bears, just beauties" (Niente orsi, solo bellezze). I manifesti raffigurano un orso bruno sullo sfondo dei luoghi degni di visita della città, e recano la scritta "Pensavate che fosse così, San Pietroburgo?". Secondo gli esperti di marketing un milione di euro per promuovere l'immagine turistica di Piter in Europa è poca cosa, e forse i problemi della città sono altri: scarsità di informazioni, indicazioni stradali e toponomastica in cirillico, alberghi e voli troppo costosi. A questo, però, aggiungiamo pure i pregiudizi alimentati dalla stampa straniera frettolosa e un po' becera. Pensavate che fosse così, San Pietroburgo?

Tutto questo ci insegna che:
1. se si fosse chiamata ancora Leningrado, il problema non si sarebbe posto;
2. meglio evitare la Florida, a San Silvestro, o portare il reggiseno (imbottito, teflonato, quinta misura);
3. gli orsi non cammineranno per le strade della città, ma non possiamo negare che siano delle bellezze.

E dalla vostra Agente Betullina per questa sera è tutto. Se conosco una certa persona, in settimana a Repubblica arriva una bella vibromail di protesta.

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