giovedì, settembre 30, 2004

To sleep, perchance to dream

Non russa, non ha particolari esigenze, non tradisce, sta fermo, costa poco: che tristezza, il Boyfriend's arm pillow.
Al massimo, potrei essere favorevole all'imbalsamazione degli ex-fidanzati; questa nuova frontiera della solitudine mi coglie impreparata.
Però potrebbe far bene alla cervicale.

mercoledì, settembre 29, 2004

Spiegatemi

Via Ultimate Insult, il sito "Adopt a sniper". Parliamone.
Ho cercato qua e là, forum compreso, indizi concreti che possa trattarsi di uno scherzo, a conferma della prima impressione (che è stata, ovviamente: ah, ah!).
Non ne ho trovati. Ho letto anche la faq e sono confusa.
Adesso vado a dormire; se pensate che sia il caso di spiegarmi un paio di cose sull'utilità sociale dello snaiperaggio e dell'adozione a distanza di franchi tiratori, lasciate due righe nei commenti che domani ne parliamo.

Astenersi non estimatori di John Cleese

Basil: How do you do doctor. Very nice to have you with us, doctor.
Mr Abbott: Thank You.
Basil: And Mrs Abbott, how do you do.
Mr Abbott: Dr Abbott, actually.
Basil: …I’m sorry?
Mr Abbott: Doctor Abbott.
Mrs Abbott:
Two doctors.
Basil: (to Mr Abbott) You’re two doctors?
Mrs Abbott: Yes.
Basil: Well, how did you become two doctors? That’s most unusual… I mean, did you take the exams twice, or…?
Mr Abbott: No, my wife’s a doctor…
Mrs Abbott:
I’m a doctor.
Basil: You’re a doctor too! So you’re three doctors.

Fawlty Towers, # 8, "The Psychiatrist"

E, nello stesso episodio, "a woman, you know: opposite person of the contradictory gender".
Astenersi non estimatori.

A pensar male

Ieri sera ho ripensato a Enzo Baldoni, al trattamento "distratto" riservato ai suoi familiari nei giorni del sequestro e alle iniziative poco convinte per riuscire a recuperare il corpo dell'"uomo che non ha avuto la fortuna delle due ragazze". Ho l'impressione che la fortuna qui c'entri meno di altre cose. Noto per inciso che l'accanimento di agenzie di stampa e quotidiani nel raccogliere le reazioni della famiglia Baldoni, l'insistenza nel ricercare il parere della moglie e dei figli, del padre e del fratello, rendono inadeguato qualsiasi commento.
Per tutti questi motivi, trovo molto interessante l'articolo di Indymedia ripreso da Megachip sul ruolo ambiguo di Scelli e della Croce Rossa (con riferimenti alla morte di Baldoni).
Anche Sherif-El-Sebaie compie un buon lavoro di ricostruzione e commento di alcuni lati oscuri del sequestro e della liberazione delle due ragazze italiane, qui. Ma il suo weblog vale sempre una lettura attenta.

martedì, settembre 28, 2004

Come ordinare a un iracheno di togliersi il parrucchino

Boing Boing pubblica oggi un estratto della guida visuale Kwikpoint usata dai soldati della coalizione in Iraq, osservando come a un'iconografia infantile dall'"estetica semplificata" corrisponda un contenuto violento, con esiti inquietanti.
Vuoi perquisire qualcuno, controllare che sotto un eventuale parrucchino o sotto la lingua non nasconda armi, informarti sull'esistenza di trappole esplosive e di attentatori suicidi? Basta indicare con il dito l'immagine appropriata.
Sbrigativo ed efficiente, parte prima e parte seconda. Se non facesse paura, farebbe ridere.
La Kwikpoint propone anche un'Iraq cultural smart card, con informazioni su religioni, usi, costumi e festività del luogo: e anche con la cultura siamo a posto.

Agenzia Walrus/la Sars

Il Corriere titola "Sars, 'probabile' contagio umano in Thailandia": una donna è morta dopo essersi presa cura della figlia malata. Le autorità: nessuna prova che il virus sia mutato.
E per un momento, penso: nessuna prova della contagiosità della polmonite atipica? Ma allora, le famose mappe del contagio? Tutta gente che somatizzava? E le magliette spiritose con la scritta "close enough to read this, close enough to get Sars", me le sono sognate?
Poi si legge l'articolo e si capisce che l'autore chiama Sars l'influenza aviaria: sapete come vanno queste cose, arriva l'autunno e con le epidemie a noi generazione-Crichton ci prende sempre un po' d'emozione. Il modello giusto è però l'H5N1 e siamo preparati da tempo all'eventualità che sia pericolosissimo, visto che ha compiuto quei due-tre allarmanti salti di specie (polli, maiali, felini?) per arrivare appositamente fino a noi e farcela pagare.
Una giovane dottoressa di mia conoscenza aveva etichettato già la Sars come la nuova peste del secolo, secondo lei "causata dalla sporcizia dei cinesi che dei cibi mangiano tutto perché sono vunci". Testuali parole.
Viene da chiedersi cosa penserebbe adesso del micidiale virus dei polli, roba vuncia, vuncissima anche questa. Speriamo almeno che non vada a spiegarlo a quelli del Corriere.

lunedì, settembre 27, 2004

The show must go... "yawn!"

A Venezia debutta Prima/Dopo, l'opera di Schimmelpfennig. Compagnia bravissima, storia complessa e ambiziosa. "Peccato che l'eccessiva lunghezza del testo abbia spinto diversi spettatori ad andarsene prima ancora che lo spettacolo finisse".
Tra il prima e il dopo, corre voce che abbiano avuto qualche problema con il durante.

Faccio tardi/3 - Cabala

La mail del pomeriggio:
"Cerco una tizia, tale Roberta Idue, di un'agenzia stampa di Verona: mi dicono che rientra alle due.
Chiamo la corrispondente di Latisana per una notizia che riguarda il sindaco Sette: mi dice che la richiama alle sette.
Alle16.30 chiama quello che mi scrive la giudiziaria di Cervignano, Giovanni Cinque: era in anticipo..."

Quanto ci giochiamo che l'sms di stasera sarà: "intervisto Aldo Nove e stacco"? Perché se c'è da fare gli spiritosi qui non si tira indietro nessuro.

domenica, settembre 26, 2004

Nostradamus - the final cut

Il Coro dell'Armata Rossa canterà per il papa il 15 ottobre.
L'esibizione potrebbe aprirsi con l'esecuzione degli inni nazionali vaticano e russo.
Se c'era una cosa, in quell'impreciso di Nostradamus, che parlava a questo animo scettico e materialista era la faccenda dei cavalli cosacchi e delle fontane di San Pietro.
Adesso potete anche dirmi il terzo segreto di Fatima.
Tanto, ormai.
I ghiacciai, per il momento, si sistemino là in fondo. Grazie.
In ritardo come al solito.

sabato, settembre 25, 2004

Se telefonando

Scopro via presurfer che la canadese PetsMobility ha inventato il primo cellulare per animali domestici.
Mettiamo che io chiami il mio gatto per informarlo che sto tornando a casa.
Quante sono le possiblità che lui metta giù spazientito, lasci la segreteria telefonica o usi il telefono per farsi portare una pizza a mia insaputa? Troppe.
Però potrei regalargli una Gmail.

Headache redux

Ho avuto uno dei miei mal di testa.
Dopo tre giorni ad attività cerebrale zero, anche un template come questo può sembrare il massimo: sono le piccole gioie della vita.
Poi mi sono accorta che ho di nuovo 6 caselle Gmail da regalare.

mercoledì, settembre 22, 2004

Ch-ch-ch-ch Changes

Mi sono decisa a ritoccare il template: per un po' niente links né categorie, mentre cerco di negoziare con i fogli di stile. E ho tolto a malincuore alcuni vecchi commenti.
Depositate insulti e reclami a piè di post: dovrei avere un backup del vecchio sito.
Da qualche parte.
Forse :-)
Time may change me, but I can't trace time...

L'Ansa e i panettoni

Mia suocera è un'ingenua. Ogni anno, sotto Natale, va all'ipermercato a comprare i panettoni con le creme un po' speciali: quello a forma di coppa del nonno al gusto di cappuccino, quello al limoncello, il modello profiterol, il modello torta con la panna. Sappiamo tutti che verrà il momento della delusione, in cui da una scatola grande e sgargiante uscirà uno striminzito dolce industriale dal gusto indistinto. Ogni volta mia suocera guarda con disappunto l'immagine sulla confezione, e commenta: "ma è diverso da quello nella fotografia...".

Io scorro le agenzie varie volte al giorno, e apro la pagina di cultura e società pensando di trovarci cose che hanno a che fare con queste due categorie, confidando soprattutto nella prima.
Leggo di una donna malese che ha passato 33 giorni in una stanza di vetro con gli scorpioni (società?), e di un'apparecchiatura che renderà inutilizzabili i cellulari a Città del Messico (società, si?).
Io faccio l'ingenua: ho una mia idea sui molteplici motivi di questo andazzo. Altrimenti non avrei aperto la mia Agenzia Walrus.
Ma poi, sapere che "la griffe di arredi per la casa Culti ha aperto il suo sesto monomarca a Merano" e che "si tratta di un nuovo spazio di 70 mq", in un'ansa delle 12.52, mi fa sentire un po' come mia suocera la vigilia di Natale, mentre occhieggia un misero dolce di pasta pandoro con la cioccolata già sciolta per metà (l'altra metà si depositerà democraticamente sulle camicie e i maglioni dei presenti), e si chiede se fosse proprio il caso di sporcare il piatto da portata con le renne per una roba così.
Il fatto è che noi continuiamo a comprare panettoni e a leggere l'ansa.
È chiaro.
Altrimenti, come avrei fatto a trovare questa, un quarto d'ora fa?

martedì, settembre 21, 2004

Faccio tardi/2 - Frenzy

- Che poi, questo, ha ammazzato la moglie in Austria (e in Alta Austria, mica a Klagenfurt), l'ha fatta a pezzi, li ha chiusi in tanti sacchetti e se li è portati in Italia, dove li ha distribuiti nei cassonetti di tutta la Bassa Friulana. Ma si può?
- Scomodo, dici?
- Da scemi!

lunedì, settembre 20, 2004

Faccio tardi/1

L'sms è uno dei soliti suoi:
"bloccato mentre uscivo per un omicidio, poi ridimensionato". (avrebbe dovuto essere: "bloccato mentre uscivo, per un omicidio poi ridimensionato": la virgola equivoca fa pensare a un killer che ha appena ricevuto un incarico).

La telefonata arriva mentre mi sto ancora chiedendo come possa ridimensionarsi un omicidio ("il morto c'è, ma non è omicidio", "il morto non è morto", ecc.).
- Faccio tardi, comunque la storia è confusa...
- Cioè non è un omicidio?
- Insomma, c'è questo austriaco che ha confessato di aver ucciso la moglie e di averla fatta a pezzi, che poi ha seppellito in giardino a Lignano.
- ...
- Poi però è emerso che la cosa sarebbe successa in agosto. E neanche a Lignano.
- E il tipo si è inventato tutto?
- No no, questo ha ammazzato la moglie e l'ha fatta a pezzi.
- Ah!
- E li ha seppelliti in giardino. Solo che adesso devono appena mettersi a scavare per cercarli. In Austria.
Faccio tardi, ma non tanto tardi.

Dicesi omicidio ridimensionato quello che fa notizia, ma meno.

Lezioni di stile a 1,20 euro

Nel magazine del Corriere della Sera mi imbatto nel pezzo di Lina Sotis su Generazione "Lav", che mi istruisce sul cambiamento dello stile "dai tempi di Marella".
Ed è così che al modico prezzo di euro 1,20 (quotidiano+supplemento) ricevo questa informazione: "Attorno a Lavinia Borromeo, la sposa di John Elkann, avanza una moltitudine di giovani ragazze decise e grintose, che vanno all'attacco della vita con i lunghi capelli sciolti". Segue una spedita descrizione dell'abbigliamento di circostanza delle ragazze confrontato con quello delle nonne, che ai loro tempi si sposavano tutte in visone e castorino, cioè "quelle stesse pellicce che adesso vengono considerate importabili da ogni signora elegante e che si vendono a prezzi bassi perché le possano acquistare le casalinghe".
E io mi rendo conto in un improvviso attimo di lucidità che:
- le signorine con i lunghi capelli sciolti di cui si parla con tale fervore non stanno tecnicamente andando all'attacco della vita (articolo già acquisito) ma al massimo si preparano a un cocktail; e con la grinta siamo a posto, direi.
- con tutto il male detto e pensato da sempre di Miss Italia, adesso quelle ragazzine dal lessico devastato e dall'immaginario impoverito mi fanno quasi tenerezza; loro, e le loro madri così classe media che si possono finalmente permettere il castorino.
Tra queste due minime rivelazioni, poca cosa, trovo anche il tempo di pensare che come sempre la signora Sotis ci fa una pessima figura: al solito, impartisce lezioni di bel vivere con tono scettico e semiserio mentre di fatto incensa stili di vita accessibili ai meno, fabbricando e descrivendo un'"alta società" che di fatto già sconfina nel demi-monde.
Tutto questo cortigiano scomodarsi (che sembra dominare tutta la rivista, e non solo l'articolo sulla moltitudine di giovani donne grintose con i capelli sciolti) è offensivo e banale.
Anzi, diro di più: è "importabile".

domenica, settembre 19, 2004

Self-made men

Siniscalco dice che da noi non avrebbe potuto esserci un Bill Gates: sarebbe finito in carcere.
Sì, vivaddio. (e qualcuno faccia notare al ministro che papà Gates non gestiva un baretto)
In compenso, non spiega come abbia potuto esserci un Silvio Berlusconi.

sabato, settembre 18, 2004

Riposini

Ecco come deve arrangiarsi un ragazzo per farsi una dormita in santa pace. (e poi, non dicevate che sono tele-igienico?)

venerdì, settembre 17, 2004

Vorrei che fosse un'Agenzia Walrus...

... e invece Maria Giovanna Elmi (alcuni la ricorderanno annunciatrice della rai, era detta "la fatina" per i capelli biondi e quella vaga aria di cucciolo della specie che tenta ancora oggi di perpetuare, ricorrendo a un giovanilismo forse eccessivo) è stata davvero nominata Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Sentitasi garbatamente chiamare "signorina buonasera" durante l'intervista di rito, ha affermato orgogliosamente di essere stata sì annunciatrice... presentatrice... in passato... ma anche giornalista... conduttrice...
Di fatto, per accordi interni alla Casa delle libertà che governa il comune di Trieste, la carica spettava a un esponente di AN, e la signora Elmi è moglie di un imprenditore gradito ad Alleanza Nazionale.
È sempre bello che queste decisioni abbiano a che fare con la cultura, no?

giovedì, settembre 16, 2004

Agenzia Walrus/1

E così Rembrandt partiva in vantaggio, dopotutto: era strabico. A lui riusciva facile mettere a fuoco gli oggetti e appiattire le immagini per rappresentarle. Soffriva, dicono, di un disturbo corneale che gli risparmiava la fatica di chiudere un occhio, per il semplice fatto che mentre un occhio fissava un punto, l'altro era in tutt'altre faccende affacendato. Niente tridimensionalità, problema risolto, "svelato il segreto del genio di Rembrandt". Per questa scoperta dobbiamo ringraziare uno studio neuroscientifico condotto dall'Università di Harvard.
Sono sempre affascinata e orripilata dagli effettismi dell'informazione e dall'entusiasmo con cui vengono ribattuti dalle agenzie di stampa. D'ora in poi saranno riuniti in questa sezione, chiamata Agenzia Walrus: glielo devo, dopo anni di muta ed estasiata lettura. Perché i giornali abbondano di enigmi risolti, a farci caso: dalla scoperta in un antichissimo affresco austriaco dell'immagine di Mickey Mouse (un Topolino di 700 anni fa!) all'analisi astronomica di un dipinto di Van Gogh e alla rivelazione che Ramses II soffriva d'artrite.
Prima o poi ci verranno a spiegare che Renoir era - beh - miope. E noi ci faremo una bella risata.

La filosofia del cut&paste

"Fui espulso dal college per aver imbrogliato durante l'esame di metafisica; copiavo dall'anima del mio vicino di banco"
Woody Allen

Accolgo l'appello di Strelnik. Queste cose non si fanno.

If you wish

Insomma, 18 mesi dopo l'invasione dell'Iraq, il Segretario Generale dell'Onu dice che la guerra era, dopotutto, illegale.
Ma lo esprime a modo suo:
Q: So you don't think there was legal authority for the war?
A:
I have stated clearly that it was not in conformity with the Security Council - with the UN Charter.
Q:
It was illegal?
A:
Yes, if you wish.
Yes, if you wish.
Del resto, nella stessa intervista, afferma che la road map è "in deep, deep distress". È più che in difficoltà, sembrerebbe; ma possiamo forse pretendere che il Segretario Generale delle Nazioni Unite si sbilanci due volte nello stesso discorso, di questi tempi?
Paul Reynolds, nel suo commento all'intervista ad Annan, si sofferma sulla scelta delle parole in diplomazia. Per esempio, la risoluzione 242 successiva alla guerra del 1967 in Medio Oriente chiede "il ritiro delle forze armate israeliane da territori occupati nel recente conflitto". "Territories", non "the territories": l'assenza dell'articolo permette a Israele di dichiarare la propria conformità alla risoluzione, limitandosi al ritiro da alcuni territori. La versione francese cita in effetti "des territoirs", ma viene solitamente ignorata.
Su quello che l'Onu dice e non dice, fa, non fa o fa troppo, la puntata di Report di venerdì scorso è stata esemplare. La scheda è qui. Ho ripensato alle parole di Giandomenico Picco, oggi.
Altri tempi e altre persone.
I'm deeply, deeply distressed.


martedì, settembre 14, 2004

Tutto il mondo è Banana

Ma parliamo di Tony Blair. Per i due fan di Shakespeare che circolano in questo weblog, sarà interessante sapere che ieri il Primo Ministro inglese, parlando a Warwick davanti ai sindacati, ha esordito parafrasando il suo omonimo in Giulio Cesare:
"I come here to praise Warwick not bury it",
ricevendo una ben tiepida accoglienza e qualche sorriso a denti stretti, mentre il Mirror di oggi gli dedica il titolo "From bard to worse". Sulla classe operaia piovono pietre sette giorni su sette, come dice Ken Loach, e questo è quello che si ottiene facendo i simpatici sul problema delle pensioni.
Oggi c'è di meglio: Blair si dichiara sconvolto dal cambiamento climatico.
Non se ne può più, in effetti. Per citare alla lontana Jane Austen, questo tempaccio ci mantiene in un permanente stato di ineleganza. Che è esattamente quello che stavano pensando i 47 morti e 114 feriti di oggi a Baghdad.
Solo oggi e solo a Baghdad.
Sono una ragazza all'antica, io ancora mi scandalizzo.

domenica, settembre 12, 2004

O, o, o, o, that Shakespeherian rag

Non so quanti ammiratori del bardo capitino da queste parti, ma la scoperta via Reuters di questo ricchissimo sito della British Library sugli "in quarto" di Shakespeare a me ha risolto il pomeriggio domenicale. Sarà che ho ormai sublimato le lezioni di un certo temuto e scarmigliato professore di Ca' Foscari in un'esperienza mistica e totalizzante (lo giuro, siamo a livelli di paradiso artificiale). Oppure sarà semplicemente che oggi piove. Che sono una ragazza popolare, invece, già si sa.

E poi, la conoscete, no, la storia del tipo bello, ricco, nobile e scandinavo (quello biondo in calzamaglia) a cui appare il fantasma del padre e che si vendica con lo zio amante di mammà? Allora consiglio un'occhiata a Hamlet - the text adventure.
Cosa darei per risparmiare alla dolce Ofelia la pazzia e la successiva morte per acqua tra ghirlande di fiori. Già sarebbe tanto evitare di accopparle il padre.
Lo so, Will, si chiama tragedia.

sabato, settembre 11, 2004

Y chromosome

Irritabilità, depressione, mal di testa, lacrima facile e quel vago istinto omicida, anche voi?
I ricercatori dell'Università di Derby lo confermano: tutto uguale, meno la ritenzione idrica.
Sorry, guys.

venerdì, settembre 10, 2004

L'Apocalisse secondo Pier Ferdinando

Mentre Casini si perde in vertiginose equazioni che giovano alla lucidità di tutti ("Il nazismo e lo stalinismo ieri come il nuovo terrorismo oggi sono due facce della stessa medaglia: la medaglia dell'inferno in terra" - caspita, quest'uomo non è secondo a nessuno per potenza evocativa, e il grassetto per una volta non è nemmeno mio), e ci si propone di sfiaccolare utilmente in tutta Italia, Berlusconi fa sapere di aver chiesto al presidente iracheno Ghazi al Yawar, in visita a Palazzo Chigi, un impegno per liberare le due volontarie italiane.
Cioè, fatemi capire, noi (noi, si fa per dire) chiediamo questo a uno che già fa fatica a restar vivo di suo?
Pensandoci, meglio se mi procuro una fiaccola.

Sirchia's list

Ma quante ne sa, quest'uomo? Oggi il dobermann (con l'alano e lo schnauzer) è tornato buono, si è redento e sorride con noi. Girolamo dixit, in un'ordinanza che avrà la durata di un anno.
Ed ecco la lista dei 18 cani canaglia: l'American bulldog; il cane da pastore di Charplanina; il cane da pastore dell' Anatolia; il cane da pastore dell' Asia centrale; il cane da pastore del Caucaso (quanti cani da pastore, viene da chiedersi come faranno rigar dritto i greggi di competenza); il cane da Serra da Estreilla; il dogo argentino; il fila brazileiro; il mastino napoletano; il perro da canapo majoero; il perro da presa canario; il perro da presa Mallorquin; il pit bull; il pit bull mastiff; il pit bull terrier; il rafeiro do Alentejo; il rottweiler; il tosa inu.
Azzannatori seriali di bambini e assalitori di innocenti, effettivamente sono loro il nostro vero problema.

2 X

Israeli soldier: Some take it like this and some like that. There are people who...OK, I killed a kid, OK. They laugh. Yes, now I can draw a balloon on my weapon. A balloon instead of an X. Or a smiley. Some people take it hard. I remember that during squad commander training I was in Jenin, let's say, we were in an "Almanat Kash" procedure, and everyone who climbs on Israeli APC's or armoured vehicles - shoot to kill. And the aim of all this was to have people climb. Because you have APC's under the house all the time. They tell us of course that the aim is to make the wanted men come out. But what wanted man would shoot just like that at an APC?

They also say that if they jump on the APC and take the machine guns...shoot to kill. And then a friend of mine came with his M29, sniper's weapon, and a kid just climbed. He shot, all happy - I took someone down. And then they told him he took down an 11 year old kid or something like that. He took it very hard.

Interviewer: Killed someone, so he was happy. Why?

Israeli soldier: Yes, because you prove yourself. You're a man.

Interviewer: It is known he is unarmed.

Israeli soldier: He's unarmed for sure and he climbs it...No one asks you why you have 2 X's on your weapon and if they were armed and this was done by procedure. It can be two Molotov throwers and it's still 2 X's.

Dall'intervista a un soldato dell'Esercito di Difesa Israeliano in servizio a Nablus, pubblicata integralmente da electronicintifada.

lunedì, settembre 06, 2004

Essere e avere
Capita che in questo blog non si riesca ad andare al cinema quanto si desidererebbe, e che dunque ci si annoti dei film da recuperare in seconda visione o su dvd.
Qui è necessario abbandonare lo stile impersonale e sommessamente brioso dell'incipit, perché sto passando a raccontare qualcosa che mi ha coinvolta e che ancora mi accompagna in queste giornate. Non amo dare qui giudizi su film e raccomandarne o sconsigliarne la visione. Al massimo slittano direttamente nella categoria di "dobraroba" a fianco. Questa è un'eccezione.
Poche sere fa ho visto Essere e Avere, di Nicholas Philibert, un film-documentario ambientato nel Puy-de-Dôme, nella Francia rurale. È, molto semplicemente, la storia di un anno scolastico in una vera multiclasse, o classe unica, in cui "i più piccoli", "i piccoli" e "i più grandi" vengono seguiti e istruiti da un maestro sulla soglia della pensione (si tratta infatti per lui dell'ultimo anno).
Con occhio attento e quasi invisibile, il regista osserva e registra la vita della classe, i suoi ritmi quotidiani scanditi dalle stagioni: il film si apre infatti con uno scuolabus che affronta un paesaggio montano invernale e si chiude con le ultime lezioni all'aperto e la gita nello splendore silenzioso dei campi di grano in un'estate abbagliante.
Giorno dopo giorno, senza un'evidente imposizione di ritmo e senza apparente fretta, ci vengono mostrati minimi e lenti progressi, scene di vita familiare (come l'episodio dell'intera famiglia alle prese con il problema di aritmetica del bambino), momenti di vita di classe. Vediamo il maestro, alle prese con un dovere sentito e coltivato come vocazione, impartire i rudimenti della scrittura e della costruzione delle frasi, farsi severo di fronte a un litigio tra ragazzi, tranquillizzare una mamma preccupata per i problemi di apprendimento e di comunicazione della sua bambina e un bimbo in ansia per la malattia del papà. A un certo punto ascoltiamo il maestro parlare di sé e della sua storia familiare - i genitori fieri del suo lavoro di insegnante, i sacrifici della famiglia, una professione voluta e sentita fin da piccolo - e capiamo quanto sia a un tempo consapevole del suo ruolo e vicino ai genitori umili dei suoi allievi. Lo vediamo presente e sollecito, mentre dosa l'alfabeto e i numeri alla sua classe, sovrintende divertito alla loro educazione fino a quell'"au revoir monsieur" detto da ciascuno dei bambini, ultimo di una lunga serie e, semplicemente, ultimo: i bambini ci sfilano davanti agli occhi fuori dalla classe e dal film. La sola figura del maestro, l'aria un po' spaesata e commossa, occupa l'inquadratura finale.
E mi sono resa conto di questo: pensavo, con l'eco lontana del libro di Fromm in testa, che i due verbi impegnativi del titolo alludessero a concetti, a chissà quali lezioni morali. Sono invece i primi due verbi che si imparano a scuola, che si coniugano con lentezza esasperante, tra gli errori e gli incespicamenti.
Ho pensato spesso, negli ultimi giorni, a questo film-documentario in cui i bambini sono coltivati e protetti come belle e preziose piantine: si ha l'impressione che la scuola davvero li difenda e li custodisca, che si prenda cura di loro, che li renda più forti nonostante le lacune e le imperfezioni, e forse più fortunati dei loro genitori, migliori. Come deve essere.
Nel film L'argent de poche (tradotto in italiano come Gli anni in tasca), che l'opera di Philibert richiama, anche per l'ambientazione - se non fosse che a Truffaut sta a cuore la storia, e anche un po' di autobiografia, e non la verosimiglianza - si assiste alla caduta dalla finestra di un bambino, con miracoloso lieto fine. Un personaggio commenta: "i bambini sbattono contro tutto, sbattono contro la vita, ma hanno la grazia divina, e anche la pelle dura".
Invece noi lo sappiamo, non hanno la pelle abbastanza dura. La "grazia divina" spesso e non so quanto volentieri si dimentica di loro, lasciandoci inariditi a desiderare che le cose andassero, se non come nel film di Truffaut, almeno come nella tenace, coraggiosa multiclasse di Essere e Avere.

domenica, settembre 05, 2004

Un dichiarazione
Ehi, voi, che avete ricevuto una Gmail in regalo da me una o due settimane fa: allora era ancora piuttosto ambita, e dunque una dimostrazione della vostra eccellente posizione nella mia top of the pops.
Il recente post non la svaluta affatto. Sappiatelo.
Il che significa, D. (sì, sei proprio tu), che non sei esentato dal provare e riprovare a configurare il tuo account.

Troppa grazia, Mr Gmail
Avevo appena esaurito la mia personale dotazione di caselle Gmail, distribuite tra i miei più cari con grandi ansie da eliminazione, quando oggi ho scoperto - quasi con orrore - di avere a disposizione ben altri sei (6) inviti. Sono stata perfino tentata di aprire un giti@gmail.com per facilitare le comunicazioni del felino con i suoi simpatizzanti, ma il buon senso ha avuto la meglio.
E allora, per avere un invito basta che mi scriviate una mail con qualche semplice frase adorante, niente di che. Anche due rime baciate possono andare.
Un distico, ecco.

sabato, settembre 04, 2004

Piccolo applauso
La leggo da tempo. Ha intelligenza, coraggio, chiarezza, ironia: questo è il link al bel post di oggi.
(Oggi sono ancora tramortita. Basta così).

venerdì, settembre 03, 2004

Colonnello Ketchup
Oggi, davanti al Primo canale della televisione russa (che a un certo punto ha interrotto la diretta per mandare in onda la settima puntata di un poliziesco), ho pensato, non per la prima volta in questi ultimi anni: dovessi mai finire ostaggio, spero almeno che non succeda in Russia. Non ne voglio sapere di blitz, di irruzioni, di forze speciali: finirei di certo in un lago di sangue, e poi nel mucchio delle perdite "limitate", tra il numero imprecisato di feriti gravi, o come la bella addormentata in attesa dell'antidoto, ad assorbire le chiacchiere dei parenti attorno al mio letto d'ospedale finché morte non ci separi..
La liberazione degli ostaggi di oggi è stata un incubo, per quanto ne so io, e almeno fino a quando non hanno mandato in onda il detektiv. Per quanto ne sappiamo tutti.

Mai una volta che dicano: ok, sembrava sangue ma era passata di pomodoro, doppio concentrato Star. È la nuova frontiera del reality, voi avete l'Isola dei famosi, noi l'Ossezia experience. Ma vi pare che ci mettiamo a liberare centocinquanta-duecento scolaretti sparando all'impazzata con le signore cecene imbottite di esplosivo che a loro volta sparano all'impazzata in una girandola di eventi?
Voi vuole format?

Poi, poco fa, scopro che un colonnello indiano passerà dei guai per aver messo in scena l'uccisione di un gruppetto di insorti: quel genio degli effetti speciali ha cosparso di ketchup tre civili in servizio nel suo reggimento, li ha fotografati e ha inoltrato un falso rapporto per guadagnarsi una medaglia.
Risultato, corte marziale e espulsione dall'esercito: mio incompreso eroe.

E, no, in Ossezia non si trattava di ketchup.

giovedì, settembre 02, 2004

Per una vita quotidiana migliore
Come biasimarli.
Vai lì per dare un'occhiata e trovi sempre qualcosa da comprare, fosse solo una lampada Knappa o un set di portacandeline Mustig.
Conosco masochisti ai quali risolve la domenica.
Ma tre morti e 17 feriti all'inaugurazione dell'Ikea di Riad, di questi tempi, sono un'esagerazione.

mercoledì, settembre 01, 2004

Come perdere Miss Italia e il Carso in un sol colpo
Miss Trieste si chiama Sara Jug, ha diciannove anni, è alta un metro e ottanta. Beh, è anche slovena. Mamma di Vrtojba e papà di Solkan, zona di Nova Gorica (i sindaci di G. e N.G., tanto per darsi un tono, esultano).
Il vostro agente sul confine si limita a riferire che Jug, Sara, certamente priva di passaporto italiano, ha gli occhi chiarissimi, i capelli neri, e uno stacco di gamba che ha il suo perché.
Ma, visto che stiamo parlando di una selezione di Miss Italia (cioè, roba serissima) e della leggendaria bellezza delle donne triestine (vera, e altrettanto seria), a Trieste si apre il rovente dibattito.
Ci sono i cosmopoliti ("farei lo stesso discorso se fosse di Helsinki"), i normativi ("poteva essere anche greca, cecoslovacca, ungherese, ma almeno residente a Trieste"), i sarcastici ("cambino il regolamento, o il prossimo anno potranno liberamente legalizzare Miss Ferragosto o Miss Sardon Day"), i patetici ("ora c'è anche il rimpianto di non festeggiare con una bellezza triestina i cinquant'anni del ritorno di Trieste all'Italia"), i dietrologi ("si vogliono fare le solite strumentalizzazioni"), i patriottardi ("se si voleva proprio essere rivoluzionari si poteva eleggere per una volta una cinquantenne, una triestina nata nel 1954, l'anno della seconda redenzione").
E infine, cari signori, c'è lui, il teorico dei vasi comunicanti: "la Slovenia, nazione giovane ed emergente, sta più in alto rispetto l'Italia, e ci sommergerà". E conclude amaramente: "dopo l'Istria, l'Italia ha perso anche il Carso".
Solo lui sa perché.