domenica, ottobre 23, 2005

The suocera files/Mai vinto niente, in vita mia



A pranzo, bourguignonne dalla suocera. Carne cruda, furti di forchettine, abbondanti schizzi d'olio (quasi tutti assorbiti dalla maglia fucsia di L., subito cosparsa di borotalco su mia istigazione), pinzimonio e amenità. Niente pollo, "perché ho paura, insomma!". In compenso le salsine, opera di una misteriosa e non identificata "Sofia", avevano tutte una sfumatura verdina, di quel verdino che oggigiorno si porta tanto. Spero che questa "Sofia" si limiti ad esperimenti di cucina molecolare e non si gingilli con i veleni, ma questo sarò in grado di dirvelo solo domani mattina. Va detto che la padrona di casa ha mangiato tutt'altro, per la precisione un passato di verdure: "buonissime, fresche fresche, come mi ha raccomandato la mia gastroenterologa!"
Ho trovato consolante sapere che esiste una gastroenterologa di famiglia.

Naturalmente la conversazione a tavola vale sempre gli esperimenti di mille Sofie:

Miro: "E poi ci sarebbe la possibilità di fare questo viaggio..."
Suocera: "E vai, vai, tu che puoi!"
Miro: "Tra l'altro, le ore di volo sono davvero tante."
Suocera: "Ah, quando mio marito doveva prendere spesso l'aereo io ero preoccupata, allora lui mi diceva: 'Cara, pensa che poi i soldi dell'assicurazione vanno tutti a te!' E invece! Figurati, io sono pure sfortunata. Non ho mai vinto niente, in vita mia!'"

Ho visto il marito sorriderle raggiante dall'altro capo del tavolo, sorseggiando la sua dose consentita di pelinkovec.

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