Ritornata, sonoInnanzitutto, ho risolto il problema dello
zainetto con questa (Reginador, hai il dono della veggenza?):

pesa
1 kg e una tavolettata potrebbe comunque tramortire un'hostess.
Riassumo alla rinfusa:
Tv e quotidiani britannici davano la notizia certa di
quattro italiani ostaggi in Iraq, precisando che non si trattava di militari ma di dipendenti di una ditta di sorveglianza. Questo accadeva
quattro giorni prima dell'"effettivo" rapimento, mentre la Farnesina nicchiava e la notizia non aveva lo stesso grado di certezza nel nostro amato Cinquantunesimo. Son cose strane. Intuisco che l'ora di Greenwich non basta a spiegare quattro giorni di anticipo. Paura, eh?
Dopo Al Bano e Romina e Barbie e Ken, ci si mettono anche
Posh e Becks a guastarmi il mito delle unioni incrollabili. In una serie di sms piccanti, lui chiamava se stesso
Peter Pan, assegnando all'amante il ruolo di
Tinkerbell e alla moglie quello sororale di
Wendy. Poi c'è una dichiarazione di intenti che non mi è chiarissima:
"Lie u on the front of the car, slide my hands up your ******* pull them down and kiss all the way up the inside of the legs and then make love to you on the car".
Sette lettere, è una parolaccia, plurale, è qualcosa su cui "slid[ing] [one's] hands up" e al tempo stesso "pull down", e sta dalle parti delle gambe. Compro una vocale e giro la ruota.
La morale nascosta in tutto questo è: i Peter Pan si portano a letto Campanellino, ma
sposano Wendy. Paura, eh?
La terrorizzante stampa inglese riportava il solito possibile rischio attentati di dimensioni catastrofiche: sembra che questa volta l'obiettivo fosse il treno che trasporta scarti nucleari a Sellafield. Lanciamissili in spalla, qualcuno (pelle scuretta, Corano in tasca, il solito identikit che già sappiamo) avrebbe potuto trasformare ampie zone di Londra in "a nuclear wasteland". La
wasteland experience al plutonio mi mancava proprio.
Gli israeliani, intanto, non smettono di fare ai palestinesi cose che non mi piacciono per niente. Per citare alla lontana un dialogo dall'ultimo film di Woody Allen, questa volta, in un
cinegiornale in bianco e nero con il sottofondo musicale di un violoncello smorzato ci finirà - temo -
qualcun altro.
A
Berlusconi vorrei spiegare che i
miei valori un po' incrinati lo sono. Ma vedo che
qualcuno ha trovato sistemi di protesta più fantasiosi, se non più efficaci.
Il titolo di Cavaliere di gran croce conferito a
Steven Spielberg è un'esagerazione. Buon businessman, regista mediocre e gran furbacchione, lui ha affermato di "sentirsi italiano". Io in casi come questo mi sento mio malgrado un po' americana. E,
no, non è un complimento.