venerdì, giugno 30, 2006

Prepartita

– Ciao mamma.
– Oh ciao stiamo guardando Germania-Argentina.
– Ecco appunto: come sta andando?
– Supplementari.
– Ah.
– Comunque l'arbitro sta da quella parte là.

Al momento: toniometro 75%, gattusometro 95%.

mercoledì, giugno 28, 2006

Mirumir LE/Ometti barbuti sempre piaciuti

1. Eddie ha ragione: "scuro, barba folta, impegnato nello sterminio di agnelli come propaganda anticristiana": Bruno era inconfondibilmente il braccio destro numero 54. Esperto in jihad valligiana, dicono gli esperti.

2. Bipedi astenersi. È sanguinario, veste il turbante nero più elegantemente del Mullah Omar, sa usare la mitragliatrice meglio di Big Al, è più fotogenico di Bin Laden, è un ciclotimico non da poco ("Per un po' può essere di buon umore, improvvisamente si incupisce e resta così per ore") e apparentemente una gamba gli basta e gli avanza. È il Mullah Dadullah Akhund, mi permetto di tenerlo d'occhio.

3. Dr Omar is in tha house. Il Mullah si è rifatto vivo, in un'audiocassetta trasmessa da una televisione privata. Solo perché abbiamo perso la capitale dell'Afghanistan non significa che noi talebani siamo finiti, ha detto. Poi ha lanciato la pubblicità di una scopa ruotante (sic) di ultima generazione e di un set di padelle in Nano-Flon.

4. È scuro, ha la barba folta, è aggressivo, per fortuna tiene due gambe. Oggi il gattusometro segna il 90%.

lunedì, giugno 26, 2006

Lightblogging e regola estiva

Inauguro un breve periodo di lightblogging. Entra pertanto in vigore la mia unica regola estiva: "No leopardato, no rosa corallo. Parolacce, vediamo".

Quello che davvero mi preoccupa al momento è che ultimamente ho cominciato a trovare attraente Gattuso. Durante la partita contro la Repubblica Ceca mi sono anche sorpresa a mormorare: "Ma si è imbellito, o cosa? Più capelli, meno capelli? Più barba, meno barba? Cos'è? Il caldo?"
Oggi il gattusometro segna una percentuale di abbracciabilità dell'85%.
Probabilmente ho il transfert facile. Potrei aver bisogno di parlarne.

sabato, giugno 24, 2006

Ezio l'Ufo

"Eine stillstehende Uhr hat doch täglich zweimal richtig gezeigt".
"Un orologio fermo fa pur sempre l'ora giusta due volte al giorno".
Marie Von Ebner-Eschenbach
(citata in Woody Allen, Anything Else)



– Ho visto Ezio, l'altro giorno.
– Poveretto.
– Io non me la ricordo bene, la storia di Ezio, ero troppo piccola quando ne ho sentito parlare per la prima volta. Vostro coetaneo, più o meno?
– Più giovane, l'età di tua zia.
– Ezio era strano fin da bambino. Sensibile e intelligente, ma strano.
– I nonni vivevano a Trieste.
– Poi la nonna è morta, il nonno era malato.
– E i genitori di Ezio lo portavano spesso dal nonno, perché gli tenesse compagnia. Si metteva accanto al letto, giocavano a carte...
– Leggevano...
– Una sera Ezio prende un'ascia. Avrà avuto quindici anni.
– E spacca la testa del nonno.
– Manicomio criminale, elettroshock, cliniche. Psichiatrico, poi legge Basaglia.
– Adesso vive con i genitori anziani, è figlio unico.
– Tutto bene. Loro si chiudono a chiave in camera, la sera.
– Da ragazzo era fissato con gli Ufo. Lo chiamavamo Ezio l'Ufo.
– Adesso invece ascolta Radio Maria.
– Poveretto.
– Credo che i suoi fossero consanguinei, il problema era lì.
– I nostri però non erano consanguinei, Elio, e neanch'io sono tanto normale.
– Me l'ha detto anche il dentista, ieri: "Suo fratello non è tanto normale, sa". Forse non dovresti chiamarlo dottor Živago.
– La somiglianza c'è. Comunque neanche i miei figli sono tanto tanto normali.
– Eh.

[Mi guardano. Zitti.]

– Papà, zio. Cazzo volete.

– Ezio ha sempre avuto la passione del volo. Ti ricordi, aveva quell'aereo che suo padre gli aveva saldato in fonderia...
– Sì, solo che ce lo tirava in testa. Aveva la passione degli aerei, ma anche delle teste. Per non parlare delle asce.
– Scusate, ma Ezio qualche volta esce di casa?
– Sì, ha anche un lavoretto in una comunità.
– Ah, e cosa fa?
– Lavora in una falegnameria.
– Tra tutti i lavori.
– Papà, a te capita di restare solo con lui?
– Sì. Parliamo, e poi lo aiuto a spostare le casse dello stereo. Le sposta di continuo.
– Certe volte chiede di quella scema di nostra sorella. Lei gli telefona apposta dicendogli che passerà a trovarlo, in realtà è per evitare che lui vada da lei.
– Che genio.
– Il genio della famiglia.
– Certe volte Ezio chiede anche di te: "Che intelligente, tua figlia", dice. "Che brava".
– Sì, capita che chieda di te.
– Ah.
– È un uomo in gamba, ma sfortunato. L'importante è che non ci siano in giro oggetti contundenti.

[Mi fissano.]

– Beh, io andrei. Ciao.
– Che fai stasera, sei sola?
– Sì.
– Chiudi bene la porta.
– Lo farò.

[Mi allontano. Quando mi volto a guardarli mi accorgo che mi stanno ancora fissando.]

– Ohi. Papà, zio.
– Eh.
– Se non date a Ezio il mio indirizzo è meglio, però.
– Ma no.
– Il tuo, figurati.
– Diceva sempre: "Com'è gentile vostra s-sorella, mi t-telefona spesso".
– E noi gli abbiamo dato quello della z-zia.

giovedì, giugno 22, 2006

Come maltrattare Google e vivere felici/14



Mah, veramente pensavo di restare a casa a leggere i rotoli del marmotte.

Il Grande Backup

– Come scalda, questo portatile.
– Sì, sembra che tutti gli HP scaldino parecchio.
– Certo, solo che al tuo si è anche rotta la ventola.

Ecco cos'era il silenzio di certi pomeriggi, tra lo stormire dei tigli, il tubare delle tortore e gli echi del dolce idioma degli avventori del Bar Da Teo: una banale questione di ventola rotta.
Dunque pare che il mio portatile abbia deciso di reincarnarsi quanto prima in una poltiglia anaeroba: ha detto che il primo che arriva al Nirvana aspetta l'altro (come direbbe tonii, ci siamo entrambi formati sui manga; oltretutto, il povero notebook al Nirvana è convinto di arrivarci con le mappe di ViaMichelin). Sto facendo il Grande Backup, vorrei essere tenuta per mano. Adesso, e soprattutto quando staccherò la spina.

mercoledì, giugno 21, 2006

Pericoloso esponente della guerriglia sciita n. 15346

"Blitz delle forze governative irachene, all'alba, nel quartiere Khadimiyah di Bagdad, dove è stato catturato uno dei più pericolosi esponenti della guerriglia sciita. Nouri Abu Haider Al Oqabi è considerato il capo di una "cellula dedita all'assassinio sistematico" nei confronti di chi viene ritenuto estraneo alla sua organizzazione".
Link.

Non so voi, ma io mi iscrivo subito alla loro mailing list.

Intanto, su segnalazione di Kerub e Cala annotiamo l'uccisione del bracciodestro numero 53 di al Zarqawi, lo sceicco Mansour: "esponente chiave", "tutte le prerogative per succedere a Zarqawi verso il comando, per via delle sue capacità di guida, l'esperienza militare e l'istruzione religiosa", "emiro spirituale". Il portavoce dell'esercito americano lo ha definito "multifunctional". In effetti si dice in giro che sapesse fare anche un ottimo caffè con la cremina.

martedì, giugno 20, 2006

The importance of being Elio

– Ciao senti domani ricordati di fare gli auguri a tuo padre per l'onomastico.
– Va bene. Però il mio onomastico cade alla fine di marzo e voi non me li fate, gli auguri.
– Uh, piccola. È che in famiglia non siamo per queste cose.
– Ma com'è che papà si offende se non gli facciamo gli auguri per San Luigi?
– Perché è un onomastico importante.
– Ma si chiama Elio.

giovedì, giugno 15, 2006

Osama bin Landen, circa

Americablog: perché gli Stati Uniti non sono ancora riusciti a prendere Osama bin Laden? Perché lo hanno sempre chiamato con il cognome sbagliato*. Se n'era accorto perfino il correttore ortografico di Word. Doh!

* l'estratto fa parte di un documento di 73 pagine sulla "Guerra al terrore" che l'ufficio di Rumsfeld ha prima diffuso via e-mail e in seguito tentato di recuperare. Troppo tardi...

mercoledì, giugno 14, 2006

Precet(ta)ti

Riordinare la cucina, annaffiare le piantine, sottoporre ad alimentazione forzata il signor G., impacchettare la Patetica Madonna bandita da tutte le liste di nozze, verificare ed eliminare le ciliegie arricchite di vermetti. Tutto entro le 4, quando la signora Miru farà ritorno in un trionfo di libri e in un tripudio di bestemmie. Mi è andata bene: voleva portarmi con sé per aiutarla a trasportare le scatole ma si è resa conto che come bestia da soma valgo poco, a meno che il signor Leonzio non le procuri un carretto siciliano. Sulla soglia, ha aggiunto: "Fai anche la polvere!" ed è zampettata giù per le scale come una cutrettola prima che le potessi chiedere spiegazioni. Che cosa vuole insinuare? La mia folta e pregiata pelliccia emana un suo odore, a mio avviso inebriante, ma non è polverosa! Forse era un ordine ma non riesco a comprendere l'espressione fare la polvere. Devo sbatacchiare quello strofinaccio di gatto e diffonderla per le stanze? Non ne capisco la ragione.
Quando ho spiegato alla signora Miru di essere un cane polivalente non immaginavo di ritrovarmi badante, colf e cat-layer: pensavo a un ruolo di alto profilo e grande responsabilità nel Mondo dell'Editoria o nella Galassia Linguistica. E invece sono qui, in cucina, a rabboccare di pasta tricolore gli incantevoli vasi espositivi e di croccantini altrettanto tricolori la ciotola dello stupido gatto. La cosa peggiore, però, è che in me prevale l'istinto zelante e pinolo del sommergibilista anche nelle mansioni più noiose o avvilenti. Ad esempio, quel contenitore: non riesco a tollerarlo, è più forte di me. Graziosi vasi bianchi decorati con motivi floreali e lepidotteri in blu cobalto, sul modello della ceramica Blueware. Ma ogni volta che il mio sguardo cade su quella mensola, non posso evitare gli sgrisoli. Un elegante corsivo ne indica il contenuto, potete guardare anche voi: coffee, sugar, tea e sale. Sale, non salt, in uno stampatello da geometra! Incuriositi, sollevate il tappo di legno: rilucenti e opalescenti grani di sale? Macché, fino! Diffidate dalle donne che usano il sale fino per la pasta, sono capaci di tutto.
Sboccia la primavera, l'estate è alle porte, maturano i referendum, si svegliano dal letargo i vescovi della CEI. Infatti, proprio un anno fa, la Chiesa Cattolica si era mobilitata suggerendo l'astensione allo scopo di far fallire la consultazione popolare in tema di procreazione medicalmente assistita. I vescovi avevano rifiutato sdegnati l'accusa di ingerenza, trascurando il fatto che quanto non viene ingerito può essere assunto per altre vie. Ora ci riprovano, più compatti e incoerenti che mai: gli −ismi sono un veleno potente, mala fede è con loro. Il SIR (Servizio Informazione Religiosa), sorta di agenzia stampa della CEI, afferma che "in caso di referendum confermativo partecipare è un dovere civico ancora più rilevante". Si noti bene: non rilevante ma ancora più rilevante. Il signor Edoardo Patriarca, portavoce dell'associazione Scienza e Vita, un attimo prima di precipitare dallo specchio su cui tentava di arrampicarsi, si stupisce che "alcuni esprimano stupore o parlino di paradosso rispetto all'invito all'astensionismo per il referendum sulla procreazione assistita, quando è chiara a tutti la profonda differenza".
La differenza tra referendum abrogativo e confermativo è chiara. Ciò che non è chiaro è a quale titolo e per quali fini esponenti religiosi e presunte associazioni a carattere etico esprimano opinioni o rilascino dichiarazioni su un argomento privo di connotazioni religiose, scientifiche ed etiche come l'assetto costituzionale della Repubblica Italiana, stato libero e sovrano e non un protettorato del Vaticano. Da quale pulpito i vescovi si scaglino (purtroppo senza schiantarsi al suolo) contro le dichiarazioni del Presidente della Telecamera, che osa "dare lezioni al Papa" a proposito di Pacs, lo sa solo Dio.
Per fortuna la società Trenitalia, covo di senzaddio, accoglie le parole del presuntuoso Fausto Bertinotti ("Il Papa è preoccupato della secolarizzazione che investe il mondo, è angosciato da un mondo in cui la modernizzazione gli fa paura perché mette in discussione certi valori"), naturalmente a modo suo. Da luglio l'offerta Famiglia cambierà e gli sconti sui biglietti non riguarderanno più la sola rigida e monolitica famiglia ma tutti i gruppi da 3 a 5 persone costituiti da almeno un adulto e un ragazzo. Con buona pace del papa.
Sento la chiave girare nella toppa, il Capo è tornato. Sbuffa come il Lokomotiv Mosca, dice che non ne può più e se ne va a Gravo (?) a farsi baciare dal sole, dal mare e dai pappataci. Ha passato il dito su tutti i mobili della casa, rimproverandomi di non aver spolverato nulla: "Sono Lema, sai? Non li fanno più così!". Ora si lamenta anche del blog, mi accusa perfino di aver scardinato le Categorie del Tempo e i Fusi Orari dell'Universo Mondo. A me pare che Haloscan sia semplicemente entrato in una bolla spazio-temporale, rotolando ovunque.
Ecco, lo sapevo:
- Hai sete, vuoi bere?
- No, grazie.
- Ecco qua.
Davanti a me, sulla scrivania, troneggia minaccioso e sfrigolante un bicchiere grande come un secchiello da ghiaccio, colmo di acqua e idrolitina, additivo chimico di cui la signora Miru abusa in quantità industriali. "Mi piace, conferisce all'acqua un lieve gusto salato", trilla. Mi saluta ed esce di casa, trascinando a fatica un'enorme borsa da mare. Bene. Questo bicchiere fa la fine degli altri, nel vaso dell'agonizzante girasole.

martedì, giugno 13, 2006

La segretissima Operazione Volga parte seconda

Ricordate l'Operazione Volga, 300 agenti, irruzione alle 4 del mattino in un'abitazione di Forest Gate, arresto di due fratelli bengalesi e ferimento di uno dei due (chi poteva immaginare che non portasse un giubbotto esplosivo sotto il pigiama?), il tutto seguito dalla disperata e infruttuosa ricerca della famosa bomba chimica (quella roba che se la respiri muori)?
I due fratelli (uno dei quali aveva un pericolosissimo precedente per possesso d'arma contentente gas nocivo, cioè ehm, uno spray antiaggressione, via) sono stati rimessi in libertà senza alcuna imputazione, con le scuse della polizia.

Oggi, durante una conferenza stampa, Mohammed Abdul Kahar, 23 anni, ha raccontato: "Dalla mia stanza ho sentito mio fratello gridare, così mi sono alzato". Poi gli hanno sparato: "Ero steso sul pavimento, mi sono accorto che il mio torace sanguinava e ho visto il buco lasciato dal proiettile". Ha aggiunto che mentre era steso a terra sanguinante gli hanno dato un calcio in faccia e gli hanno detto di "chiudere quel cazzo di bocca".

La sorella, Humeya Kalam, ha dichiarato: "Era buio pesto, poi all'improvviso c'erano luci e armi ovunque. Hanno cominciato a buttarci per terra, puntandoci le pistole alla testa, e ad ammanettarci". "Ho sentito sbattere delle porte e un rumore di vetri infranti. Mi sono svegliata, ho aperto la porta e ho visto una persona completamente vestita di nero che mi puntava contro una pistola. Ho richiuso la porta. L'hanno aperta a calci e una persona ha gridato: 'A terra! A terra!' un istante dopo ero stesa sul pavimento, pietrificata, ammanettata".

Per tutto quel tempo la famiglia ha pensato di essere in balia di un gruppo di rapinatori: "Mi hanno trascinata giù e mi hanno fatta salire su un camioncino della polizia. Quando ho visto il camioncino mi sono resa conto che si trattava di poliziotti. Pensavo che fossero ladri armati, e che volessero uccidermi".

Intelligence failure, si chiama, ma scommetto che esistono definizioni migliori.


Siamo tutti CT/1

Vi è piaciuto di più il primo o il secondo tempo? Siete tra quelli che "Ok, Iaquinta, ma Lucarelli al posto suo ne avrebbe fatti due", o "Totti ha giocato normale", "Oggi l'arbitro se le sente da Blatter, e io vorrei tanto esserci", e "Meglio il Brasile agli ottavi perché è una squadra che spende poco"? Sono curiosa.

Ma le magliette. Blu, numeri dorati e una scelta di font discutibilissima, e delle enigmatiche zone scure posizionate più o meno sotto le ascelle: giuro, per tutto il primo tempo ho pensato che stessero sudando follemente, ero preoccupata che si accartocciassero sul campo come pomodori secchi. E Buffon, con il pigiamino dell'Oviesse. Ma ci rendiamo conto che poi le imitazioni vanno a finire sulle bancarelle e i bambini se le fanno regalare e poi le indossano? Mandereste in giro vostro figlio incartato come un cioccolatino Quality Street? Curiosa, sono.

lunedì, giugno 12, 2006

Dai Cristiani mi guardi iddio...

... che da Al Qaeda mi guardo io. Via Lying Media Bastards, due simpatiche notizie di cronaca dagli Stati Uniti:

A Riverdale, Maryland, un uomo aveva costruito una pipe-bomb, un tubo bomba con cui voleva attaccare una clinica abortista. Lui è stato arrestato, la bomba è esplosa mentre la polizia cercava di disinnescarla, e ha mandato in fumo il piano superiore di una casa. L'aspirante terrorista intendeva anche aiutarsi con una pistola calibro 40, con la quale aveva pensato di sparare ai medici in fuga dall'edificio. Il tizio andava in giro con una macchina con sopra gli adesivi "Choose Life" e "God is pro-Life".
Link

A Waldo, Florida, alcuni cittadini benpensanti non erano contenti dell'imminente apertura di una libreria-sex shop, l'adult supercenter dall'evocativo nome "Cafè Risque". Prima hanno tentato con veglie di preghiera, ma non ha funzionato. Così hanno escogitato quello che la polizia ha definito un "atto terroristico" basato su un congegno rudimentale con cui (la faccio breve) avrebbero pompato dell'acido all'interno dell'edificio attraverso un'apertura sopra il condizionatore d'aria. Secondo la legge dello stato si tratta di un'"arma di distruzione di massa". Al Cafè Risque in effetti qualcosa hanno rischiato.
Link
Fortuna che ogni tanto possiamo ancora contare su un bel Leoni-Cristiani 1-0.

domenica, giugno 11, 2006

Atto di guerra asimmetrica

Ecco una bella nomination per il premio Orwell 2006.
Tre detenuti che si impiccano usando i propri vestiti e le lenzuola, secondo il Contrammiraglio Harry Harris, comandante della Joint Task Force-Guantanamo, lo fanno per screditare gli Stati Uniti: non è disperazione causata da anni di sofferenze e di detenzione arbitraria senza un giusto processo, è un atto concertato di guerra asimmetrica.
Leggo sul sito della CNN che "si definisce 'guerra asimmetrica' 'un conflitto in cui un antagonista molto più debole usa tattiche non ortodosse o basate sulla sorpresa per attaccare i punti deboli del più forte'".

Ieri TalkLeft ha pubblicato l'e-mail appena ricevuta dal professore di Seton Hall Mark Denbeaux, che con il figlio Joshua rappresenta alcuni detenuti di Guantanamo, compreso uno di quelli che stanno facendo lo sciopero della fame. La traduco:

"Joshua ed io siamo appena tornati da Guantanamo. Uno dei nostri clienti è stato portato via durante il colloquio perché tentava di uccidersi e necessitava di essere alimentato a forza. Ha detto che avrebbe preferito morire piuttosto che restare lì, e ci hanno confiscato gli articoli di giornale in cui Bush annunciava di voler chiudere Guantanamo. A quello stesso detenuto che era così depresso da voler morire è stato impedito di leggere una notizia che avrebbe potuto dargli speranza.

Il nostro cliente Mohammad Rahman si trova in gravi condizioni di salute che non vengono curate. A 32 anni gli è stato impiantato un pacemaker e gli è stata sostituita una valvola cardiaca. Ora sembra che la valvola abbia ricominciato a dare dei problemi. Abbiamo cercato di ottenere la sua cartella medica, ma senza risultato, e di procurargli delle vere cure per i suoi gravi problemi cardiaci e altri seri disturbi. Loro non solo non forniscono nulla di tutto ciò, ma interrompono il colloquio 'per proteggere la sua salute e la sua vita' sottoponendolo ad alimentazione forzata.

Sono stati i tre giorni peggiori della mia vita. E c'è molto di più. E adesso il governo offre questa assurda descrizione dei suicidi".

venerdì, giugno 09, 2006

Estadio Azteca, città di G.

"Sia gli italiani sia i tedeschi hanno fatto l'impossibile per perderla.
Vi sono riusciti i tedeschi".
Gianni Brera


A mio padre piaceva Gigi Riva, e a quei tempi tifava Cagliari. A me sembrava strana questa fedeltà estrema al personaggio, perché nella città di G. non si tifava Cagliari, ma Juve, Milan, Inter, al limite – a voler essere provinciali – Pro Gorizia. Il babbo minimizzava dicendo: "Non tifo, simpatizzo" oppure "Sono un amante del bel gioco". Io invece tifavo orgogliosamente Giubentus, di un tifo solitario e schivo che giudicavo poco opportunista.
"Abbiamo vinto gli Europei, il Cagliari ha vinto lo scudetto, quest'anno non può che andarci bene", calcolava il babbo.

Quel pomeriggio di giugno del 1970 gli venne l'idea del carosello preventivo: improvvisò una bandiera con un lenzuolo bianco e la scritta "FORZA ITALIA FORZA GIGI SON FINITI I TEMPI BIGI", la sistemò sul sedile della Cinquecento in modo che sporgesse dalla cappotta alzata e partì per fare qualche entusiasmante giro dell'isolato prima di raggiungere la casa di un amico.
"Mami, posso andare anch'io col papaci?"
"No, potrebbe essere pericoloso."

Contempliamo per un momento la pericolosità di una Cinquecento guidata da un papà invaghito di Gigi Riva nella città di G. del 1970. Abitavamo in via del Boschetto, ai margini della grande e silenziosa tenuta delle Orsoline, dove il quartiere popolare di Straccis sfumava nelle villette borghesi di viale Virgilio. Il peggio che mi poteva succedere era di essere colpita per sbaglio dallo strofinaccio nel quale zia Graziella avvolgeva l'insalata appena lavata e che faceva poi roteare con ampio gesto e sprezzo delle convenzioni. Si parlava ancora, a un anno di distanza, della Caduta dal Caco della zia Maria (tre punti) o del Grande Taglio delle Ortensie. O di Quando Mi Incastrai un Cucchiaino da Tè tra gli Incisivi Da Latte. Il nostro dirimpettaio, il Toni, all'epoca usciva ancora di casa su un carro trainato da un cavallo. La pericolosità della città di G. si misurava essenzialmente sul numero di strade da attraversare per arrivare in un dato posto. Due, per il mercato coperto. Tre, per l'asilo di via Gramsci. Zero, per andare a prendere i ghiaccioli al bar all'angolo. "Hai mandato la bambina da sola? E se attraversa senza guardare e finisce sotto il cavallo del Toni?"
Ma per la mamma, donna sensibile, poteva essere pericoloso.

E così l'uomo sul cinquino uscì trionfalmente dal cancello, scalò, curvò e si allontanò accelerando con la bandiera svolazzante e il clacson allegro.
A me toccò la partita nel gineceo, con mamma, nonna, zie e una vicina di casa. Al gol del 3-3 Antonia si lasciò scappare un "Orco tocio!" e fu fulminata dal sopracciglio sinistro di mia madre, mentre zia Graziella ridacchiava per vincere il nervosismo. Ma ancora un po' e la serata sarebbe degenerata; ancora un po' e avremmo aperto il mobile bar.

Un'ora dopo papà rientrò fischiettando, con la bandiera arrotolata appoggiata sulla spalla.
Quando aprì la porta della cucina ci trovò ancora tutte lì.
Quattro giorni dopo e avremmo perso la finale 4 a 1, trent'anni dopo e la scritta Forza Italia ci sarebbe sembrata di un cattivo gusto insopportabile. E i tempi bigi, insomma. Ma quella sera, quando aprì la porta, mio padre sorrideva felice.
"Gli ridono anche le orecchie", disse mia madre.
"Però a mi quel Rivera nol me piase", chiosò Antonia nascondendo la bottiglia di Rosso Antico.

Will the real Zarqawi please stand up?/Post in continuo aggiornamento

Update:
Su segnalazione di Miguel nei commenti: i bracci destri salgono a 51 (mai distrarsi per più di cinque minuti).

A proposito del modello Zarqawi appena ritirato dal commercio, i dietrologi di tutto il mondo intanto osservano che:
- Big Al sembra più uno tirato fuori da una cella frigorifera (dove era entrato qualche anno fa) che la vittima di un bombardamento;
- "Questa è la faccia", "L'abbiamo riconosciuto dalle impronte", "Il DNA dice che è lui", ma non bastava contargli le gambe? Ma sì, non ne aveva persa una in Afghanistan?
- E poi: il portavoce dell'esercito statunitense ha detto che il corpo è stato parzialmente identificato anche in base ai tatuaggi. Di una versione tatuatissima di Zarqawi in serie limitata (nota come "green man") si sapeva, e questo contrasta un po' con i precetti del Profeta, pare. Come l'anello d'oro a un dito della mano sinistra del presunto Zarqawi (modello "beheader", serie limitata e numerata) ripreso nell'atto di decapitare Berg. Insomma, fedele seguace dell'Islam, jihadista da manuale, e se andava zoppicando in giro ingioiellato come Dj Goldie e colorato come un maori. Son cose.

Ok, incorniciateci anche la foto della gamba finta e per oggi stiamo contenti.
Ah, già: tra le macerie della casa distrutta sono stati trovati anche documenti importantissimi e molto utili, ovviamente in buone condizioni.
Su First Draft notano che è stata trovata anche questa. Turns out Zarqawi was a big Bush fan. Ha ha.

Update dell'update:



Biancheria intima femminile sexy, camicia da notte leopardata e altri succinti vestiti da donna? Sta' a vedere che si trattava dell'introvabile Al Zarqawi versione Wanda. Quello che ci è andato più vicino è Lusky con il suo Zarqawi Reginetta del Ballo. Applauso.

Intanto, per la fortunata serie "Ask Google":



Make up:

Fondotinta Matmate, eyeliner Tattooo Eyes, mascara Open Eyes Ultimate Longueur Infinie, ombretto Piiink my Triiicky, sulle guance un tocco di Flush Blush, sul corpo niente meno che Crème de Diamant.



giovedì, giugno 08, 2006

Svegliatevi!

Segnalazione: il sito di Tlaxcala è pronto e funzionante.

Mi sento come il mio ex vicino di casa, testimone di Geova, che il primo sabato mattina del mese passa a lasciarmi la rivista dal titolo "Svegliatevi!" (mai titolo fu più azzeccato: a quell'ora mi trova sempre in pigiama e con i rotoli del Mar Morto impressi sulla guancia).

Il braccio destro numero zero

Era il più attivo e multiforme dei leader morti di Al Qaeda. Eliminato, dicono.
Mh. Post in aggiornamento, preparate il fondotinta.

Ehi, e si è portato dietro anche sette bracci destri. Saliremmo a 50, così.

Teste di premier

Uno dei 17 sospetti terroristi arrestati in Canada nei giorni scorsi è accusato di aver progettato la decapitazione del primo ministro canadese.
Ora. Non entrerò nel merito del geniale piano o dell'ardita tesi dell'accusa. Voglio solo dichiarare che non intendo affiancare alla collezione di braccidestri anche una raccolta di teste di premier. Escluso, proprio.

mercoledì, giugno 07, 2006

Effetti positivi sul bersaglio

Lunedì le forze armate americane hanno aperto il fuoco contro quattro uomini con un carico d'armi, nella stazione ferroviaria di Ramadi.
Secondo un medico iracheno hanno ucciso cinque civili e ne hanno feriti quindici.
L'esercito statunitense ha negato che ci siano state vittime e ha dichiarato che la missione ha avuto "effetti positivi sul bersaglio".

via First Draft

martedì, giugno 06, 2006

El Dia de la Bestia

Non è vero che oggi 06/06/06 non sta accadendo nulla: io sto rischiando un raffreddore di proporzioni catastrofiche, con febbre, mal di testa e mal di gola. Dal di fuori si capisce subito che qualcosa non va: la vocetta diventa tremula, gli occhi si fanno improvvisamente grandi e palustri come il Lago di Doberdò dopo una settimana di pioggia e ho il lamentino facile. E così arrivano, puntuali, i consigli di chi mi ama alla follia:

– Ce l'hai le erbette giuste?
– Magari. E non ho intenzione di strofinarmi dell'aglio sotto la pianta dei piedi, stavolta, grazie.

– Devi picchiettarti 19 volte i punti sopra lo sterno e sopra l'ombelico, il tutto per tre volte di fila, tre volte al giorno.
– Ma va'.
– Alza le difese immunitarie.
– Se a 'sto punto c'entrano i chakra non voglio saperlo.

– Spray al propoli, in gola.
– Brucia.
– Vuol dire che fa bene.

– Possiamo escludere con sicurezza l'aviaria?
– Scema.

– Latte e cognac forever.
– Così mi piace.
– Non starai meglio, ma canterai l'Internazionale in quattro lingue.

– Ci vuole acquamarina.
– Ci spalmo sopra un po' di vicks raporub, però.

– Provato con la Spirea Ulmaria?
– È legale?

Sono confusa. Più del solito, voglio dire. Mi sono lasciata tentare da questo spray dall'evocativo nome "Prima Difesa" che dovrebbe combattere il virus ai primi sintomi. Nel Manuale delle Giovani Marmotte non lo trovate sotto la voce rimedi, ma sotto la voce armi non convenzionali. Se è un virus lui lo trova e lo distrugge, il problema è che ti asfalta anche le mucose.
Danno collaterale, si chiama.
I consigli nei commenti, grazie. In cambio vi canto l'Internazionale in quattro lingue.

lunedì, giugno 05, 2006

Non sparate

Stephen Colbert, durante il suo discorso alla cerimonia di conferimento dei diplomi al Knox College di Galesburg, Illinois:

"È ora che gli immigrati illegali se ne vadano, appena finiscono di costruire quei muri. Tutti continuano a dire che gli immigrati hanno costruito l'America, ma ormai è fatta. Credo che abbiano finito di costruirla intorno agli anni Settanta. Da allora ci sono stati solo ritocchi e di riparazioni".

Sull'inglese come lingua ufficiale degli Stati Uniti:
"Dio ha scritto la Bibbia in inglese per un motivo: perché potesse essere insegnata nelle nostre scuole pubbliche".

A proposito del fatto che Time lo ha messo tra le 100 persone più influenti del mondo:
"Se fate i conti, nel mondo ci sono 6,5 miliardi di persone. Significa che oggi io rappresento 65 milioni di persone. Corrisponde al numero di abitanti di un paese. Quale paese ha circa 65 milioni di persone? L'Iran? Allora, a tutti gli effetti, io sono qui per rappresentare l'Iran, oggi. Non sparate".

Fonte: Editor and Publisher

domenica, giugno 04, 2006

La segretissima Operazione Volga

"Sono stati là per circa tre mesi, alle due estremità della strada, dalle 9 del mattino alle 6 di sera. Erano in borghese, ma noi sapevamo che erano della polizia per via dei telefoni, delle tazze di tè e dei giornali. Sapevamo che erano poliziotti".

Con queste parole un vicino di casa ha rivelato al Telegraph che la segretissima e sofisticata Operazione Volga (quella che ha portato all'arresto di due fratelli e al ferimento di uno di essi a Forest Gate, nella zona orientale di Londra) era in realtà nota a tutto il vicinato. Un po' perché anni di polizieschi ti insegnano a riconoscere un appostamento quando ne hai uno sotto casa, un po' perché comunque 250 poliziotti vogliono dire un bel traffico di tazze di tè.
Intanto la polizia sta ancora cercando disperatamente la famosa bomba chimica artigianale. Di che si tratti ancora non si sa. Una fonte ha rivelato: "Pensiamo che se fosse scoppiata sarebbe bastato respirare per morire". (Detto così, potrebbe essere anche la Lagostina con cui mia suocera prepara un celebre brasato letale).
I due asiatici arrestati con l'accusa di aver cercato di preparare uno o più sacchetti al cianide avevano precedenti rispettivamente per "furto, furto con scasso e possesso di un'arma proibita costituita da 'gas liquido nocivo'" (spray antiaggressione, pare) e "furto, furto con scasso e possesso di un coltello Stanley". Però.
La buona notizia è che la polizia londinese non mira più alla testa.

Fonte: Telegraph.

venerdì, giugno 02, 2006

Leghe

"Abbiamo erroneamente affermato che Adriano Galliani, vicepresidente del Milan, è anche presidente della Lega Nord, il partito italiano di destra. Non lo è. È presidente della Lega Calcio (Lippi fights to keep focused as the sky falls in, page 5, Sport, May 30)".

The Guardian, Corrections di oggi.

giovedì, giugno 01, 2006

È una lunga guerra

"L'invasione dell'Iraq da parte delle forze armate statunitensi e britanniche è cominciata nel marzo del 2003, non del 2001".

The Guardian, Corrections di oggi.